Chi si trova in coppia spesso si domanda se la propria relazione sia normale o meno, tralasciando di chiedersi, piuttosto, se sia utile, ovvero se stia favorendo l'evoluzione individuale. Una relazione di coppia può, infatti, rappresentare un'ottima opportunità di crescita per ciascuno. Piuttosto che litigare, opporsi al proprio partner, accusarlo per i più svariati motivi, allora, sarebbe necessario chiedersi"come mi può far crescere tutto questo?come me ne posso servire?".

Nei momenti di crisi e difficoltà di coppia può essere utile ricordare cosa ci ha attratto dell'altro quando ci siamo innamorati di lui/lei. Ci renderemo, così probabilmente, conto che lì già c'erano i semi dei litigi di oggi. La questione può essere più facilmente chiarita se consideriamo cosa succede durante l'innamoramento. In quei momenti gli aspetti dell'altro che ci attraggono sono quelli che noi non possiamo o riusciamo ad esprimere. Ciascuno di noi, infatti, da voce solo ad alcuni degli innumerevoli aspetti che potenzialmente potrebbero caratterizzarlo, questo per rispondere alle richieste e ai mandati familiari, per scelta o anche semplicemente per questioni di "economia".

Ma come sappiamo difficlmente rinunciamo a qualcosa, così succede che ci innamoriamo proprio di coloro che sembrano avere quelle caratteristiche che noi un tempo inconsapevolmente abbiamo reciso. O meglio sembra che in gioco ci sia il meccanismo della proiezione, per cui siamo noi stessi che attribuiamo probabilmente all'altro quegli aspetti di noi che, pur non avendogli dato spazio, ci appartengono.  Vista in quest'ottica appare evidente che sono le diversità a rappresentare il vero motivo della scelta reciproca e non l'attrazione per similitudini come in genere si crede. Non si scelgono, inoltre, le persone solo per le loro qualità, ma anche per i loro difetti, spesso, infatti, ci fa comodo nasconderci dietro le persone che ci somigliano nei limiti. E’utile che anche ciò accada in quanto questo consente, attraverso l’altro, che essi si manifestino successivamente ai nostri occhi. Proprio in questo consiste quella che alcuni definiscono una vera e propria "trappola autoterapeutica". Inconsapevolmente ci siamo scelti il nostro avversario, colui che ci consente di combattere quelle guerre che ovviamente sono già dentro di noi, ad esempio indipendenza/dipendenza, leggerezza/pesantezza, fiducia/diffidenza e tante altre.. Vedere questo è fondamentale per non chiudersi nell'opposizione improduttiva e fine a se stessa, per non reagire ottusamente quando l'altro sembrerà toccare i nostri punti più sensibili. Questo, piuttosto che essere un mero nemico da contrattaccare, può esserci utile in quanto ci costringe a fare i conti con i conflitti che ci portiamo dentro. Se non "scoppia" allora la coppia può essere "utile" e il partner con cui litighiamo il miglior terapeuta che potevamo scegliere. 

Si tratta di vedere come occasione quanto in genere viene definito patologico. Si tratta di utilizzare ciò che spontaneamente accade nella coppia invece di combatterlo in virtù di un ideale di normalità. Approfittare di una situazione invece di criticarla e subirla, o lamentarsi consente di restare svegli e di gestire in modo consapevole la propria vita.