Pare quasi lapalissino che qualsiasi cosa fatta per i bambini è pensata a fin di bene. Spesso si crede erroneamente che mentire sia il modo migliore per non creargli problemi. Ma viene da chiedersi quali credenze portino realmente a pensare che nascondere il dolore ai bambini sia un gesto di protezione nei loro confronti.

Come giustificare dunque un atteggiamento proprio di paura e pretendere che i bambini notino che nulla si è modificato e tutto è uguale a prima? E' un doppio messaggio che sicuramente bene non fa poichè mette in contraddizione il verbale col non verbale. E ci riferiamo qui a qualsiasi evento traumatico che crea degli squarci nella vita della propria famiglia (una morte) o nella vita della società in generale (guerre, attentati) e che mina automaticamente il nostro futuro.

Sia che si parli di una morte che di un qualsiasi altro evento traumatico bisogna sapere come rivolgersi ai bambini, così come bisogna imparare a calibrare i propri stati emotivi.

L'adulto ha il compito di traghettare le paure del proprio figlio e renderle più accettabili. Tutto ciò per evitare che il bambino debba cercare da solo la propria limitata ed erronea (limitata poichè limitata è la sua esperienza del mondo) interpretazione, che perpetrata nel tempo diventa la propria teoria di riferimento su quel fatto specifico e diventa la lente con la quale si guarda il mondo. I bambini "leggono" ma gli adulti devono "tradurre" la corretta lettura delle fantasie del bambino. Si legga ad esempio come bambini ed adolescenti traducevano l'evento delle torri gemelle.

Un importante ed interessante manuale di Telefono Azzurro spiega come approcciarsi a quelle che diventano le vittime silenziose, i bambini e gli adolescenti, in un'epoca di disequilibri storici (guerre, terrorismo ed altri eventi traumatici) che si ripercuotono su disequilibri emotivi.

Recentemente, una ricca guida è stata scritta dal Child Mind Institute in collaborazione con psichiatri, psicologi ed esperti di salute mentale specializzati in situazioni di crisi e offre suggerimenti semplici su cosa aspettarsi, cosa fare e a cosa stare attenti in queste circostanze. Essa contiene suggerimenti generali e consigli specifici per le diverse fasce di età. Se ritenete che sia necessario l’intervento di un professionista di salute mentale per voi o per i vostri figli, non esitate a chiedere consiglio al vostro medico curante o a un altro operatore del servizio sanitario.

Queste due guide, assieme a quella su come parlare ai bambini dell'evento morte, mi auguro possano risultare utili per insegnanti, educatori, genitori e tutti coloro che ritengono di avere bisogno di un aiuto per approcciarsi ai bambini e agli adolescenti in un modo quanto più corretto.