Così è il titolo di un articolo di Giulia Villoresi apparso su" Il Venerdi" di Repubblica del 27 maggio 2016.

Entro 40 anni avremo figli quasi solo con la fecondazione in vitro: a dirlo è Henry Greely, direttore del centro per la legge e le bioscienze di Stanford.

 

Nel suo libro The End of Sex and the Future of Human Reproduction (Harvard Univerity Press) il Direttore annuncia che entro 20, massimo 40 anni, nella maggior parte dei paesi sviluppati le coppie sceglieranno di concepire con la fecondazione in vitro; il sesso diventerà un divertissement, la procreazione naturale un atto di insubordinazione verso le politiche sanitarie nazionali. La questione parte dal fatto che nel giro di pochi anni la fecondazione in vitro e la diagnosi genetica preimpianto (Pgd) diventeranno estremamente semplici, economiche ed accurate...e quindi la domanda che ci si pone è: fino a che punto, in virtù di ciò, saremo disposti a limitare, e a limitarci, nella scelta dei tratti genetici delle generazioni future?

Greely, fondamentalmente, sottolinea come un costo molto basso di tali procedure possa portarci verso questa scelta.

L'autore del libro evidenzia come ogni coppia potrà stabilire che tipo di "vestito" dovrà avere il proprio figlio: maschio o femmina? Occhi verdi o castani o azzurri? Colore dei capelli, altezza... e la possibilità di scartare tutti i piccoli difetti che invece verranno ereditati in caso non si utilizzi tale tecnica. Inoltre si potrà anche stabilire in che cosa, nostro figlio, dovrà emergere e quindi crearlo con una maggiore attitudine allo sport o alla musica o... con un alto livello intellettivo.

Tutti gli embrioni portatori di malattie verranno scartati.

L'unico problema che Greely si pone rispetto alla Easy Pdg è che tale tecnica avrà delle difficoltà ad essere approvata nei paesi religiosi ed in Germani. Inoltre, evidenzia come tale tecnica possa essere economicamente conveniente in quanto ridurrebbe i costi del Sistema Sanitario mentre chi procreerà in modo naturale diventerà uno stigma sociale.

Soffermando la mia attenzione su tali affermazioni ho la senzazione che il mondo stia andando indietro. Ho dei forti dubbi rispetto alla utilità emotiva di questa tecnica esercitata quando non è necessaria. Forse tecnicamente si va avanti ma emotivamente credo che ciò sia molto "freddo". Ogni coppia avrà a disposizione un certo numero di embrioni, ciascuno dotato di un minuzioso dossier genetico. Ora, escludendo coppie che vogiono evitare malattie ereditarie, posso comprendere che alcune coppie che non riescono ad avere figli vogliano tentare delle strade per soddisfare i loro desideri, ma... che ciò diventi una normalità mi fa riflettere molto. La genetica oggi ricopre un ruolo importante e cercare di prevenire malattie genetiche può essere importante ma far diventare la genetica un Gioco...questo mi fa riflettere.

Lo vuole alto o basso? Capelli biondi o castani? Che colore degli occhi? Bravo in matematica o nel calcio?...per me questo è giocare. La gentica, se deve essere utilizzata, deve essere utilizzata in cose serie. Quando una coppia ha la possibilità di procreare in modo naturale ma decide di procreare in modo non naturale, avendone la possibilità, ciò mi pone dei dubbi.

Il sesso dovrebbe sempre essere un divertimento e può essere un divertimento anche il sesso fatto nella ricerca di una gravidanza.

Quel momento in cui una coppia decide di procreare attraverso un rapporto sessuale, è un momento pieno di emozioni, è un momento di grande "vicinanza", un momento in cui l'uomo emette il suo liquido seminale nella vagina della donna, un momento in cui comincia il GRANDE VIAGGIO DEGLI SPERMATOZOOI VERSO L'OVULO DELLA DONNA.

Un momento che comincia con la decisione di "avere un figlio" e si conclude con l'incontro tra Ovulo e Spermatozoo.

Molte volte si ricomincia a "fare sesso" o si incrementano i rapporti sessuali perchè si decide di diventare genitori. Questo, porta molte coppia a "riavvicinarsi" fisicamente. Con il tempo diverse coppie riducono i loro rapporti e alcune di loro, nel tentativo di una gravidanza riscoprono l'intimità.

L'atto sessuale e ciò che ne consegue porta con se una serie di fattori emotivi che una procreazione in vitro non ha ed è per questo che tale tecnica dovrebbe essere usata solo per necessità.

Quindi, detto ciò, non voglio escludere totalmente l'utilizzo di tecniche in vitro per la procreazione in quanto non ne posso nascondere la sua utilità in alcune situazioni (casi di malattia), ma, indirizzarci verso il solo utilizzo di tali tecniche per la procreazione - sopratutto nel caso in cui c'è la capacità di procreare in modo naturare - credo sia dannoso emotivamente per tutti. Forse il Sistema Sanitario sarà contento ma credo che ogni cosa debba avere un Limite.