E' possibile sviluppare una dipendenza non solo nei confronti di una sostanza (le dipendenze più conosciute) ma anche di un comportamento: le cosiddette “nuove dipendenze” o "dipendenze comportamentali". Tra queste, vi è la dipendenza dallo shopping (o shopping compulsivo); quella online può rientrare nella dipendenza da internet (il costrutto di “internet addiction” fu introdotto dallo psichiatra americano Ivan Goldberg nel 1995). Allo stato attuale la letteratura non è ancora sufficiente ma le dipendenze comportamentali sono un fenomeno che si sta studiando e approfondendo. Da un punto di vista psicologico, secondo un'ottica sistemico-relazionale, la relazione tra la persona e l'oggetto (sostanza o comportamento) della dipendenza, può essere descritta come un incontro che fa vivere alla persona un'esperienza particolare, ed è la ricerca continua di tale vissuto a porre le basi del suo ripetersi.


Ma che cos'è la dipendenza da shopping online?
Lo shopping può dare piacere. All'inizio è possibile metterlo in atto per sfuggire a un momento difficile, e poi continuare per la sola ricerca del piacere: l'obiettivo non diventa possedere l'oggetto ma provare la sensazione di eccitamento data dal comprare; può così scatenarsi la ripetizione del comportamento dell'acquisto indipendentemente dall'oggetto scelto. Si generano atteggiamenti che oscillano tra appagamento, frustrazione e senso di colpa: da una sensazione di eccitazione e appagamento nell'acquisto, si può passare in una profonda frustrazione e senso di colpa per averlo fatto, per poi tornare ad acquistare e riprovare di nuovo quella sensazione di piacere. Nel momento in cui non si tratta di un atto sporadico ma di un comportamento messo in atto di continuo, si può parlare di una forma di dipendenza: la dipendenza da shopping online riguarda comportamenti di dipendenza legati all'acquisto di oggetti su internet.


La scelta dello shopping online rispetto a quello tradizionale nei negozi può derivare dall'accesso a più negozi in breve tempo con possibilità di acquisti in qualsiasi ora del giorno e della notte solo con un “click”, dal poter confrontare i prezzi pensando che su internet si possa risparmiare (ricerca dell'affare/risparmio che può aumentare il senso di euforia), e dalla diffusione di tablet e smartphone che hanno reso più facile la possibilità di connessione con il web; inoltre l'utilizzo di carte di credito e metodi di pagamento come paypal aumentano la facilità di acquisto online e rinforzano la condotta di tipo impulsivo. Diciamo che l'accesso agli acquisti online da un lato ha semplificato la vita, dall'altro rappresenta una potenziale minaccia che può portare anche a un impoverimento dei contatti umani che credo sia legato, più in generale, all'utilizzo sempre maggiore della tecnologia. In alcuni casi ipotizzo ci siano anche motivazioni legate ad aspetti individuali-relazionali, quali l'evitare di uscire e incontrare persone.


Un intervento precoce può evitare che il problema invada la vita della persona che rischia di perdere il controllo non solo sui propri comportamenti di acquisto (con conseguenze anche economiche) ma anche sulla propria vita in generale. L'obiettivo di un trattamento psicologico è rompere il circolo del piacere illusorio di acquistare che porta la persona nel comportamento compulsivo di comprare. Come? Ci sono diversi orientamenti terapeutici. Dal mio punto di vista è importante considerare l'unicità della persona a cui adattare l'intervento e lavorare su due livelli: uno mirato a trovare e concordare strategie di gestione del problema su un piano pratico, l'altro finalizzato alla conoscenza di sé e alla comprensione delle dinamiche sottostanti. Credo infatti che se il problema alla base non viene compreso e affrontato, il rischio è il suo ripresentarsi magari in altre forme (es. un'altra dipendenza).