La tua vita inizia dove finisce la tua zona di comfort.

Che cos'è la zona di comfort?

Immagina un giardino recintato, un luogo comodo, sicuro, prevedibile, nel quale sai perfettamente come muoverti, che ti protegge dai rischi e dai fallimenti.

Bene, lo stesso bel giardino recintato può diventare la tua prigione se non impari ad uscirne quotidianamente, allargandolo poco a poco, facendo ciò di cui hai paura, mettendo in discussione le convinzioni che ti limitano, spezzando quella routine fatta di certezze e abitudini, anche leggermente, poco a poco.

Le cose che hanno davvero valore nella tua vita le hai conquistate uscendo dalla zona di comfort, non restando al suo interno.

Non avere il coraggio di chiudere una storia che si trascina da tempo per paura di restare soli; non puntare più in alto in ambito professionale perché si ha paura di non essere all'altezza; non chiedere di uscire a quella ragazza che ti piace per paura di un suo rifiuto; non riuscire a superare un brutto periodo ma non chiedere aiuto agli altri perché si ha paura di essere considerati deboli.

Ogni volta che non si abbandona la strada vecchia per quella nuova perché non sappiamo dove ci porterà, anche se dove siamo adesso non ci piace per niente o non ci soddisfa abbastanza, restiamo all'interno della nostra zona di comfort.

 

 

E' al di là di quel recinto che inizi a vivere davvero, che ti metti in gioco scoprendo i tuoi limiti che, di volta in volta, puoi sfidare e superare trasformandoli in punti di forza.

Da dove si comincia?

Puoi iniziare da piccole cose, modificando alcune tue abitudini: fai una strada diversa per andare a lavoro, esci a mangiare qualcosa con un collega se di solito resti in azienda nella pausa pranzo, sorridi ad uno sconosciuto...piccoli semplici gesti diversi dal solito; fare diversamente ti porterà a pensare diversamente, e non viceversa.

Fa ciò che ti fa paura, ciò che temi e che per questo generalmente tendi ad evitare: pensa a che cosa faresti se non avessi quel problema, quelle insicurezze, quelle esitazioni ed imbarazzi che di solito ti inibiscono; prendi carta e penna e scrivi quello che ti viene in mente.

Scrivi cose concrete e misurabili, come “fare quella proposta al capo” se lo stiamo rimandando da tempo perché ci mette ansia, “prendere l'ascensore“ se di solito lo evitiamo per timore. Ma possono essere cose ancora più piccole, come “prendere l'ascensore dal piano terra al primo piano e poi fare le scale”. Ordinale dalla più piccola, ovvero la meno difficile da attuare, alla più grande, poi prendi la più piccola e mettila in pratica. In questa maniera, si innesca ogni giorno un piccolo cambiamento che innescherà una reazione a catena di ulteriori cambiamenti, fino a sovvertire totalmente la nostra modalità di percepire ed affrontare la realtà. Non aspettare di avere l'atteggiamento giusto per fare qualcosa, perché sarà proprio facendola che creerai il giusto atteggiamento mentale. Come nella teoria delle catastrofi si produce l'effetto “butterfly”, ovvero quel battito d'ala di farfalla che, in un certo spazio e tempo, innesca una reazione a catena di eventi naturali che condurrà al ciclone, a qualche migliaia di chilometri di distanza da quel piccolissimo evento iniziale.

L'autostima è una conquista che si costruisce sulla propria pelle, passo dopo passo, sfidando i propri limiti. Non ci sono formule magiche o scorciatoie per le grandi conquiste, ecco perché molte persone preferiscono lamentarsi di sé stesse e della propria vita, preferiscono rendere perfetto il proprio praticello, o illudersi di farlo, piuttosto che varcare la soglia di quel recinto, considerando rischioso ciò che potrebbero trovare al di fuori.

Ma il prezzo da pagare alla lunga è molto più alto.

E tu, che cosa pensi di fare oggi?

Bibliografia

Milanese R, Mordazzi P, Coaching strategico, Ponte alle Grazie, 2007