Nell'incantevole scenario della mia terra, più precisamente a Siracusa, in un alchemico connubio tra cielo e mare, si è appena concluso un interessantissimo convegno dal titolo "La complessità dell'essere donna" Breast Unit in real time.

Erano presenti l'Associazione nazionale italiana senologi chirurghi (A.N.I.S.C.), i clinici della casa di cura Santa Lucia, l'associazione Sicilia Donna, ed i referenti di Europa Donna Italia, ed io.

Qualche riflessione clinica

Il ruolo del seno nella vita della donna parte da lontano.
Il seno è infatti profondamente legato al "principio di fecondazione e di nutrimento".

Da Afrodite ai miti greci, il seno correla con atavici significati simbolici, e di indubbia seduzione.
È il primo organo simbolico che sancisce l'inizio della vita adulta: la ragazzina diventa donna.
Da mamme, sappiamo bene, con quale emozione regaliamo il primo reggiseno alle nostre bambine che diventano donne. 
È un organo strettamente correlato alla seduttività ed alla sensualità.
Al nutrimento, reale e simbolico.
All'intimità ed alla regressione.
Alla sessualità.

Il seno: cambia la forma, ma non cambia la sostanza. Il ruolo dei media

I media hanno sdoganato immagini di seni straripati; sembra infatti che, l'abbondanza, correli chiaramente con la seduttività.
È sempre più diffuso un fenomeno inquietante che fa davvero riflettere -confermato dai chirurghi plastici presenti al convegno -: molte ragazzine, alla soglia dei loro diciotto anni, chiedono ai genitori una mastoplastica additiva, come simbolico accesso alla vita adulta.
Questa deriva della seduzione sembra obbligare le donne, soprattutto le donne giovani, all'omologazione ai nuovi canoni estetici.
Il seno, in realtà, piccolo o grande che sia, è sempre strettamente ancorato a significati profondi e simbilici.
Alla luce di quanto detto, ci rendiamo conto di come una mastectomia possa influire sull'immagine corporea della donna.

 

Seno, tumore e psiche
Questi tre ambiti, quando parliamo di tumore, non possono essere analizzati in maniera disgiunta tra di loro.
La mastectomia, nel caso di un tumore al seno, viene vissuta dalla donna come una mutilazione della sua femminilità ed una deturpazione della sua immagine corporea.
L'immagine allo specchio dovrà essere nuovamente modulata.
La donna che ospiterà un tumore, e che dovrà andare in contro all'iter diagnostico-terapeutico, vivrà un'inevitabile screzio con la propria immagine corporea.

 

Vediamo cosa accade:

  • Rabbia
  • Frustrazione
  • Paura
  • Paura delle recidive
  • Paura della morte
  • Dolore
  • Ansia
  • Preoccupazione
  • Immagine allo specchio compromessa
  • Deflessione del tono dell'umore
  • Elaborazione del lutto
  • Modifica della vita intima e sessuale
  • Modifiche della vita di coppia

 

Dopo l'infausta diagnosi di tumore, la donna verrà abitata dalla rabbia: "perché proprio a me?
Dovrà attraversare un'inevitabile elaborazione del lutto: un passaggio cioè, in varie fasi psichiche, da una condizione di salute ad una di malattia, ed una nuova ed indispensabile fase di ricostruzione fisica e psichica.
Il cammino sarà lungo e faticoso, non immune da un bagno emozionale intenso e destabilizzante.

Il ruolo dello psico- sessuologo, qualche passaggio della mia relazione

                       " Il piacere è sentinella di vita"

Anche in caso di malattie oncologiche, occuparsi della sfera del piacere, aiuterà la donna nel cammino che si troverà a dover intraprendere.
Il tumore cambia la vita, cambia la donna ed, ovviamente, cambia l'intimità e la sessualità della donna.
Il talamo verrà abitato dalla paura della malattia, della recidiva, e della morte, azzerando del tutto lo spazio per il desiderio sessuale e per la sessualità.
La donna però, non smette di essere donna, seduttiva e femminile; la vita intima, affettiva e sessuale rimane sempre indispensabile e non dovrebbe mai essere messa in panchina.
La donna infatti, necessità di intimità, di carezze e di cure per l'anima.
La pelle ed i sensi rappresentano il ponte levatoio tra se stessa ed il partner, tra se stessa ed il suo benessere.

  • La sessualità assume il ruolo di cerotto per l'anima.

I baci e le carezze, così come i possibili orgasmi, rappresentano la strada maestra verso il benessere psico-fisico e di coppia.

Come aiutare la donna?
Erogare la cura non equivale al prendersi cura, progetto che deve tenere in considerazione "tutti" gli altri ambiti della vita della donna.
Diventa di fondamentale importanza effettuare una scrupolosa diagnosi psico-sessuologica.
Conoscere a fondo la psiche e la sessualità di quella donna, o di quella coppia - non soltanto dopo il tumore, ma anche prima - comprendere dal punto di vista temporale mediante una diagnosi differenziale ginecologica e sessuologica, se le eventuali disfunzioni sessuali che la donna lamenta siano primarie o secondarie al tumore.

Se la secchezza vaginale sia terapia-correlata, o partner-correlata.

Se l'anorgasmia coitale sia tumore e deflessione del tono dell'umore-correlata, o disagio psico-sessuale pregresso-correlata.

Se il calo del desiderio sessuale sia momento storico della donna- correlato, o coppia- correlato.

Spesso, il tumore scoperchia il vaso di Pandora della sessualità della donna, così fare di tutta l'erba un fascio è assolutamente miope.

La donna va accudita, contenuta ed aiutata meditate un counselling psico-sessuologico a rivisitare e migliorare la sua qualità di vita e di coppia.

Conclusioni
Oggi si parla tanto di "approccio multidisciplinare" per la cura del paziente, necessità ancora più urgente ed indispensabile quando si trattano malattie oncologiche.
Conosciamo bene l'inscindibilità tra psiche e soma, e conosciamo bene la forza della psiche, nel bene e nel male.
Erogare la cura è ben diverso dal "prendersi cura", lavoro da dover fare obbligatoriamente in team tra più specialisti e più specialità.

Dopo un tumore, la donna va presa per mano al fine di integrare nel percorso di cura psiche, soma e benessere sessuale, con l'obiettivo di recuperare qualità di vita e qualità di coppia.