Nella riservatezza e segretezza del mio studio, mi trovo spesso a custodire dolorose confessioni, miste a paure, di adolescenti e non, circa la disfunzionale correlazione che  abita frequentemente l’immaginario collettivo tra sessualità e genitalità.


La sessualità è correlata alla genitalità?

E’ possibile circoscrivere e ridurre la sfera della sessualità alla semplice zona genitalica?
Tra le  ridondanti domande che mi sento porre, vi sono quelle correlate alle dimensioni dei genitali maschili, mai vissute e percepite come adeguate, altre correlate all’ipotetico tempo ideale di un rapporto sessuale, che viene spesso narrato, come un percorso ad ostacoli, una maratona sessuale, amplificato da quote d’ansia e da una dimensione ginnica, esclusivamente coitale, della sessualità.

 

Negli ultimi anni, a seguito di un incremento della chirurgia plastica come antidoto all’invecchiamento ed alle possibili brutture e diversità e, di un tam tam mediatico, nascono altri dubbi riguardanti la genitalità femminile; mi chiedono infatti se esistono dei modelli estetici  universalmente accettati di genitali femminili, ovviamente equiparabili a quelli delle attrici dell’hard.


La sessualità degli esseri umani va oltre l’aspetto esclusivamente biologico e riproduttivo; nel tempo poi, dopo l’avvento della rivoluzione sessuale e la terapia orale per la contraccezione, la sfera della sessualità femminile è stata totalmente disgiunta dall’aspetto meramente procreativo, correlandola all’aspetto ludico, di scambio, di conoscenza e, di tanto altro rispetto all’aspetto funzionale e genitalico.

La sfera della sessualità,è un luogo simbolico, contenitore di molto di più della semplice unione di due corpi o, peggio di due organi genitali, comprende infatti il passato sessuale ed emozionale dei due protagonisti dell’incontro amoroso, la genitalità e la fisicità, ma anche l’affettività, la cultura ed i valori pregressi di entrambi.

La vita sotto le lenzuola risente fortemente della cultura dominante in cui abita e può subire frequenti fluttuazioni sia nel tempo che nella coppia. Moltissimi elementi entrano in gioco e determinano la vita intima di una  coppia.


La genialità, di cui tanto si parla, è l’insieme degli organi sessuali, del loro funzionamento e della loro fisiologia, ma non sono l’unica parte direttamente interessata al rapporto sessuale.
La sessualità infatti, è un’esperienza sensoriale che coinvolge il corpo in tutta la sua interezza, con tutti i suoi sensi, con il suo calore, odore, umori, aspetto tattile….., esperienze corporee amplificate dall’utilizzo dell’immaginario erotico, spezia immaginativa indispensabile ai fini di una pienezza e spregiudicatezza sessuale.


Molti adolescenti narrano di un corpo passivo, trascinato, scarsamente abitato sul piano sensoriale, al fine dell’unico obiettivo insito nel rapporto sessuale: il raggiungimento dell’orgasmo, come atto unico e risolutivo, di un’esperienza che dovrebbe invece coinvolgere le tre “C”, correlate alla sessualità: corpo, cuore e cervello.


Un rapporto sessuale, senza desiderio, può compromettere la sfera dell’eccitazione, dell’erezione nell’uomo e della lubrificazione delle donne, e dell’orgasmo; vissuto con marcate preoccupazioni o distrazioni, può compromettere sia il desiderio che l’eccitazione, che la risposta orgasmica; così come un rapporto vissuto senza corpo, cioè senza attrazione sessuale e piacevolezza reciproca, può stentare a decollare.


Un rapporto coitale, scevro dall’affettività, rappresenta un’esperienza ginnica, scevra da sguardi, sentimenti, emozioni, concentrato con modalità riduttive e liquidatorie sulla fine e non sulla pienezza del percorso.


La sessualità oggi, di cui tanto si parla ma poco si dice, se venisse appresa con elementi correlati all’affettività, all’interno di un codice comunicativo con genitori e clinici, potrebbe essere ricondotta all’aspetto affettivo, relazionale, di crescita psicologica ed emozionale.


Un obiettivo importante su cui lavorare è quello di insegnare ai giovani l’importanza dell’integrazione tra “corpo biologico” e “corpo psicologico”, aggiungendo un valore aggiunto all’aspetto esclusivamente ginnico e coitale.


Un concetto che mi sta molto a cuore e, che ritorna frequentemente durante la mi attività di educazione emozionale e sessuale, è la non correlazione tra la sessualità e la riduttiva zona pelvica, la correlazione invece tra sessualità ed affettività, sia che il rapporto duri un’ora, un giorno o tutta la vita; il “sentire l’altro” rappresenta il più potente degli afrodisiaci: la sessualità è un essere, non un fare!