“I pregiudizi contro le donne hanno la pelle dura. Ancora oggi, quando una donna subisce violenze sessuali, viene il sospetto che, in fondo, possa essere anche colpa sua”.
   Michela Marzano, Sii bella e stai zitta.

Donne sfregiate con l'acido.
Altre bruciate, anche se gravide.
Altre ancora, abusate e maltrattate.
E, per finire, uccise.

Sevizie di ogni genere e tipo, con ogni grado di crudeltà ed efferata atrocità.

Da 17 anni – “soltanto” - in tutto il mondo, il 25 novembre è la Giornata mondiale contro ogni forma di violenza sulle donne, fisica e psichica.

 

  • Una giornata però, non basta di certo!

 

Cosa fa più male un maltrattamento fisico o verbale?

Direi entrambi.

C'è una violenza fisica ed una psicologica.

La prima è caratterizzata da botte e da schiaffi, la seconda invece, schiaffeggia l'anima.

Sono lividi invisibili e silenti, dolenti e, spesso, permanenti.

Donne picchiate tra le mura domestiche - in quel luogo sacro che le stesse donne accudiscono, unitamente ai propri familiari -, violentate per strada perché troppo seduttive, vittime di cyberbullismo.

Ed anche vittime di stupri di gruppo.

Donne vittime di violenze fisiche, psichiche e sessuali, di persecuzione, di stalking e di sextortion.

Video intimi che riprendono momenti unici, amorevoli ed empatici - momenti d'amore filmati con l'intento di renderli eterni - postati online per vendetta, e da lì a breve dati in pasto a tutti, facendoli diventare virali.

Una slavina di fango, fango indelebile ed inarrestabile.

 

Amore o follia? L'amore che uccide
Tante donne vengono uccise dal loro stesso compagno di vita, da colui a cui avevano consegnato anima e corpo, uccise dalla loro stessa ingenuità, ed amorevole sottomissione.
Donne uccise dalla violenza dei loro compagni.

Si, uccise dal loro stesso amore.

Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la Violenza sulle donne, è una data simbolica che dovrebbe far riflettere - tutti, uomini e donne - sull'ingravescenza di un fenomeno che non accenna a diminuire.
Fenomeno che abita le pagine di cronaca nera quotidiana, che lascia tanti bambini orfani di madre, e con un padre in carcere.
Trattasi di un fenomeno che viene emulato con una facilità estrema, come se uccidere chi si ama fosse il triste destino degli amori letali, tossici.

 

  • Quale movente?
  • Cosa potrà mai spingere un uomo ad uccidere?
  • A togliere la vita a chi ama?
  • A chi ha amato alla follia?
  • Alla madre dei suoi figli?

Il movente oscilla da quello passionale al bisogno di possesso, fino ad arrivare alla non accettazione della fine del loro amore, ed al delirio di gelosia.

 

Violento all'improvviso?
Certamente no.
Non esiste il famigerato, o abusato, "raptus omicida", ma esistono segni prodromici di aggressività, spesso verbale e psicologica, spesso confusi per amore, gelosia ed appartenenza.
La violenza si organizza in modo graduale, partendo da violenze verbali ed atteggiamenti offensivi e svalorizzanti.
Elementi della comunicazione che rendono la donna vulnerabile, fragile ed insicura, e di conseguenza sempre più dipendente dal suo carnefice.

 

Quali strategie di vittimizzazione?
Le strategie sono le più svariate, seduttive e manipolative, sottili e spietate.
Queste strategie di vittimizzazione hanno come obiettivo quello di far sì che il persecutore/aggressore rimanga l'oggetto del desiderio della sua vittima, il polo principale di attenzione della sua donna/vittima.
L'universo mentale della vittima verrà totalmente colonizzato, contaminato e posseduto, e diventerà quello del persecutore.
La donna/vittima verrà spodestata dalla sua capacità di analisi - lucida ed aderente alla realtà -, perderà di giudizio, e la sua mente sarà in balia del suo aggressore.
L’attenzione delle vittime è sempre l'altro, il suo carnefice: cosa desidera, cosa pensa, cosa vuole davvero, ed ancora, come realizzare i suoi desideri, come essere voluta bene ed amata.

Strade talvolta senza ritorno che, spesso, portano direttamente alla morte.

    

                 Quindi, ricapitolando: Il silenzio uccide!

 

 

Bibliografia

 

  • Calef V., Weinshel E. (1981), “Some clinical consequences of introjection: Gaslighting”,Psychoanalytic Quarterly, 50(1), 44-66.
  • Filippini S. (2005), Relazioni perverse. La violenza psicologica nella coppia, Franco Angeli, Milano.
  • Stalking and psychosexual obsession, J. Boon – Sheridan, WILEY, 2002.
  • “Lo stalking: aspetti psicologici e fenomenologici” articolo di M. Aramini, presente in G. Gulotta, S. Pezzati, “Sessualità, diritto, processo”, Giuffrè, 2002.
  • Galeazzi G. M. e Curci P., La sindrome del molestatore assillante (stalking): una rassegna, “Giornale Italiano di Psicopatologia”, N. 7, pp. 434-52 (2001).
  • Lattanzi M., Ferrara G., Mascia I. e Oddi G., Stalking: la ricerca italiana e internazionale, in Lattanzi e Oliverio Ferraris (2003).
  • Mascialini R. (2009), Il gaslighter e la sua vittima, tesi di specializzazione A.I.P.C.
  • Rinaldi L. (2012), Quando il delitto non è reato. Il Gaslighting, tesi di specializzazione A.I.P.C.
  • Stern R. (2007) The Gaslight effect, Morgan Road Books, New York.
  • Zemon Gass G., Nichols W.C. (1988), “Gaslighting: A Marital Syndrome”, Journal of Contemporary Family Therapy, 10(1), 3-16
  • Françoise Sironi, (2001) Carnefici e vittime. Strategie di violenza, Feltrinelli
  • Judith Lewis Herman, (2005) Guarire dal trauma. Affrontare le conseguenze della violenza, dall’abuso domestico al terrorismo, magi editore

 

Letture consigliate

http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6531-gaslighting-amore-manipolazione-mente-altrui-ansia-depressione.html

 

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/6163-giu-mani-donne-25-giornata-internazionale-violenza.html

 

http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4126-femminicidio-sottomesse-ed-innamorate.html

 

http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/4283-donne-progress-delitto-onore-femminicidio.html

 

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/6167-donne-abusi-soprusi-25-lotta-stereotipi.html

 

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/4988-donna-decapitata-amore-violenza-buon-connubio.html

 

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/5206-amore-uccide-divorziare-perdere-vita.html

 

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1734-stalker-conosci-eviti.html

 

Uno sguardo ai figli del femminicidio

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/4449-figli-femminicidio-pensera.html

 

Stupro di gruppo

http://www.medicitalia.it/news/psicologia/6316-taharush-aka-stupro-gruppo.html

 

Stupro online

http://www.medicitalia.it/blog/psicologia/6767-sextortion-fango-inarrestabile-revange-porn.html