Riesci e riconoscere i tuoi bisogni? Quanto senti che sono importanti? Ti trovi a concentrarti sui bisogni degli altri più che sui tuoi? Rimani spesso frustrato/a perché gli altri non ricambiano il tuo dedicarti ai loro bisogni? Ci sono delle cause precise che spiegano perché avviene questo, continua a leggere per scoprirle.

 

La base della felicità

La base della felicità è costituita la capacità di riconoscere e di soddisfare i propri bisogni. Questo non significa essere egoisti in quanto riconoscere e soddisfare i propri bisogni significa potere riconoscere e soddisfare anche i bisogni degli altri. E, in special modo, delle persone che a loro volta soddisfano dei nostri bisogni fondamentali, come amici, partner ecc.

 

Non è così scontato, anzi

Tuttavia, situazioni famigliari disfunzionali e i disagi che ci sono nella maggior parte delle famiglie e nella società portano spesso a sentire che soddisfare i propri bisogni, e soprattutto alcuni di questi, sia sbagliato e al limite cattivo ed egoistico.

Oppure che determinati bisogni non esistano: questo può avvenire perchè i genitori non erano disponibili emotivamente quando si aveva bisogno e si è smesso di richiedere che quel bisogno venisse soddisfatto (impotenza appresa). O perché i genitori non riconoscevano quei bisogni nemmeno in loro stessi.

 

Disimparare a riconoscere i propri bisogni

Tutto ciò porta a disimparare a riconoscere i propri bisogni e a non sentirli importanti. E questo conduce a frustrazione e infelicità.

Questo avviene quando i problemi e/o le preoccupazioni dei genitori, di uno o di entrambi, prendono il sopravvento richiedendo che la maggior parte delle energie e delle attenzioni vengano indirizzate sul problema principale. E vengono di conseguenza tolte alla soddisfazione dei bisogni degli altri membri (dei figli).

 

Esempi che portano a "dimenticare" i propri bisogni

Ad esempio la depressione o l'alcolismo di uno dei genitori o la malattia di un fratello o di una sorella può far concentrare tutti i famigliari sulla persona che ha quel problema. E, inoltre, far sentire gli altri figli che chiedono attenzioni come egoisti, passando un messaggio del tipo: "Non vedi che la la mamma / il papà / tua sorella / tuo fratello sta male? non fare i capricci!".

O, ancora, il disaccordo genitoriale può far concentrare le energie sul conflitto tra i coniugi togliendo energia e risorse sui bisogni emotivi dei figli. Oppure, ancora, le preoccupazioni finanziarie, lavorative ecc. possono togliere risorse ed energie ai genitori che non possono così essere dedicate ai bisogni emotivi dei figli.

 

Cosa Fare

In tutte queste situazioni si disimpara a riconoscere i propri bisogni e si impara che gli stessi bisogni non sono importanti. E' fondamentale quindi per raggiungere un buon grado di felicità personale reimparare a riconoscere e a sentire come importanti i propri bisogni. Questo deve avvenire prima di tutto a livello emotivo profondo tramite l'elaborazione delle ferite emotive interiorizzate e il potenziamento della personalità. A questo proposito un primo passo che puoi fare è leggere il report gratuito che ho scritto: "Trovare Felicità e Serenità" cliccando quì