Il 15 marzo, si è svolta la quarta “giornata mondiale della lentezza”, un inno alla lentezza , al sentire l’odore prima ed il sapore dopo, di tutto quello che ci si trova a vivere ed a esperire, sessualità inclusa.
In una civiltà di cemento e fretta, dei fast food, del tempo tecnologicizzato, di internet, delle chat, della lapidarietà della comunicazione, della frenesia ad oltranza, la dimensione della lentezza,  necessita di un recupero importante e funzionale, anche e soprattutto in camera da letto!
Amare con lentezza, è una rieducazione all’arte dell’eros, un recupero dell’aspetto dei  preliminari, dell’alchimia del bacio, degli abbracci prolungati, delle carezze di cui si sente la consistenza della pelle e l’odore dell’altro; un malizioso gioco seduttivo, vissuto con un’alternanza di pause e di attese , è una modalità strategica per recuperare il “tempo dell’attesa”, aumentando con modalità esponenziali il desiderio sessuale reciproco.
Oggi, molte delle coppie che si rivolgono a me, lamentano un calo del desiderio sessuale o desiderio sessuale ipoattivo, noia sotto le lenzuola, un silenzio della sessualità, una sessualità veloce , consumistica, quasi a sigillare la normalità della loro coppia,una comunicazione funzionale, a scapito di quella emozionale e, frequenti disfunzioni sessuali, che sono solo  la punta dell’iceberg di situazioni emozionali fortemente disfunzionali.
Un recupero, attraverso la terapia sessuologica, della dimensione della comunicazione, dell’ascolto di se stessi e dell’altro, è sicuramente un validissimo inizio, per una futura risoluzione delle disfunzioni, lavorando con e per la coppia, dentro e fuori dal letto!