Vorrei condividere una riflessione sulla mia professione perché a quanto pare c’è un po’ troppa confusione associata alla figura dello psicologo. Spesso mi è capitato rispondendo alla domanda “che lavoro fai?” di sentirmi dire “allora curi i matti”, “mi stai psicanalizzando!” oppure “mi stai leggendo nella mente!”. Così mi tocca spiegare ogni volta in cosa consiste il mio lavoro di preciso….

Innanzitutto, lo psicologo non è un cartomante che legge nella mente degli altri! E’ un esperto dei meccanismi della mente e del comportamento umano, quindi talvolta riesce a prevedere il comportamento o i pensieri degli altri sulla base delle informazioni in suo possesso e dal contesto, perché il nostro comportamento e i nostri pensieri derivano da schemi cognitivi e comportamentali specifici che uno psicologo sa individuare.

Poi, non tutti gli psicologi psicoterapeuti fanno psicanalisi, perché è uno dei tanti orientamenti psicologici a cui si fa riferimento e non tutti seguono un percorso formativo di tipo psicanalitico. Io, ad esempio, seguo l’orientamento cognitivo comportamentale, quasi agli antipodi della psicanalisi in quanto ad assunti di base, molto concreto e centrato sui pensieri, le emozioni e i comportamenti. Se, invece, con questa frase si intende chiedere se continuiamo a fare il lavoro dello psicologo anche nella vita privata, sta al professionista riuscire a scindere tra lavoro e privato.

Ancora, lo psicologo non cura i matti (che significa poi??) ma si occupa di persone che stanno soffrendo in seguito a eventi successi nella loro vita, aiutandole a fronteggiare la situazione. Non solo. Lo psicologo può lavorare anche in ambiti diversi dalla clinica, come, per esempio, nelle risorse umane, in Tribunale, nella ricerca e nello sport. 

Un’ulteriore obiezione: “Ma se vado dallo psicologo sono matto”. Assolutamente no! Anzi è un atto di grande coraggio e umiltà: si ammette di avere un problema e non tutti sono disposti a farlo. Ci si può rivolgere allo psicologo per vari motivi. In primis, perché c’è una difficoltà che sta compromettendo il nostro livello funzionale nel quotidiano (es., la depressione mi ostacola nel mio lavoro). Quindi si cerca l’aiuto di un professionista che possa fornire gli strumenti adeguati per fronteggiare il problema e indirizzare verso una strada meno tortuosa. In alternativa, si può ricorrere allo psicologo perché si vuole conoscere meglio se stessi, i propri schemi cognitivi di base che replichiamo in determinate situazioni (perché mi comporto sempre così con i miei partners?), effettuare un percorso di crescita personale, avere maggiore consapevolezza dei propri pensieri, emozioni e comportamenti, migliorare in una specifica area critica di se stessi (timidezza, gestione rabbia….) o raggiungere un maggior benessere psicofisico.

Un’ultima precisazione, lo psicologo, lo psicoterapeuta e lo psichiatra sono tre figure professionali distinte. Quest’ultimo, infatti, è un medico con una specializzazione in Psichiatria e può prescrivere i farmaci (ed è l’unico che può farlo). Invece, lo psicologo possiede una laurea in Psicologia ed è iscritto all’albo professionale, mentre lo psicoterapeuta può essere uno psicologo o un medico che ha conseguito la Specializzazione in Psicoterapia. Sia lo psicologo che lo psicoterapeuta utilizzano il colloquio clinico, il sostegno psicologico, test e questionari diagnostici, la prevenzione, ma solo il secondo è abilitato al ricorso di protocolli d’intervento psicoterapeutici validati per i diversi disturbi psicologici, dettati dalla Scuola di riferimento.

Spero che ora ci sia un po' meno confusione.....