lo psicologo"È in un luogo discreto?". Sì, mi è stato chiesto. È un poco uno stigma, quello dello psicologo. Ancora oggi. O, almeno, questa è l'impressione. Ma vi prego, badate bene: non è assolutamente una critica... sono gli stereotipi e forse la confusione sui ruoli ad avere generato, in alcuni, questo "timore".

Uno stereotipo tenace.

Alcune persone credono ancora adesso che dallo psicologo si va se "sei pazzo". Che, qualunque cosa significhi, non è vero.
La "pazzia" non è una diagnosi, e poi lo psicologo non si trova a fare terapia in presenza di psicopatologia, che comunque non è certo qualcosa di cui imbarazzarsi.
Pare che l'individuo che vive un momento di fragilità, confusione o, appunto, di più profonda sofferenza, non abbia la dignità e il "rispetto" che si concedono usualmente alla pena fisica.
Si è umani, si ha il diritto di cercare aiuto, e serve anche coraggio... Ci vuole maturità e tenacia per mettersi "in gioco" ed ammettere: ora vivo un periodo di crisi, nebuloso; non riesco a trovare "l'uscita" da solo o col supporto dei miei cari; lo cerco in chi si occupa di questo, accettando di compiere un percorso in me stesso. Quindi, il breve messaggio è per coloro che ancora un poco sono influenzati da questo punto di vista: se vi rivolgete a noi significa semplicemente che vi aprite a voi stessi, prendete atto della situazione, afferrate i vostri giorni fra le mani e cercate di diradare la foschia.

Il secondo passo: noi.

Un ulteriore "luogo comune" è la variegata interpretazione di "chi siamo": non abbiamo il potere magico di risolvere con una risposta, poiché al fianco dei pazienti, brevi o no, intraprendiamo "viaggi". E non siamo nemmeno l'immagine che la pubblica opinione spesso dà di noi... sto sorridendo mentre lo scrivo, ma siamo meno scontati e banali dello stereotipo che ci coinvolge. Siamo professionisti che hanno studiato, imparato sul campo, e hanno deciso di interfacciarsi col dolore e la perseveranza e le mille sfumature dell'umano - con scopi e formazione diversi (psicologi e psicoterapeuti).
A voler essere aulici (troppo?) siamo il Virgilio che sta accanto a Dante nel tragitto per sfuggire ai propri piccoli o grandi inferni. In maniera mitologica (scomodiamo tutti!), delle volte, ricordando Jung, alcuni di noi sono anche Chirone (appunto una creatura della mitologia) che, ferito, aiuta gli altri attraverso quello che ha imparato - "il guaritore ferito" (clausula non necessaria).
Uno di voi, qui per voi. Come un medico. Empatici, ma non il migliore amico...

No, niente imbarazzo.

Dunque, il fulcro di questo minuscolo scritto, è quello che non vi è nulla di insolito o distorto, nel paziente o nel professionista; nulla di cui vergognarsi se vi rivolgete a noi, anzi. Ben venga la capacità autocritica e il voler affrontare.
E se la vostra privacy e il diritto alla riservatezza sono sacre, non abbiate imbarazzo nel chiedere supporto.
Siamo qui per questo.
E voi siete in un luogo in cui potete scoprire ed essere voi stessi, pienamente. E sempre di più.