Sembrerà desueta, ma la fiaba della buona notte è un rituale simbolico di accompagnamento al sonno dei bambini.
È un momento spazio-temporale importante, fortemente voluto, ricercato e, soprattutto, esclusivo.
Un appuntamento serale con l'intimità.

La fiaba della buona notte è un rituale.

Una sorta di ponte levatoio tra l'iperattività del giorno e l'immobilismo della notte.

Un traghetto tra coscienza ed inconscio.

Una zattera per una navigazione condivisa - madre/padre, bambino - per accedere dolcemente al sonno, lasciandosi alle spalle la giornata trascorsa.

 

A cosa servono le fiabe?
Le favole regalano la possibilità ai bambini di accedere al proprio mondo emotivo, alle loro emozioni e paure.
Nelle fiabe ci sono gli eroi, la principessa ed il principe.
Ed ancora, l'orco cattivo.
Il bene ed il male.
Grazie alle fiabe i bambini possono imparare nuovi schemi di comportamento, verranno rapiti dalla dimensione dell'ascolto –quasi estatica -, e si potranno identificare nell'eroe, nel principe, o nel combattente.
Insomma, un vero gioco di ruoli, ed un utilizzo importante dell’immaginario, strumento per andare ovunque, ed altrove.

Attraverso le fiabe e, soprattutto, attraverso l’utilizzo della metafora, i bambini potranno scoprire modalità diverse, nuove e soggettive, per affrontare la vita.

Le favole insegnano l'amore e l'amicizia, la pazienza ed il coraggio.

Gli eroi delle fiabe sono generosi, altruisti ed empatici, buoni o cattivi.

Grazie alle fiabe aiutiamo i bambini a sviluppare l'intelligenza emotiva.

 

"Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte".

Kahlil Gibran

L'insonnia, una notte che non finisce mai. E gli adulti hanno bisogno di fiabe per la buona notte?

" L’insonnia è una condizione in cui il sonno è alterato e disturbato, per durata, quantità e qualità; difficoltà ad addormentarsi, risvegli precoci e stanchezza cronica". 

L'addormentamento, come sappiamo, è un percorso irto di ostacoli, e di difficoltà.

C'è chi, da buon iperattivo, non riesce a staccare la spina ed a transitare dolcemente, e facilmente, al sonno.

C'è chi soffre di insonnia d'amore.
Chi, per tutta una serie di motivi, vive male il sonno perché luogo dell'inconscio, dove abitano le angosce, le paure, le mancanze, ed i ricordi.

L’insonnia può essere primaria, o secondaria.

Si definisce “primaria” quando si presenta come forma indipendente, mentre è detta “secondaria” se è conseguenza di un’altra condizione medica o psichica.
Chi soffre di ansia, di depressione o disturbi dell'umore ha, solitamente, un sonno disturbato.
Risvegli precoci, addormentamenti tardivi, sonno che si superficializza, ed una notte che non finisce mai.
La notte diventa così, più una punizione che un premio.

Le conseguenze dell’insonnia
La prima conseguenza è la paura di andare a letto.

"E se non dormissi anche questa notte?", questo è il tipico pensiero dell'insonne.

La preoccupazione che, anche questa ennesima notte, possa essere trascorsa a contare le pecore.

L’insonnia prolungata inoltre, fa male alla salute psico-fisica, rende irritabili e scontrosi.

Ha notevoli conseguenze negative sulla qualità della vita di chi ne soffre.

 

Igiene del sonno

Una corretta igiene del sonno è indubbiamente il primo passo verso la cura dell'insonnia.

Siamo tutti iper connessi, sempre ed in ogni luogo.

Le ultime email prima di andare a dormire.
Le ultime notifiche, ed un'iperattività cognitiva che, una volta spenta la luce, non accenna a placare.
La notte è un amplificatore di tutto: dolori, ansie, mancanze, lutti e ricordi.
Spesso, fare pace con il giorno, può rappresentare una soluzione per fare pace con la notte.
Sarebbe utile prepararsi al sonno, con rituali, cura e, perché no, le fiabe per gli adulti.
Le fiabe per adulti, o meglio un rituale, una tisana o un buon libro, ed ancora una lettera della buona notte da parte di chi amiamo, potrebbe essere l'equivalente della fiaba di quando eravamo bambini.

Un'amorevole compagnia che ci scaldi il cuore e che ci rimbocchi, metaforicamente, le coperte.