Moltissimo utenti ci scrivono allarmati e, spesso, dilaniati dai sensi di colpa, perché assidui frequentatori di siti pornografici.

L'uso, ma soprattutto l'abuso - per abuso si intende l'utilizzazione quotidiana che sfocia in una masturbazione compulsiva - porta, prima o poi, tutta una serie di problematiche sessuologiche:

 

  • Calo del desiderio
  • Deficit erettivo
  • Un immaginario erotico ipoevoluto
  • Il rischio di introiettare l’immagine di una donna svalutata da adoperare con modalità aggressive e consumistiche.

 

Una sessualità senz'anima

Parlare oggi, di anima e di affettività, sembra essere desueto ed anacronistico.

Ma una sessualità esclusivamente autoerotica, senza il corpo e l'anima dell'altro, prima o poi, porterà questi ragazzi  all'incapacità di esplorare territori nuovi e caleidoscopici associati alla sessualità.

 

Quindi, cosa fare?

Sarebbe utile partire da una diagnosi andrò-sessuologica, per valutare se ci sono delle motivazioni organiche, miste, o psichiche (o psichiatriche) per eludere una sessualità di coppia.

Stabilire poi, un eventuale protocollo terapeutico, che non sarà semplicisticamente la sospensione della visione, ma la disamina complessa delle cause che hanno imbavagliato il paziente alla solitudine del piacere.
Senza mai dimenticare la disamina della struttura di personalità del paziente, le dinamiche della sua coppia, l’analisi della sua storia di vita, emozionale e sessuale, e la presenza di eventuali disfunzioni sessuali.