Si è appena concluso il XX congresso regionale Sia, Società Italiana di Andrologia.

Il titolo del congresso era: “Percorsi clinici in andrologia, tra tradizione ed innovazione”.
Le relazioni sono state tante e varie, tutte di altissimo spessore scientifico, così come i relatori che hanno preso parte al congresso.

La relazione che mi è stata assegnata trattava del ruolo, ormai indiscusso, della terapia sessuale nella cura della disfunzione erettile.

 

Il deficit erettivo, nuova deriva della sessualità o epidemia di disfunzioni sessuali?

Noi clinici che ci occupiamo stabilmente di salute sessuale, sappiamo bene che c’è una crescente richiesta di consulenze e di viste andrologiche per il deficit erettivo.

Il d.e. è quella disfunzione sessuale caratterizzata da un’erezione di non adeguata rigidità, che impedisce al paziente di avere un rapporto sessuale soddisfacente.

Le cause possono essere svariate: neurologiche, dismetaboliche, iatrogene, vascolari, psicogene, relazionali, da cattivo apprendimento sessuale, da stili di vita inadeguati, e così via.

Senza dubbio però, c’è una stretta correlazione tra momento storico e deficit erettivo, soprattutto giovanile.

Rileggendo il d.e da un punto di vista antropologico e sociologico, siamo obbligati ad analizzare la salute sessuale, soprattutto maschile, correlandola ai cambiamenti storici e dei ruoli sessuali.

Alcuni momenti topici per la sessualità:

  • Rivoluzione sessuale, che ha del tutto stravolto i ruoli e le dinamiche di coppia.
  • Aborto: la donna può anche rinuciare alla metarnità.
  • Pillola contraccettiva: che ha disgiunto la sfera della procreazione da quella del piacere.
  • Famiglia a doppia carriera
  • Divorzio 
  • Donna da angelo del focolare a donna in carriera, e da anorgasmica - o attrice di orgasmi inesistenti - a consapevole del proprio piacere
  • L’avvento della pornografia, con il proliferare dei falsi miti a cui omologarsi.
  • E l’assenza di educazione emozionale e sessuale, che non aiuta i ragazzi a prevenire l'ansia da prestazione.

Cosa intendiamo per integrato?
Quando parliamo di integrato, intendiamo l’integrazione tra competenze: medico di medicina di base, andrologo e sessuologo clinico.
E l’integrazione di tre istanze: soma, psiche e coppia
È impossibile analizzare il corpo, senza la psiche e la coppia, luogo alchemico dove la sessualità dimora.

Ed è impossibile analizzare la psiche e le dinamiche di coppia, senza avere una diagnosi scrupolosa del corpo.

Il sintomo - deficit erettivo - talvolta non va tolto immediatamente, ma va accuratamente studiato.

Sembra un paradosso della terapia, ma, quando un paziente sviluppa un sintomo - che sia sessuologico o psico-somatico - questo va analizzato, unitamente alla struttura di personalità del paziente che si rivolge a noi, ai meccanismi di difesa della psiche, ed al significato che questo assume nell’economia psichica del paziente.

Soprattutto se il sintomo è primario.

La terapia orale va somministrata quando il campo - psichico e relazionale - sarà davvero sgombro da ansie, angosce, nuclei fobici o nuclei nevrotici o psicotici, ed il “rapporto sessuale completo”, quindi penetrativo, sarà un premio e non una punizione per il paziente.

Alla luce di ciò, ci rendiamo conto di quanto la collaborazione tra andrologo e sessuologo, diventi di fondamentale importanza per il recupero - definitivo - della salute sessuale del paziente.

Questa collaborazione inoltre, diventa la strada da seguire per evitare che il paziente intraprenda la famigerata cura del dr. Google, le auto somministrazioni con le sue deleterie conseguenze: l’assuefazione al farmaco (per assuefazione, intendo psicologica) e la dipendenza psicologica dal farmaco.

La paura insomma, anzi il terrore, di non poter tornare alla condizione quo ante disfunzione, di spensieratezza sessuale e di dimensione ludica della sessualità.

Quando si effettua una terapia integrata infatti, lo svezzamento farmacologico avviene di concerto con i clinici che si occuperanno della salute sessuale di quel paziente, quando cioè, il paziente o la coppia, sarà davvero nelle condizioni psichiche per camminare sulle proprie gambe.