E' di qualche giorno fa la notizia di una giovanissima ragazza marchigiana che gestiva un sito pro anoressia, ovvero un blog dove si scambiavano informazioni per compiere il progetto di "dimagrire" evitando ogni norma legata alla buona salute e quindi spezzando il legame con la vita.

Cosa sono i disturbi alimentari? Sono problemi legati al cibo oppure nascondono altro? Perché possono essere così diversi? Non mangiare più fino a lasciarsi morire, oppure fare abbuffate fino a scoppiare, o ancora essere ossessionati dai cibi sani. 

Non si vive di solo pane, diceva qualcuno, infatti per gli esseri umani mangiare non è semplicemente questione di sopravvivenza: lo vediamo nei neonati, che cercano il seno della madre anche quando sono "sazi", lo possiamo verificare tutti noi nella vita quotidiana: le emozioni influenzano l'appetito e il modo di mangiare. Il cibo ha a che fare con il proprio mondo emotivo, è legato alla relazione con l'altro, alla cultura. 

I disturbi del comportamento alimentare sono disturbi psicologici che hanno cause individuali, soggettive, sociali culturali, familiari. La loro diffusione è divenuta epidemica (5% della popolazione) nel mondo occidentale negli ultimi trent'anni, ed è causa di elevata mortalità: colpisce le donne in un rapporto di 10:1 rispetto agli uomini, ma la mortalità è di 4 volte superiore nei maschi ripetto alle femmine, percentuale che sale se il disturbo è associato a problemi psichiatrici o ad alcolismo (Kask, Ramklint, Kolia, Panagiotakos, Ekbom, Ekselius, Papadopoulus, 2017, Psychol Med).

Tra i fattori cruciali nell'anoressia e nella bulimia c'è una bassa autostima che viene illusoriamente compensata con il controllo ed il perfezionismo. Tali disturbi hanno il loro periodo di esordio nell'adolescenza, periodo di numerosi cambiamenti corporei ed emozionali: eventi fisiologici come il menarca, o l'incontro con l'altro sesso o delusioni nel campo delle amicizie possono trasformarsi in eventi critici che avviano un processo di controllo sull'unico elemento che appare dominabile, il proprio corpo e la quantità di calorie ingerite.

Della cultura odierna fanno parte anche il web e con esso un modo di mettersi in relazione con peculiarità specifiche. I blog uniscono, mettono in comunicazione persone che hanno interessi simili o obiettivi comuni. Questo avviene anche per coloro i quali condividono esperienze o mete che vanno contro la vita. I disturbi del comportamento alimentare sono generalmente egosintonici, ovvero non rappresentano un problema per la persona che ne soffre, sono le persone care che la circondano ad accorgersi che qualcosa non va, se va bene. Chi soffre di anoressia o bulimia tende ad isolarsi dai propri cari, mette in atto una sfida e una manipolazione nelle relazioni. Il blog potrebbe rappresentare un luogo di condivisione ed unione con chi utilizza lo stesso meccanismo.

Il trattamento di elezione di questo disturbo è un approccio integrato globale e interdisciplinare: medico, psicoterapeutico, dietetico, endocrinologico, nutrizionale.

In questa intervista rilasciata alla tv marchigiana Emmetv provo a dare una lettura del fenomeno dei disturbi alimentari e il loro collegamento con la rete. 

Una cosa che ho dimenticato di sottolineare nell'intervista è una indicazione per le famiglie: prendetevi cura dell'anima dei vostri figli, non solo della sicurezza e della stabilità economica, o dei buoni voti a scuola.

Curatevi con amore dell'equilibrio emotivo vostro e di tutti i componenti della famiglia.

https://www.corriereadriatico.it/macerata/blogger_di_19_anni_istigava_ragazze_anoressia_26_novembre_2017-3390873.html