ferite dell'animaUn Trauma non è solo una ferita dell’anima, come viene definito spesso, ma qualcosa di molto più profondo, perché oltre a creare sofferenza emotiva, modifica la percezione della realtà di chi lo subisce.

Ciò vuol dire che la realtà arriverà alla persona filtrata dal vissuto traumatico.

Ognuno di noi costruisce il proprio modo di osservare il mondo che lo circonda, di assimilarlo, cercando di reagire ad esso, con modalità che afferiscono al proprio vissuto.

Tutto ciò che viviamo ci arriva attraverso la percezione, sono i sensi che traducono la realtà.

Vista, udito, tatto, odorato e gusto sono le porte attraverso le quali la realtà giunge al nostro cervello, che attraverso le reti neuronali deputate a decifrarla, ci permette di agire emotivamente a quello con cui veniamo in contatto.

Questa semplicistica spiegazione per comprendere come un trauma vissuto nell’infanzia, modifichi la struttura mentale del bambino, e ne determini uno sviluppo alterato di personalità, con derive anche di tipo psicopatologico in età adulta.

Quando si pensa al trauma, il pensiero inevitabilmente va ad episodi cruenti che avvengono nell’ambiente, quali alluvioni, catastrofi, terremoti, incidenti stradali, o la morte di un congiunto, evento quest’ultimo destabilizzante in virtù dell’età del bambino. o violenze dirette e abusi sessuali. Tutti avvenimenti che, senza alcun dubbio, rappresentano esperienze rilevanti per chiunque ha la sfortuna di viverli, ci sono tuttavia esperienze di vita che bisogna considerare ugualmente traumatiche, per i danni che possono determinare in chi le vive, considerata soprattutto la continuità temporale con cui vengono messe in atto.

Assistere ad un litigio familiare durante il quale, oltre ad usare un linguaggio violento, ci sono percosse, per un bambino è un trauma importante.

Sentire un genitore che minaccia l’altro, a parole, a gesti, o facendo uso di coltelli o altro, per un bambino è un trauma importante.

Assistere al pestaggio di un fratello da parte di un genitore, per un bambino è un trauma importante.

Subire episodi reiterati di bullismo, per un bambino è un trauma, una ferita dell’anima che modifica la percezione di se stesso, degli altri e del mondo che lo circonda, quindi possiamo affermare che per un bambino il bullismo è un trauma importante.

Un trauma può modificare la struttura di personalità al punto da stravolgerne la costituzione.

Quanto più l’esperienza traumatica è ripetuta, tanto più si incista nel tessuto connettivo mentale di chi la subisce.

La portata traumatica di tutto quello che si è vissuto durante il periodo dell’infanzia, spesso si rivela in età adulta.

Questo perché i bambini sono molto bravi a mistificare quello che sentono, a nascondere la loro sofferenza, con l’intento di non aggiungere dolore agli adulti di riferimento, ma anche di negarsi l’esperienza dolorosa per accontentare i loro cari.

Bisogna tener presente che un bambino ha bisogno dell’adulto per sopravvivere, questo è un elemento rilevante per capire quanto sia disposto a pagare per far si che l’adulto, che si prende cura di lui, stia bene per garantirgli la sopravvivenza.

Ogni bambino è bravo a minimizzare e ammantare il dolore con l’autoinganno della fantasia, “come se” l’evento doloroso non fosse mai accaduto.

Succede allora che ciò che fa male, viene celato nell’angolo più buio della mente, nel vano tentativo di non averne più memoria.

Ma la memoria nasconde, non cancella.

E allora può succedere che all’improvviso, un odore, una scena, una frase, un gesto, un evento che apparentemente non ha nulla di riconducibile al proprio vissuto, lo riporti in quell’antro oscuro, in quel posto dove era certo di aver nascosto quel dolore così insopportabile.

La sofferenza allora ritorna, spesso con forza, avvinghiando tutto il suo vissuto.

Il dolore ha molto spesso il potere di paralizzare, di rendere inutile ogni sforzo a poter reagire.

Si presenta come un fiume in piena che inonda l’anima, fino a tramortirla.

Molti soggetti che soffrono di disturbi mentali in età adulta, riferiscono esperienze traumatiche vissute in età infantile, compreso il bullismo.

I disturbi per lo più si evidenziano in età giovanile o nella tarda adolescenza.

Il disagio emotivo può palesarsi attraverso un’ansia irrefrenabile, che invade la persona in maniera totalizzante, o attraverso tentativi di controllare tutto, con conseguente perdita di controllo, o con stadi di confusione e di indecidibilità, il soggetto comincia a dubitare di tutto, in special modo delle relazioni fino a quel momento ritenute importanti.

Insicurezze invalidanti e mancanza di autostima, sono poi elementi che fanno da sfondo al sentimento di sfiducia che questi soggetti hanno verso se stessi, verso gli altri e verso il mondo.

Sentimenti che determinano anche fenomeni di disturbo del giudizio, che viene ad essere distorto e di cui il soggetto non ha coscienza.

Stabilire ciò che può nuocere alla salute mentale di un individuo non è facilmente definibile, è possibile tuttavia precisare che tutto quello che provoca una significativa sofferenza emotiva, può mettere in pericolo la stabilità psicologica di una persona, tanto più gravemente se l’esperienza di sofferenza è reiterata nel tempo ed è vissuta in età infantile.

L’amplificazione del dolore è inversamente proporzionale all’età anagrafica.

Per cui è di fondamentale importanza preservare l’infanzia da possibili esperienze dannose, che possono compromettere la sfera emotiva del bambino, con disfunzioni anche di tipo cognitivo, investendo l'area dell'apprendimento e delle relazioni con il gruppo dei pari.

Il rispetto per la struttura mentale del bambino, dei suoi tempi di crescita, dei suoi bisogni, della sua necessità di relazioni armoniche e affettivamente valide, rende il suo sviluppo coerente con i principi di salute e di benessere psichico, in caso contrario si minano le basi per la costituzione di un adulto psichicamente sano.

Dott.ssa Maria Tinto