I farmaci inibitori della  fosfodiesterasi quali Tedalafil (Cialis),  Sidenafil (Viagra) e Vardenafil (Levitra )  vengono prescritti in ambito andrologico come agenti in grado di contrastare la disfunzione erettile.  La loro funzione è quella di aumentare l’afflusso di sangue al pene rallentando l’azione di un enzima responsabile della degradazione di  un mediatore, a sua volta, in grado di rilassare la muscolatura liscia dei corpi cavernosi permettendo l’afflusso di sangue per l’erezione.

Tuttavia, l’attività di queste molecole  non prevede alcuna relazione con il desiderio sessuale non avendo  nessuna  funzione  afrodisiaca. Ma, pur non essendo state concepite come afrodisiache, i chimici-farmacologi, che le hanno messe a punto, non hanno fatto i conti con i processi psicofisiologici del condizionamento e dei feedback di ritorno.

Considerando gli  assunti delle ricerche riportate in questa sezione

http://www.medicitalia.it/a.devincentiis/news/756/Ridi-che-ti-passa

è stato osservato che  non solo gli stimoli  provenienti dal centro (Sistema Nervoso) possono influenzare le regioni periferiche (muscoli) ma anche gli stimoli provenienti dalla periferia possono influenzare il cervello .

Se tali farmaci consentono, con la semplice stimolazione meccanica, un afflusso di sangue nei corpi cavernosi, tale afflusso, per semplice condizionamento, può essere associato al  desiderio e come tale interpretato. Ossia la sensazione prodotta dall’erezione, l’eventuale  contesto in cui ci si trova (possibilmente erotico) inducono il cervello ad interpretare questo stato come desiderio-eccitazione. Se il farmaco non ha una funzione diretta sul desiderio può ,tuttavia, permettere quelle condizioni per stimolarne la sua nascita attraverso segnali di retroazione provenienti dalla periferia (sensazione di afflusso di sangue al pene) e interpretazione cognitiva di tale sensazione. 

 Il desiderio sessuale  induce un’erezione, ma anche un’erezione stimolata meccanicamente può essere INTERPRETATA come desiderio e in tal modo vissuta.