Le cronache riportano che alcuni ragazzi, non giudicando sufficiente ingerire alcool per ubriacarsi, si versano vodka direttamente negli occhi nella convinzione di sballare più rapidamente.

Questa nuova "moda" è nata all'estero, ma è arrivata anche in Italia, dove evidentemente qualcuno la trova interessante e condivisibile.

I medici fanno notare che la pratica ha effetti deleteri sull'occhio e lo può danneggiare fino a rendere necessario il trapianto di cornea, nei casi più gravi, ma il solo buon senso dovrebbe essere sufficiente a trattenere i ragazzi dal fare quest'esperienza.

In questi ultimi tempi l'alcool è sempre più utilizzato da giovani e giovanissimi come sostanza utile a sballare, mitigare gli effetti di (altre) droghe, sconfiggere il senso d'inadeguatezza e le inibizioni. E' una sostanza che costa poco e che è accessibile a tutti, presente in molti alimenti e venduta ovunque.

Se il suo impiego sta iniziando ad includere modalità che aggiungono ulteriori pericoli, oltre a quelli già insiti nel consumo della sostanza, si rende necessaria una maggiore e migliore informazione rivolta a chi che ne fa un uso sconsiderato, per prevenire almeno in parte i danni che ne derivano.

 

Merita un commento anche il fatto che alcuni ragazzi si filmino per pubblicare su YouTube le proprie "gesta", per cercare visibilità grazie ad un palcoscenico globale che permetta loro di uscire dall'anonimato.

Viene il sospetto che, come in altre occasioni, determinate azioni siano compiute anche per vantarsene, ignorandone volutamente i rischi.

Penso che ci dovrebbe essere maggiore attenzione nell'educare i ragazzi a dar prova in maniera positiva delle proprie capacità, e ad utilizzare il desiderio di essere ammirati e di attirare l'attenzione incanalandolo in attività non dannose (arte, musica, sport ecc.).

Il potenziale di molti ragazzini è sprecato e ridimensionato dall'uso di sostanze tossiche, ma è sempre possibile per la famiglia e la scuola mostrare loro l'esistenza di alternative e accompagnarli più da vicino nel percorso di crescita.

 

Fonte: Adnkronos 20 aprile 2011