Ho un leggero stato d’ansia che non riesco a definire e sento che il cuore mi batte, non posso fare a meno di pensarci e di concentrami su queste sensazioni.
Ecco, comincio a preoccuparmi e questa preoccupazione fa aumentare il mio vissuto di ansia, questo fa si che i battiti del cuore aumentino.

Ma che succede, cosa sta accadendo al mio cuore?

La preoccupazione aumenta e, inevitabilmente, si incrementa la sensazione di ansia che fa accellerare ancora i battiti del mio cuore. Comincio ad interpretare in modo davvero negativo questo stato, sarà un malessere improvviso? Forse un infarto!?

Ed ecco che la preoccupazione si trasforma in paura, il cuore comincia ad impazzire, il respiro si fa più forte e comincio a tremare. Si, mi sta succedendo qualcosa non c’è alcun dubbio!

Queste parole che dico a me stesso fanno ancora aumentare il battito del mio cuore, cerco di prendere fiato e di respirare in modo profondo ma comincia a girarmi la testa, sembra il segnale che ormai sto perdendo il controllo, forse qualcosa sta per colpirmi è grave sarà un infarto! no forse un ictus! sto per svenire d’avanti alla gente, non so se chiedere aiuto, mi vergogno ma devo farlo, le ginocchia non mi reggono, cedono, no! sono bloccate, forse sto impazzendo, continuo a respirare, più respiro e più mi gira la testa, ora sopraggiungono anche i dolori al petto e allo stomaco è finita sto morendo!

 

Ecco la corsa all’ospedale  NON è nulla, mi dicono, solo un attacco d’ansia.
Torno a casa ma non sono convinto della diagnosi  e se mi dovesse ricapitare?
Meglio “evitare”, la sensazione è troppo brutta. Non esco più se non in compagnia!

I mesi passano ma il ricordo della sensazione è indelebile, ci riprovo ma il solo pensiero comincia a farmi tremare, il tremore mi fa paura, forse, tutto sta ricominciando. Bene è finita, ecco la condanna, non ne uscirò più?

 

Questo è un esempio di trappola indotta dall’INTERPRETAZIONE CATASTROFICA che un soggetto fa del suo stato, un puro processo interpretativo che induce il corpo a reagire.

 

Ecco come avviene il processo su descritto in termini fisiologici:

Si interpreta un malessere lievissimo in modo negativo, questo induce una leggera attivazione (paura) a sua volta interpretata negativamente e ciò la induce ad aumentare. 
Si scatenano i classici meccanismi di allerta (sudorazione delle mani, aumento della pressione e dell'adrenalina) si comincia a tremare. Il tutto viene ancora interpretato negativamente.

Nonostante la respirazione sia già aumentata, la si accentua volontariamente nel tentativo di controllare la paura e di alleviare il disagio, ma questo fa si che il cervello si iperossigeni con la conseguente sensazione di vertigine ed il classico giramento di testa. Questo, ancora una volta, viene interpretato negativamente e fa aumentare in modo esponenziale la paura che, a sua volta, amplifica l’intero processo!  Ecco la trappola del panico!

 

Imparare a modificare tale interpretazione è il segreto per uscire velocemente da questa trappola, ma sapere come funziona è già un passo avanti!