Uno studio effettuato dai ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù e dell' Irccs Santa Lucia di Roma* mostra come una delle cause della Dislessia Evolutiva (DE) sarebbe da attribuirsi ad una diversa attivazione del cervelletto.

 In questa ricerca, attraverso l'utilizzo della risonanza magnetica funzionale, è stata studiata l'attivazione cerebrale in compiti di apprendimento implicito per 14 pazienti con DE e confrontata con un gruppo di controllo di 14 normo-lettori. I dati emersi suggeriscono che le capacità di apprendimento implicito siano carenti nei soggetti con DE e evidenziano differenti attivazioni neuronali tra i due gruppi sottoposti ad indagine, principalmente nelle aree parietali inferiori e cerebellari. Questi risultati possono essere interpretati alla luce delle diverse capacità per i due gruppi di costruire un modello interno per guidare i movimenti. Inoltre, spiegano le diffuse difficoltà degli individui con DE in settori non direttamente connessi alla capacità di lettura (motricità fine, coordinazione, orientamento...)

 Questo studio contribuisce a rendere evidente la complessità neuropsicologica che sottende alla DE, confermando che svariati sono i tipi di disturbi neuropsicologici che caratterizzano il funzionamento cognitivo di soggetti con DE. Inoltre si evidenzia come nella DE possano essere implicate disfunzioni di aree cerebrali extra-linguistiche, come il cervelletto, che sottendono ad altre funzioni cognitive quali la memoria procedurale. Infatti il deficit nell'apprendimento implicito si aggiunge alle già note compromissioni dell'elaborazione fonologica e visiva, dell'elaborazione uditiva, dell'attenzione e della velocità di elaborazione.

 Studi di approfondimento sulle origini della DE sono interessanti per rendere sempre più specifico e mirato l'intervento di riabilitazione. Questo è, però, fruttuoso solo se sostenuto da azioni di diagnostica tempestiva nei primi anni della scolarizzazione, momento in cui è massimamente efficace la riabilitazione logopedica e in cui è necessaria la predisposizione di una didattica adeguata che minimizzi gli effetti del Disturbo Specifico sull'apprendimento (e sul rendimento) scolastico.

 

FONTI:

*Deny Menghini, Gisela E. Hagberg, Carlo Caltagirone, Laura Petrosini, Stefano Vicari (2006), Implicit learning deficits in dyslexic adults: an fMRI study, NeuroImage, 33-4: 1218-1226.

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