Da sempre le donne identificano il fulcro della loro femminilità e sessualità nell'utero, sia come vettore della riproduzione sia come simbolo specifico dell'essere donna. Nell'immaginario femminile l'utero è uno "strumento di potere"!

Sebbene molto spesso la donna non sà neanche come sia fatto il proprio utero, ci sono molte donne che non conoscono assolutamente le nozioni base della propria sessualità (morfologia e fisiologia dell'apparato riproduttivo compreso) ma assolutamente identifica in questo organo tutta la propria essenza di femmina.

Le cause dell'Isterectomia possono essere diverse, ma di solito comporta una serie di complicazioni ulteriori se è dovuta ad una forma tumorale.

In quel caso oltre alla perdita della funzione procreativa si aggiunge la paura per la propria sopravvivenza.

Molte spesso però nelle pazienti oncologiche, durante e dopo i trattamenti compaiono tutta una serie di disturbi psicosessuali: calo del desiderio, modificazioni nelle reazioni fisiche e difficoltà di comunicazione con il proprio partner.

Le donne affette da tumore ginecologico sono particolarmente vulnerabili e alcuni studi testimoniano che il carcinoma ovarico è uno dei maggiori responsabili di una sensibile diminuzione nella frequenza di rapporti sessuali, di calo della libido e di rilevanti problemi di percezione del proprio corpo.

Il calo del desiderio, o addirittura la totale assenza di esso, uniti a una risposta negativa alla fase di eccitamento e poi di orgasmo e il deterioramento della propria immagine corporea, portano alcune donne ad astenersi totalmente dal sesso.

A tutto questo si aggiungono i pregiudizi e le stigmatizzazioni associate al cancro come la falsa credenza che la malattia possa essere trasmessa sessualmente.

Molte donne che si sentono menomate nei loro attributi femminili non si percepiscono più come attraenti e desiderabili. Dunque prima di poter riscoprire il proprio corpo e recuperare l’autostima è necessario che la donna integri nella sua vita i cambiamenti che le sono capitati per poter poi riconsiderare il proprio fisico come fonte di piacere.

La dispareunia è sicuramente uno dei disturbi più frequenti in seguito ad un intervento di isterectomia.

La chirurgia e i trattamenti per la cura di un tumore all’apparato riproduttivo possono produrre secchezza vaginale e dolore nei rapporti. Questa condizione fisiologica molto spesso si traduce in un calo del desiderio sessuale dovuto proprio alla paura della donna di provare dolore durante l’atto sessuale.

Così come nell’uomo problemi di erezione o eiaculazione dolorosa possono scatenare un circolo vizioso di paura di fallire (ansia da prestazione), così nella donna la dispareunia (condizione in cui il coito è doloroso) può essere un forte impedimento alla pratica del sesso.

Di fronte a una situazione del genere un partner poco accogliente può scambiare per scarso interesse, rifiuto e insensibilità quelle che in realtà sono semplicemente delle ritrosie determinate da un impedimento fisico. Di lì si crea un circolo vizioso dovuto ad incomprensioni e traintendimenti che portano poi la persona a chiudersi in se stessa.

 

CAUSE

Una tra le cause piu' frequenti e' stato rilevato essere l’ostilita' verso il partner che, non riuscendo ad esprimersi direttamente, trova sbocco nella somatizzazione dolorosa, in depressione e disturbi dell’immagine corporea.

Le manifestazioni dolorose in questi casi sono conseguenti alla sensazione di perdita, alla ribellione all’invecchiamento, alla malattia, alla perdita della propria capacità riproduttiva, ecc.

La dispareunia e' una sindrome tra le piu' complesse perche' mette in primo piano il significato del piacere e del dolore e per questo richiede una consultazione piu' laboriosa per comprendere quale orientamento terapeutico puo' essere più adeguato.

 

TERAPIA

La terapia consiste essenzialmente nella progressiva riconciliazione con il proprio corpo per comprendere che non procura sempre fastidio o dolore, ma puo' dare anche piacere.

Strumenti fondamentali delle terapie sessuali sono le mansioni che permettono di affrontare la mobilitazione delle difese e delle risorse per comprendere il linguaggio del dolore.

Infatti attraverso strumenti concreti (mansioni sessuali) o verbali si tende a facilitare l’approccio alla sessualita':il terapeuta in questo caso riveste il ruolo di figura competente e permissiva che incoraggia sulla strada del piacere.

Anche per questa disfunzione esistono approcci terapeutici combinati come l’ipnosi e il training autogeno che per una prima fase o anche per tutto il trattamento, affiancate alle altre metodiche gia' citate, possono rivolgersi al singolo o alla coppia.