Esistono vari tipi di intervento da quello “classico” con legatura chirurgica a vari livelli della vena spermatica a quello laparoscopico fino a quelli meno invasivi come la scleroterpia anterograda con piccola incisura sovrainquinale fino ad arrivare alla scleroembolizzazione retrograda con tecnica radiologica senza alcun accesso chirurgico battezzata anche dai più “cura del varicocele senza intervento” che oggi è la scelta preferita (ma non la più diffusa) per l’assenza di complicanze documentare e per la sua ridottissima invasività

Esiste un gran fermento sulla rete da parte dei ragazzi “operandi” che leggono con estremo interesse i vari lavori pubblicati sull’argomento in rete.

Riguardo all’ultima tecnica devo precisare che sono rammaricato nel leggere  lavori pubblicati in rete non solo di dubbio valore scientifico, ma addirittura, con nozioni false e fuorvianti.

Premesso che esistono linee guida scientificamente condivise riguardo all’indicazione al trattamento (che sia “classico o mininvasivo”) la Medicina Legale recita che:

a parità di risultati bisogna sempre scegliere l’intervento meno invasivo in quanto una eventuale complicanza dello stesso sarebbe ingiustificata se eseguita con la tecnica più invasiva.

A tal riguardo si può leggere attentamente quello che scrive un Esperto Medico Legale sul nostro sito in 

medicitalia.it/minforma/medicina-legale-e-delle-assicurazioni/158/il-consenso-informato-come-spiegare-al-paziente.html

 

Le principali bufale, bufaline e bufalotte in rete riportate sono:

  • ...intervento pericoloso per l’esposizione radiologica;
  • ...rischio di recidive;
  • ...le spirali si  mobilizzano;
  • ...intervento estremamente complicato e invasivo;
  • ...i cateteri e le guide danneggiano le cavità  cardiache e i vasi (v. cava e v. renale);
  • e così via...

Ho all’attivo più di 500 interventi con scleroembolizzazione retrograda: posso dire la mia?

  1. Nessun pericolo: anche la letteratura mondiale non riporta significative complicanze importanti con esposizione radiologica pari a 5 min di scopia (come un rx addome);
  2. La scleroembolizzazione retrograda si è sviluppata proprio per la cura delle recidive post-chirurgica, guarda un po’!!!!
  3. Le spirali migrano se l’operatore non le sa impiantare o non segue le linee guida sull’impianto delle spirali in platino;
  4. Intervento estremamente complicato e invasivo... per chi non lo sa eseguire, aggiungo!
  5. I cateteri e le guide danneggiano le cavità cardiache e i vasi (v. cava e v. renale)... sic! ho letto anche questo  e qui non aggiungo commenti!!!

 

Cosa è giusto sapere invece:

  1. Bisogna riferire eventuali allergie al mezzo di contrasto iodato;
  2. Nel  7% dei casi non è possibile eseguire la scleroembolizzazione retrograda per varianti anatomiche;
  3. E’ possibile eseguire la scleroembolizzazione retrograda anche per via brachiale;
  4. Scleroembolizzazione retrograda così come pure l’intervento classico non garantisce  la ripresa della fertilità (è solo un aiuto);
  5. E’ eventualmente possibile eseguire la scleroembolizzazione retrograda anche in regime ambulatoriale ma a certe condizioni di sicurezza.

 

Ecco una selezione di articoli, blog, consulti ecc.:

ecco invece i Centri Qualificati in Italia dove operarsi con tecnica mininvasiva

  

In “bocca al lupo” a tutti i ragazzi operandi!
Ah… dimenticavo la cosa più importante: leggere attentamente il consenso informato e firmarlo solo dopo averlo letto e compreso.