Durante la conferenza stampa tenutasi a Roma il 05 ottobre 2011, in occasione dell’ “Obesity day”, è stato diffuso un comunicato contenente ulteriori informazioni sulla pianta di Stevia, i suoi benefici per la salute ed il suo imminente arrivo anche nel nostro Paese con l’autorizzazione ad essere commercializzata dal prossimo novembre.

 

Ma di cosa si tratta?

La Stevia rebaudiana è una pianta erbaceo-arbustiva presente durante tutto l’anno in Paraguay e Brasile e conosciuta già da molti popoli dell'area geografica sud-americana da diversi millenni non solo per le proprietà medicinali ma, soprattutto, per il potere dolcificante delle sue foglie. Infatti sono fortemente concentrati proprio nelle foglie i principi attivi, lo stevioside ed il rebaudioside A, che ne determinano un’azione dolcificante da 150 a 300 volte superiore al comune zucchero... ma senza alcun potere nutrizionale: zero calorie!

Negli anni sono sorte innumerevoli controversie sull’uso della Stevia come dolcificante, soprattutto in ambito medico: utile in sostituzione dello zucchero nei diabetici e nei soggetti in sovrappeso o obesi. Sono stati condotti numerosi studi, spesso contrapposti tra loro, che tentavano di evidenziare od escludere sospetti di cancerogenicità a carico dei principi attivi senza mai giungere ad una conclusione definitiva.

Nonostante questo, la Food and Drug Administration (FDA) ne ammette l'uso come integratore dietetico, ma non come ingrediente o additivo alimentare, mentre da diversi anni viene coltivata ed i suoi principi attivi utilizzati come dolcificante in molti Paesi dell’area asiatica e medio-orientale (Cina, Giappone, Tailandia, Israele).

 

L'Unione Europea (EFSA) il 14 aprile 2010 ha approvato l'uso della Stevia come “food additive” così come la Svizzera e tutti i Paesi latino-americani.

Non resta, quindi, che attendere soltanto qualche settimana insieme a tutta la comunità scientifica italiana. Potremo, così, approfondire le conoscenze dei prodotti contenenti estratti purificati di Stevia, presenti nei cibi, nelle bevande o nei dolcificanti da tavola e poter valutare gli eventuali effetti benefici che potrebbe apportare non solo ai consumatori, ma anche ai pazienti diabetici ed a coloro affetti da problematiche di sovrappeso.