A marzo si è conclusa la settimana dedicata al tema "meno sale più salute", tematica che è sempre attuale a causa delle abitudini alimentari che si sono eradicate nella nostra cultura nel quale al sale è attribuita la proprietà di conferire gusto agli alimenti, dimenticando la proprietà per il quale il sale era utilizzato fino all'avvento del frigorifero, ovvero quella di aumentare il tempo di conservazione dei cibi.

La domanda allora è: il sale... ma quanto me ne serve?

Le quantità di sale che servono al nostro organismo sono assicurate dal contenuto naturalmente presente nei cibi. In Italia il consumo medio pro-capite (10gr giornalieri) è stimato pari al doppio rispetto a quanto indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Riducendo gradualmente il consumo di sale si migliora la sensibilita gustativa e il sapore dell'alimento stesso.

Quali semplici regole da adottarsi:

  • leggere le etichette nutrizionali degli alimenti
  • scegliere se disponibili cibi a basso contenuto di sale
  • insaporire i cibi con erbe aromatiche o spezie o limone o aceto
  • evitare di portare in tavola la saliera
  • limitare l'uso di condimenti contenenti sodio ( dado da brodo, Ketchup, salsa di soia,senape ecc...)

Quali gli alimenti meno ricchi di sale: pasta, riso, pane, pane toscano, carni, pesce, uova, frutta fresca, verdure, ortaggi,latte, yogurt, legumi, olio.

Quali gli alimenti ricchi di sale da consumare saltuariamente: salumi, formaggi, pizza crackers, grissini, patatina, salatini, pesce sotto sale o marinato, maionese olive capperi, dado da brodo, salsa di soia, Ketchup, senape.

Come leggere le etichette:

  • alimento alto contenuto di sale= sale superiore a 1-1.2gr1/100gr di prodotto
  • alimento a medio contenuto di sale = sale da 0.3 a 1-1.2gr/100gr di prodotto
  • alimento a basso contenuto di sale = sale inferiore a 0.3gr/100gr di prodotto

(Regolamento n°1924/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 dicembre 2006)

5 gr di sale in meno al giorno pari a un cucchiaino da caffè riducono del 23% il pericolo di avere un ictus e del 17% il pericolo di una patologia cardiaca.

 

Fonte: www.sinu.it