Il prurito è una sensazione nota a noi tutti, ne abbiamo avuto sentore in diverse occasioni della vita: qualunque ne fosse la causa possiamo descriverla come un’esperienza fastidiosa che ci porta imperativamente a cercare sollievo grattandosi.

Il grattamento è una forma di risposta di allontanamento della causa del disagio,  esattamente come l’allontanamento di un arto da un oggetto molto caldo.

Ma il grattamento è un mezzo anche per allontanare il dolore. Molti dolori riferiti alla cute sono parzialmente o completamente alleviati, sia pure momentaneamente, dal  grattamento.

Dolore e Prurito sono quindi, probabilmente,  parenti stretti. Con questo non dico che il  prurito sia una forma di dolore ma solo che alcuni meccanismi  sono in comune così come alcuni famaci sono attivi sull’uno e sull’altro. Le nostre sensazioni, in questo caso il prurito, sono il risultato finale di un'elaborazione cerebrale che combina gli stimoli sensoriali e le informazioni ottenute dalle esperienze precedenti.

Secondo una recente  teoria sulla percezione,  questa è definita della stima più probabile operata dai centri di elaborazione;  la sensazione prurito è data per il 20% dalle informazioni che giungono al cervello attraverso circuiti afferenti e per il restante 80% da quelle che sono depositate nelle regioni cerebrali che governano le funzioni cognitive (esperienza, memoria ecc).

A riprova di quanto detto ricordiamo il fastidioso prurito che i soggetti con sindrome da arto fantasma provano ad esempio sulle dita dell’arto che non hanno più.

In parole povere, la caratteristica di una sensazione piacevole o spiacevole che sia è la sommatoria dello stimolo reale e della rielaborazione cerebrale che viene fatta sulla base di esperienze pregresse.

Il dolore neuropatico è un esempio di rielaborazione  patologica dello stimolo operata in base a esperienze pregresse.

Anche la mancanza di stimoli di cui esiste pregressa esperienza può essere rielaborata come dolore, è questo il caso del dolore da arto fantasma. La mancanza cronica delle sensazione propriocettive (dislocazione nello spazio delle singole strutture dell’arto fantasma) viene interpretata come prurito o dolore. Questo fenomeno è alla base della mirror therapy molto efficace nel dolore da deafferentazione.

Ora che ho cercato di dare una spiegazione (semplificata ed espressamente rivolta ad un pubblico di non addetti ai lavori) di come il prurito ed il dolore siano sensazioni complesse e molto mediate dalle esperienze pregresse, torniamo ad occuparci di prurito cronico.

 

Una semplice classificazione del prurito può essere espressa come segue:

 

1.    Prurito pruricettivo: origina direttamente a livello cutaneo a causa di una dermatite ed è dovuto alla stimolazione delle fibre nervose amieliniche.

 

2.    Prurito neuropatico: causato da un danno a carico del sistema nervoso afferente al midollo spinale. Tipico il prurito che si manifesta dopo l'Herpes Zoster nella stessa zona in cui c'è stata l'infezione e conseguente ad una lesione diretta dei nervi.

 

3.    Prurito neurogenico: provocato da uno stimolo che agisce direttamente sui centri del sistema nervoso centrale. E' il caso dei tumori cerebrali.

4. Prurito psicologico: si manifesta nei soggetti con malattie psichiatriche tipo le allucinazioni o altre forme di psicosi.
 

Lasciando la prima e quarta forma di prurito che sono di pertinenza rispettivamente dermatologica e psichiatrica ci occuperemo delle altre due che sono invece di pertinenza del terapista del dolore.

Un modo semplice ma molto indicativo per cercare di diagnosticare la causa del prurito è l’osservazione se, nella sede ove si manifesta, esistano segni cutanei di lesione esclusi quelli da grattamento. 
Se il prurito si manifesta in una zona ove non siano riconoscibili lesioni cutanee è probabile che la manifestazione sia di origine neuropatica, neurogena o biochimica (farmacologica, metabolica, tossica o immunitaria).

Generalizzato, localizzato, unilaterale, bilaterale, continuo e persistente, recidivante, serale, simile al formicolio, pizzicore, bruciore, pungente sono solo alcune delle caratteristiche del prurito che devono essere attentamente ricercate poichè spesso sono specifiche di particolari patologie che lo possono scatenare.

Anche l’età del soggetto può essere di aiuto  nella diagnosi. Nell’anziano la causa più frequente di prurito è la secchezza cutanea (xerosi).
 

A scopo puramente classificativo, le principali cause di prurito possono essere così riassunte:

  1. malattie sistemiche: patologie renali, colestasi, patologie del sistema endocrino e/o della tiroide, malattie autoimmuni
  2. parassitosi: scabbia, pidocchi
  3. tumori: linfomi, mielomi, sindromi mielodisplastiche, policitemia vera, malattia di Hodgkin...
  4. malattie infettive: AIDS, impetigine, micosi...
  5. malattie psichiatriche: psicosi, ipocondria, schizofrenia, sindromi ossessivo-compulsivo...
  6. cause psicologiche: fattori emozionali, ansia, stress...
  7. cause fisiche: prurito acquagenico o indotto dall'esposizione al sole...
  8. farmaci/droghe: indotta da aspirina, ACE inibitori, morfina, oppiodi...
  9. cause neuropatiche periferiche: sofferenza dei nervi periferici, deafferentazione (amputazione), infezioni da agenti neorotropi (Herpes zoster)
  10. cause neuropatiche centrali: lesioni post ictus, tumori cerebrali.

 

Come si può facilmente evincere dalla classificazione  sommaria sopra indicata il prurito in sé è un sintomo molto (troppo) generico ma come la febbre da non trascurare e tale da meritare sempre un approfondimento.

Da ultimo vorrei trattare brevemente della terapia del prurito neuropatico, per le altre forme la terapia è competenza di altri specialisti.

I farmaci di elezione nel prurito neuropatico periferico o centrale sono gli antiepilettici (gabapentin, pregabalin) e gli atidepressivi (duloxetina, laroxyl).
Nel prurito cronico neuropatico periferico è molto efficace la capsaicina che inizialmente da una sensazione di bruciore che rapidamente scompare portandosi con se il prurito.
Anche gli anestetici locali hanno un effetto antiprurito (esistono pomate e cerotti a base di lidocaina).

Spero di avere dato una informazione abbastanza chiara ed esauriente sull’importanza di non trascurare il sintomo prurito e soprattutto aver introdotto il principio che prurito e dolore sono parenti stretti e che la manifestazione dell’uno e dell’altro è profondamente influenzata dai centri di elaborazione del cervello. Una prova: se siete stressati dal prurito cronico, una o più sedute di meditazione o training autogeno vi daranno un sollievo importante e duraturo.