Il dolore, in particolare quello di tipo cronico di grado da moderato a severo, ritengo sia una modalità fisiopatologica nella comunicazione verso di sè e verso gli altri cui derivano le molte coordinate comportamentali dell'individuo.

Ci sono tipologie di dolore (ad es: la cefalea muscolo-tennsiva, le fibromialgia, ecc) che a fronte di una intesità usualmente moderata portano con sè un elevata connotazione di volontà di espressione della propria sofferenza anche psicogena che viene auto-comunicata e che viene comunicata agli altri attraverso un linguaggio non verbale e che influenza in maniera importante i rapporti inter-personali.

Per contro ci sono tipologie di dolore che comportano una elevata sofferenza fisica poichè di intesità severa fino a picchi come il "breakthrough pain" e comorbilità ampia.

Questa ultima varia da disturbi del tono dell'umore all'addiction per sostanze, al declino cognitivo all'apparente appiattimento affettivo o all'agitazione psico-motoria (ad es: cefalea a grappolo, forme resistenti a terapia farmacologica e bio-tech di dolore neuropatico fino al CRPS).

Allo stato attuale ancora ci sfuggono nella loro complessa etiologia e patogenesi ma osserviamo come sovente un esordio o un insulto periferico anche di lieve entità nel tempo si complica, si stratifica e via via coivolge strutture sempre più rostrali del Sistema Nervoso Centrale arrivando a modificare (mediante plasticità neuronale) funzione e struttura di loci anatomici attraverso la proliferazione di sinapsi e le modificazioni degli equilibri neuromodulatori come quelli tra glutammato/GABA e glutammato/serotonina.

Questa modalità comunicativa è molto più profonda, sembrerebbe quasi esclusivamente auto-referenziale, ci sorprende come un evento anche lieve ad esordio periferico riesca nel tempo in misura così "hard" a interessare il SNC ed a modificare il medesimo.

Ciò detto da un "organicista" come chi scrive, neurologo ed algologo, è una convinzione che ha impiegato molti anni a farsi luce.
Questo, comunque, rende conto del perchè la empatia sia di sollevo alla sofferenza ovvero "emphaty relief pain".