Nel gennaio 2011 la Commissione Europea ha approvato un nuovo farmaco per il trattamento sintomatico della ipertrofia prostatica benigna: la Silodosina da 4 ed 8 milligrammi (Silodyx ®, Urorec ®).

I farmaci comunemente utilizzati per la cura dei sintomi di tale patologia sono rappresentati dalla classe degli "inibitori dei recettori alfa-1a-adrenergici" (Alfuzosina, Terazosina, Tamsulosina). Il problema principale di questa tipologia di farmaci è sempre stato il calo della pressione arteriosa sistolica media (riduzione di circa 4mm di mercurio) che può rappresentare un problema significativo soprattutto fra la popolazione anziana, portando a grave morbilità (es.: cadute accidentali con conseguenti fratture, traumi cerebrali ecc.). La Silodosina, in seguito alla maggiore affinità verso questi recettori, ha invece dimostrato un lievissimo effetto di riduzione della pressione arteriosa pari a 0,2mm di mercurio, praticamente sovrapponibile ai pazienti trattati con placebo (farmaco strutturalmente uguale ma non contenente principio attivo).

Lo studio di confronto fra la tamsulosina (classico farmaco utilizzato per questa patologia) e la Silodosina ha mostrato un miglioramento della sintomatologia (misurata con appositi questionari) pari all’86,2% nel gruppo trattato con silodosina rispetto all’ 81,9% del gruppo trattato con tamsulosina oltre al verificarsi un miglioramento del flusso urinario e della qualità di vita con risultati sovrapponibili nei due gruppi.

I due più comuni effetti collaterali sono stati vertigini (Silodosina 7,8% vs tamsulosina 2,9%) ed eiaculazione retrograda ovvero il passaggio del liquido seminale durante l’orgasmo direttamente in vescica anziché all’esterno in seguito alla perdita della “camera di compressione” derivata dal rilassamento farmacologico del collo vescicale (silodosina 9,7% vs tamsulosina 1,0%). La Eiaculazione retrograda che può essere parziale o totale, come si potrebbe essere portati a pensare, non comporta alcun problema nè tanto meno altera le funzioni sessuali; il liquido seminale invece che all'esterno è raccolto in vescica ed espulso successivamente con le urine all'atto della successiva minzione. Ovviamente in presenza di eiaculazione retrograda specie se totale è difficile il concepimento.

 

Considerazioni conclusive

La silodosina può essere considerato un trattamento sintomatico efficace e sicuro per gli uomini affetti da ipertrofia prostatica benigna con miglioramento dei sintomi delle basse vie urinarie e con minore effetto sulla riduzione della pressione arteriosa (effetto ipotensivo) ma con maggiore incidenza di vertigini rispetto agli altri farmaci appartenenti alla stessa classe.

 

Fonti:

Yu, H.-J., Lin, A. T.-L., Yang, S. S.-D., Tsui, K.-H., Wu, H.-C., Cheng, C.-L., Cheng, H.-L., Wu, T. T. and Chiang, P.-H. (2011), Non-inferiority of silodosin to tamsulosin in treating patients with lower urinary tract symptoms (LUTS) associated with benign prostatic hyperplasia (BPH). BJU International, 108: no. doi: 10.1111/j.1464-410X.2011.10233.x

http://bit.ly/j6ddvO

BJU Int. 2011.