Questa sembra essere la correlazione che ieri a Stoccolma, all' European Multidisciplinary Cancer Congress, è stata fatta da David Orsted dell’Università di Copenhagen che ha presentato un primo ed importante studio epidemiologico che appunto sembra "avvicinare" l’ipertrofia prostatica benigna con la possibile insorgenza di un tumore della stessa ghiandola.

I ricercatori danesi hanno analizzato tutti i dati relativi a 53.315 uomini con questa patologia e, confrontandoli in un  periodo di tempo lungo 27 anni,  hanno visto che l'ipertrofia benigna della prostata può essere  associata a un rischio di 2-3 volte maggiore nel contrarre un carcinoma.

E’ questa  la valutazione epidemiologica più "pesante" ed allargata fatta fino ad ora e che sembra mostrare un significativo collegamento tra queste due patologie prostatiche.

Dobbiamo anche dire che questo è un argomento urologico molto dibattuto in questi ultimi anni e naturalmente ci vorranno ulteriori studi per stabilire se una patologia, da sempre ritenuta “benigna”,  possa essere considerata come una possibile causa od un fattore di rischio per l’insorgenza di un successivo tumore.

Avuta questa prima segnalazione, è bene ora “alzare le orecchie” ed avere ulteriori attenzioni nella valutazione mirata e precisa di questa patologia "benigna", senza fare però inutili allarmismi.

 

Fonte:

http://www.hemonctoday.com/article.aspx?rid=87913

Per approfondimenti:

http://www.medicitalia.it/minforma/Urologia/383/Quando-la-prostata-aumenta-di-volume-l-ipertrofia-prostatica-benigna

http://www.medicitalia.it/minforma/Urologia/200/Le-malattie-della-prostata-stili-di-vita-prevenzione-e-nuove-indagini-diagnostiche