L’esposizione all’acido aristolochico sembra essere associato ad una maggiore incidenza di nefropatia  e carcinoma delle alte vie urinarie.

L’acido aristolochico è contenuto nella pianta della Aristolochia che risulta essere molto diffusa nell’est europeo ed in particolare nei Balcani dove infesta i campi di grano contaminando il raccolto che poi viene utilizzato per la produzione di cereali o prodotti da forno. Le zone maggiormente colpite sono la Bosnia, la Croazia, la Serbia, e altre regioni dei Balcani lungo il Danubio dove tali malattie sono “endemiche” specie nelle comunità agricole. Tale pianta è anche utilizzata per la produzione di prodotti erboristici cinesi come agente antiinfiammatorio, immunostimolante, diuretico, purgante, emmenagogo-ossitocico ecc..

L’acido aristolochico una volta ingerito sembra essere in grado di determinare alterazioni di tipo genetico che nella maggior parte dei casi interessa il gene TP53 deputato alla soppressione della insorgenza di tumori “uroteliali” (cellule di rivestimento delle vie urinarie comprendenti rene, uretere, vescica ed uretra).

Precedenti studi si erano concentrati su altri fattori ambientali come i metalli pesanti, le micotossine, e oligoelementi senza però che si riscontrasse una netta correlazione.

Conclusioni

La esposizione all’acido aristolochico contenuto in una pianta infestante i campi di grano ed in alcuni prodotti erboristici cinesi è fattore causale sia dell’insorgenza di malattie renali ingravescenti sino alla insufficienza renale che dell’insorgenza di tumori dell’alto apparato urinario (urotelio renale).