La perdita involontaria di urine del bambino durante le ore di sonno è definita enuresi ed è attualmente ritenuta patologica oltre i quattro anni di età. Nell’ambito pediatrico rappresenta un problema significativo da punto di vista psicosociale coinvolgendo sia i bambini coscienti del loro problema sia i loro genitori. Tale evento è spesso frainteso, a volte tenuto segreto e spesso non trattato.

L'enuresi notturna si verifica in circa il 10% dei bambini di età fino a 10 anni, essa ha una maggiore incidenza nei ragazzi rispetto alle ragazze.

Uno studio condotto nei Paesi Bassi ha confrontato l'efficacia di 3 diversi tipi di trattamento confrontati con un gruppo di controllo. In tutti i bambini presi in considerazione non esistevano patologie concomitanti predisponenti.

I quattro gruppi erano così suddivisi:

1° gruppo: i genitori svegliavano completamente il bambino per farlo urinare dopo circa 1,5 ore dall’ addormentamento assicurandosi che capisse quello che gli si chiedeva.

2° gruppo: i genitori semplicemente svegliavano il bambino ed in uno stato di dormiveglia lo accompagnavano in bagno per la minzione.

3° gruppo: i bambini ricevevano una ricompensa dopo aver guadagnato un certo numero di stelle accumulate per ogni notte in cui rimanevano completamente asciutti.

4°gruppo: nessun trattamento  

Lo studio ha arruolato 570 partecipanti. Il sessanta per cento dei partecipanti era di sesso maschile. Sei mesi dopo il trattamento i risultati migliori in termini di letto asciutto ovvero nessuna enuresi per 14 notti consecutive era maggiore nel secondo gruppo con i seguenti risultati:

1° gruppo = 27%

2° gruppo = 37%

3° gruppo = 32%

4°gruppo = 21% 

Al follow-up ottenuto dopo 2,6 anni, i tassi di successo del secondo gruppo erano pari al 78%.

Fattori correlati negativamente con la enuresi erano:

-Utilizzo di un pannolino di notte

-Perdita involontaria di urine durante il giorno

-Perdita involontaria di urine durante fasi di gioco intensi.

Questi due ultimi episodi influenzavano negativamente il bambino dal punto di vista psicologico perpetuandone l’enuresi.

Conclusioni

Il problema dell’enuresi tende a migliorare autonomamente con il passare del tempo ma per essere sicuri che la situazione non persista negli anni si rende necessario l’inizio di una terapia comportamentale nei bambini di età compresa fra i 4 ed i 5 anni. Il metodo preferibile è dunque quello del semplice risveglio dopo circa 1,5 ore dall’addormentamento associato a premi di gratificazione una volta raggiunti degli obiettivi ed al ridotto introito di liquidi nelle ore serali ridistribuendoli nelle ore mattutine. E’ sconsigliato ricorrere all’utilizzo di un pannetto durante le ore notturne preferendo a questo delle traverse assorbenti. Alcuni Autori hanno posto dubbi sulle possibili influenze del risveglio notturno sulla resa scolastica mattutina, ma considerato che il bambino viene accompagnato in bagno in uno stato di dormiveglia ed il riaddormentamento è quasi immediato questa terapia non dovrebbe influire sulla qualità del sonno dello stesso. La possibile terapia farmacologica con ormone antidiuretico è da associare solo nei bambini di età superiore ai 10 anni non responsivi a tali metodiche.

 Sorgente

Jackson EC. Nocturnal enuresis: giving the child a "lift." J Pediatr. 2009;154:636-637.