La diagnosi di un tumore del rene reca sempre al paziente e ai suoi cari un incredibile forma di stress sia per la diagnosi di malattia sia per la paura delle menomazioni future.

Gli sviluppi tecnologici permettono però oggigiorno diverse possibilità di affrontare tale malattia in modo più efficace e meno invasivo del passato. Storicamente, l’unica opzione terapeutica per trattare il tumore renale era l’asportazione di tutto il rene o di parte di esso.

Oggi ci sono diverse possibilità che non richiedono incisioni. La crioterapia è una procedura mininvasiva che uccide le cellule neoplastiche mediante l'applicazione di temperature estremamente ridotte preservando invece i tessuti sani circostanti.

La crioterapia da diversi anni viene utilizzata in tutto il mondo per trattare diversi tipi di tumore e vari studi hanno dimostrato che è estremamente efficace nel distruggere i tumori renali proteggendo la parte di parenchima sano.

La crioablazione consiste nel posizionare per via percutanea delle speciali sonde che sotto guida ecografica e radiologica vengono portate in prossimità della lesione neoplastica e mediante la compressione gassosa creano una “palla di ghiaccio” all’interno del tumore tale da distruggere le cellule cancerose.

Non c’è nessuna necessita’ successiva di rimuovere le cellule distrutte poiche’ le difese immunitarie del nostro organismo provvedono a rimuoverle lasciando come esito solo una piccola cicatrice sul rene trattato.

La procedura richiede circa un’ora ed è eseguibile in blanda sedazione. Il paziente viene tenuto monitorato per una notte e successivamente può riprendere nel giro di pochi giorni ad effettuare tutti i movimenti e le attività quotidiane.