Questo articolo documenta uno dei più grandi shift di paradigma nell’ambito della cura del tumore della prostata degli ultimi anni.

I pazienti già in condizione di castrazione biochimica che non rispondono più alla deprivazione androgenica possono essere recuperati agendo sempre sulla biosintesi degli androgeni!

E’ oggi noto come nei pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione ha luogo la upregulation degli enzimi per la biosintesi degli androgeni, con conseguente aumento delle concentrazioni androgeniche intratumorali, le quali possono superare le concentrazioni degli androgeni del sangue. A questo si associa la super-espressione dei recettori degli androgeni e la loro mutazione.

L’abiraterone acetato è un inibitore selettivo della biosintesi degli androgeni il quale blocca il citocromo P450 c17, un enzima critico nella cascata della sintesi androgenica, con conseguente blocco della produzione degli androgeni a livello testicolare, surrenalico ed all’interno del tumore. In questo studio, l’abiraterone è stato utilizzato in pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione che avevano già ricevuto chemioterapia con docexatel e che erano ulteriormente progrediti.

L’abiraterone è stato somministrato in quattro dosi giornaliere. La sopravvivenza complessiva media con abiraterone è stata di 14.8 mesi contro i 10.9 mesi dei pazienti trattati con placebo. Un risultato significativo a favore dell’abiraterone si è osservato anche per quanto ha riguardato la risposta del PSA . Gli effetti collaterali dell’abiraterone sono stati modesti. Sono attesi a breve i risultati dei trials con abiraterone in pazienti resistenti alla castrazione, ma in epoca pre-docetaxel.

 

Fonte: Abiraterone and increased survivak in metastatic prostate cancer. JS de Bono et al., N Engl J Med,2011;364:1995-2005