Dopo le telefonate di alcuni pazienti e la ricezione di numerose mail di persone allarmate, mi permetto di scrivere questa contro-news.

I titoli sui vari portali ci riferiscono: 

Trichomonas vaginalis e prostata: un legame tra il cancro e l'infezione sessuale. Il microrganismo favorirebbe la moltiplicazione delle cellule malate...

Chiaramente il paziente in cura per prostatite, nel quale avevo trovato una infezione da trichomonas vaginalis nel tampone uretrale o nella spermio coltura, si è sentito coinvolto e preoccupato.

Questo studio è sperimentale , era già stato presentato nel 2009 su Journal of the National Cancer Institute , e dimostra che almeno il 25% dei pazienti affetti da carcinoma prostatico presenta una infezione da Trichomonas. Questo ha autorizzato a lanciare una idea, cioè che in tumore della prostata possa essere una malattia trasmessa anche con il contatto sessuale.

Un gruppo di ricercatori statunitensi, argentini e italiani (Università di Sassari) hanno osservato che il Trichomonas produce una proteina in grado di bloccare la migrazione dei macrofagi (cellule della difesa immunologica) e favoriscono la replicazione delle cellule, con progressione di fenomeni infiammatori >> displastici >> e infine neoplastici.

Sono considerazioni di tipo sperimentale che andranno approfondite su modelli animali e non dobbiamo quindi considerare assolutamente automatico il binomio infezione da Trichomonas/cancro della prostata.

Pieno rispetto comunque dello studio che ha evidenziato l’alta percentuale dell’infezione.

Questo ci convince sempre più a utilizzare le giuste precauzioni nell’attività sessuale e a considerare l’urologo e l’andrologo come il proprio specialista di riferimento anche per la tutela e in controllo dell’integrità dell’apparato urinario e genitale nell’uomo.