giovanniberetta_o-RENAL-CANCER-570La conferma che l'asportazione completa del rene in caso di tumore (nefrectomia radicale) comporta il pericolo di una perdita della funzione renale e di un maggior rischio di danni cardiovascolari, ha determinato una spinta , negli ultimi dieci anni, alla ricerca di tecniche di risparmio del tessuto renale, non dimenticando comunque l'obiettivo primario della radicalità oncologica.

Le linee guida internazionali considerano ormai la nefrectomia parziale con l'asportazione del solo tumore come trattamento di scelta nelle neoplasie di piccole dimensioni che rappresentano il 70% dei casi diagnosticati oggigiorno.

Le tecniche ablative ed in particolar modo la crioablazione stanno emergendo come opzioni di cura alternative alla asportazione chirurgica o laparoscopica. La tecnica, che prevede il congelamento e la morte delle cellule neoplastiche mediante il posizionamento di particolari sonde all'interno della massa, sotto la guida ecografico/laparoscopica, offre il beneficio di minori complicanze e tempi di convalescenza ridotti.

Dopo le prime esperienze favorevoli, anche i risultati a lungo termine con follow up superiori ai 5 anni hanno dimostrato la validità di questa opzione terapeutica . L'applicazione della metodica è indicata soprattutto nei soggetti anziani, con monorene, ridotta funzionalità renale o con cormorbidità tali da sconsigliare la soluzione chirurgica.