Notizia diffusa il 24 febbraio dall' Adnkronos -Salute :

La scelta a chi donare un rene, come viene spiegato in un articolo apparso sul 'Washington Post', non passerebbe più attraverso le solite liste d'attesa, ma si baserebbe sullo stato di salute e la data di nascita del ricevente.

E' una proposta che, se fosse approvata, porterebbe ad una vera e propria rivoluzione, attuata con l'obiettivo di massimizzare il numero di anni di vita per ciascun rene donato.

Il problema, a detta degli esperti impegnati nella "rivisitazione" di un sistema datato 25 anni, è che in alcuni casi i pazienti più in là con gli anni ricevono reni che avrebbero potuto funzionare molto più a lungo se fossero stati donati a pazienti più giovani. Questi infatti rischiano a volte di ricevere organi più datati e di ritrovarsi poi di nuovo in lista d'attesa dopo pochi anni.

"Vogliamo utilizzare al meglio gli organi che vengono donati - spiega Kenneth Andreoni, professore associato di chirurgia alla Ohio State University, che presiede il comitato che sta rivedendo il sistema di rete United for Organ Sharing (Unos) - E 'uno sforzo per ottenere il massimo dalle risorse limitate che si hanno".

La proposta è stata accolta in generale come un potenziale passo avanti da bioeticisti, chirurghi e associazioni di malati ma c'è anche chi teme che tali modifiche organizzative possano inavvertitamente diminuire il numero di donazioni, riducendo così gl'organi disponibili in generale. Bisogna ricordare come il nuovo sistema potrebbe alla fine penalizzare i pazienti di mezza età e gli anziani;  questo proprio in una fase in cui la popolazione generale sta invecchiando. 

Si tratta in sostanza di una pesante discriminazione legata all'età; a questo proposito si ricorda che negli Stati Uniti del Nord America sono più di 110 mila i cittadini in attesa di un organo e di questi oltre 87 mila hanno bisogno di un rene. Generalmente circa 17 mila all'anno riescono a spuntarla ottenendone uno, mentre oltre 4.600 muoiono nell'attesa.