L'asportazione chirurgica radicale di una prostata, in presenza di un tumore, può avere, come importante effetto collaterale, un'incontinenza urinaria,  cioè l'incapacità a trattenere e controllare la fuoriscita delle urine .

Patricia Goode, insieme ai suoi colleghi dell’Università dell’Alabama (USA), ha affrontato questo problema clinico studiando e trattando più di duecento uomini, di età compresa tra i 51 e gli 84 anni, che ancora lamentavano un'incontinenza urinaria dopo più di un anno dalla rimozione radicale chirurgica della ghiandola prostatica.

Con specifici esercizi, biofeeddback, elettrostimolazioni  del piano perinale ed alcune regole di comportamento, secondo i risultati ottenuti da questo gruppo di lavoro, sembra possibile dimezzare in pochi mesi questo importante e fastidioso problema dell’incontinenza, anche dopo anni da un intervento di prostatectomia radicale.

Se non si possono ancora considerare queste strategie terapeutiche come risolutive e sempre capaci a migliorare definitivamente un'incontinenza urinaria, di certo le terapie proposte sembrano risolvere molte di queste situazioni cliniche post-chirurgiche e  tutto ciò porta naturalmente anche a migliorare in modo decisivo la qualità della vita di questi uomini. 

Fonte:   Behavioral Therapy With or Without Biofeedback and Pelvic Floor Electrical Stimulation for Persistent Postprostatectomy Incontinence: A Randomized Controlled Trial; Goode PS, Burgio KL, Johnson II TM, Clay OJ, Roth DL, Markland AD, Burkhardt JH, Issa MM, LK; JAMA 2011;305(2):151-159; doi:10.1001/jama.2010.1972