Negli uomini operati di prostatectomia radicale per neoplasia della prostata, l'incontinenza urinaria è un frequente "self-complaint", che in misura più o meno grave riguarda il 48% di essi. In questi pazienti il trattamento standard della Incontinenza di entità maggiore consiste nell'impianto di uno sfintere artificiale. Negli ultimi anni si è affiancato allo sfintere un nuovo tipo di trattamento basato sull'impianto di un semplice sling uretrale, che permette di mantenere inalterata la dinamica della minzione fisiologica, e che è adatto alla incontinenza da sforzo di media entità.

Le indicazioni all'impianto dello sling uretrale differiscono sostanzialmente da quelle per lo sfintere artificiale, infatti i pazienti candidati allo sling debbono necessariamente possedere un meccanismo sfinteriale ancora valido, cui l'intervento chirurgico si propone di offrire il "sostegno" anatomico che è stato perso a causa della prostatectomia radicale. In breve: se lo sfintere è ancora integro e mobile, lo sling è in grado di correggere incontinenze anche di entità invalidante, ma il paziente deve essere selezionato con criteri molto rigorosi, altrimenti il rischio di insuccesso della procedura è elevato.

Ad oggi i entri Urologici con sufficiente esperienza nell'impianto degli slings per l'incontinenza maschile sono ancora pochi ma, in funzione dell'interessante percentuale di successi, in rapida espansione. Nel 2011 gli interventi di sling uretrale sono contemplati dalle linee guida europee con livello di evidenza e grado di raccomandazione rispettivamente 3 e C : traducendo, significa che mancano (ovviamente) ancora studi basati su grandi numeri ma il metodo è considerato promettente e quindi degno di menzione.