L’Italia è un paese attualmente a bassa incidenza di tubercolosi anche se è una infezione subdola  tutt’ora  presente.  

Il principale problema della terapia per la tubercolosi polmonare principalmente, ma anche  urinaria è rappresentato dalla insorgenza delle farmaco resistenze e dall’elevato numero di compresse/die che il paziente deve assumere per più mesi per debellare la malattia che in alcuni casi può inficiare la compliance (aderenza) del paziente al trattamento (mancata assunzione del giusto numero di compresse, dimenticanze, non corretta modalità di assunzione del farmaco ecc.)  

La terapia standard è rappresentata dalla assunzione più volte al giorno di Rifampicina, Isoniazide, Pirazinamide ed Etambutolo.

La novità del trattamento sta nell’assunzione di  una combinazione a dose fissa dei quattro farmaci che come efficacia presenta delle minime differenze statisticamente non significative, ma con una riduzione dell’insorgenza di ceppi resistenti così come emerso da uno studio condotto in un ampio campione; i dati sono stati raccolti dall’arruolamento di pazienti provenienti da 11 siti dove la malattia è endemica (Asia, Africa, America Latina) dall’international union against tubercolosis and lung desease. In tal modo il paziente invece di assumere da 9 a 16 compresse al giorno ne assume da 3 a 4  in base al peso corporeo.

E’ una notizia di notevole interesse considerando la possibilità di recrudescenza della malattia in Italia in seguito al quanto mai attuale alto flusso di immigrazione con i viaggi della “speranza” condotti in condizioni di sovraffollamento senza il minimo rispetto delle norme igieniche. 

Risorse

JAMA, 2011; 305(14): 1415-23