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Ipertrofia mammaria e Mastoplastica riduttiva : dieci domande comuni
Chirurgia plastica e ricostruttiva - News generale del 06/03/2011Che cos'è l'ipertrofia mammaria?
L’ipertrofia mammaria è l’aumento spropositato dei tessuti che costituiscono la ghiandola mammaria e che determinano un incremento considerevole di volume, fino a raggiungere anche il peso di qualche chilogrammo.
Perché alcune donne hanno il seno molto sviluppato?
La ghiandola mammaria è particolarmente esposta agli effetti della stimolazione ormonale sia durante lo sviluppo puberale, sia durante la gravidanza e può quindi aumentare considerevolmente, raggiungendo anche misure estreme nelle cosiddette gigantomastie. Esistono fattori costituzionali ed anche una predisposizione di tipo eredo-familiare.
E’ vero che mammelle molto voluminose possono comportare problemi?
Sì. L’ipertrofia mammaria, soprattutto nella forma giovanile (la cosiddetta “ipertrofia virginale”), porta inevitabilmente nel corso degli anni ad alterazioni fisiche e comportamentali. Vi sono atteggiamenti posturali viziati, dovuti sia al peso sia alla naturale tendenza di “ nascondere” le mammelle, che causano cifosi (gobba) o rotazioni (scoliosi) della colonna vertebrale e della gabbia toracica, quando una mammella “pesa” più dell’altra. Possono esserci difficoltà nello svolgimento di normali attività quotidiane, nel praticare sport e più in generale nella vita di relazione sociale e sessuale. Proprio al fine di prevenire l’insorgenza e l’aggravarsi di tali problematiche psicofisiche è necessario intervenire chirurgicamente in tempi precoci. Una volta che lo sviluppo puberale è terminato, è inutile e dannoso aspettare di più: si rischia solo di aumentare i disagi fisici e psichici.
Che cosa si prefigge l’intervento chirurgico?
L’intervento di riduzione mammaria o mastoplastica riduttiva, ha come obiettivo non solo la diminuzione del volume, ma anche il rimodellamento delle mammelle, che spesso appaiono deformate. Lo scopo è quello di ottenere una forma ottimale e la migliore simmetria possibile.
Ma se una ragazza si sottopone a mastoplastica riduttiva potrà mai allattare?
Sì. Esistono attualmente delle tecniche chirurgiche particolarmente sofisticate che ci consentono di asportare grandi quantità di tessuto e nello stesso tempo di lasciare inalterata la struttura della ghiandola che rimane; quindi, dopo l’intervento riduttivo, la ragazza potrà allattare. Inoltre, molto importante, viene mantenuta la sensibilità e la retrattilità dell’areola.
Esiste una relazione tra l’intervento chirurgico e il tumore del seno?
Assolutamente no. Non esiste alcun tipo di rischio di tumore connesso con l’intervento chirurgico. Al contrario, in tutti gli interventi riduttivi è nostra condotta controllare il tessuto che asportiamo mediante esami istologici multipli, che ci consentono di “vedere” all’interno della struttura ghiandolare e scoprirne eventuali alterazioni.
Inoltre, in una mammella ridotta è molto più facile individuare dei “noduli”, sia con esami clinici (palpazione) che strumentali (ecografia, mammografia).
L’intervento è doloroso?
No. Pur avendo a disposizione una vasta gamma di moderni farmaci antidolorifici, generalmente non è necessario utilizzarli.
L’intervento prevede una degenza lunga?
Nella maggioranza dei casi la dimissione avviene il giorno seguente all’intervento. Il recupero è molto rapido, poiché la paziente, pur convalescente, beneficia subito di un piacevole senso di “leggerezza”.
E le cicatrici?
Qualsiasi intervento chirurgico prevede incisioni e, conseguentemente, cicatrici. E’ evidente che noi cerchiamo di fare cicatrici più corte possibili e di nasconderle all’interno di pieghe e solchi. Inoltre la qualità delle cicatrici è generalmente molto buona, arrivando in molti casi ad essere quasi impercettibili.
Ma in definitiva, vale la pena sottoporsi all’intervento chirurgico?
Come sempre, in qualsiasi intervento chirurgico, bisogna fare un bilancio tra rischi e benefici. I rischi ci sono e devono essere opportunamente valutati con esami ematologici e clinici, ma in un soggetto sano questi rischi sono trascurabili. In compenso, abbiamo i benefici che nel caso specifico della mastoplastica riduttiva sono evidenti. Le tecniche chirurgiche che abbiamo a disposizione ci consentono anche grandi riduzioni, ottenendo mammelle di volume e forma ottimali. Inoltre poter intervenire precocemente, significa ristabilire l’equilibrio psico-fisico nella paziente, prima che questo venga inevitabilmente alterato con il tempo.
Altri articoli di Dr. Claudio Bernardi:
- Missione umanitaria Chirurgia Plastica- Sportello protesi mammarie PIP
- Incontro "Face 2012"
- Protesi mammarie PIP: un danno per le donne e per i chirurghi
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Dr. Claudio Bernardi
Sito web: http://www.claudiobernardi.it
Specialista di medicitalia.it dal 23/02/2003
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1981 presso l'Roma.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Roma.
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Specializzato in:
- » Chirurgia generale

(Università “ La Sapienza “ di Roma - il 21/07/1986 tesi di specializzazione: “Indicazioni e lim) - » Chirurgia plastica e ricostruttiva

(Attestato di perfezionamento in Chirurgia Plastica“H.Sta.Catarina” , San Paolo- Brasile)

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Diploma di Maturità Classica
Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1981 presso l'Università “La Sapienza” di Roma,. Specializzazione in Chirurgia Generale 1896 con una tesi sulla Chirurgia Ricostruttiva Mammaria.
Inizio dell’attività in Chirurgia Plastica a Marzo 1984 presso il Servizio Privato di Ch...
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