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Valori di alfa-feto-proteina elevati, significato?


venerdì 1 giugno 2007 da Utente 315xxx
Gentili dottori,

circa un mese fa', dopo avere avvertito un dolore persistente al testicolo dx, mi sono sottospoto a una visita urologica. Dall'esame obiettivo non è emmerso nulla di anomalo al testicolo dx, ma un varicocele di 2° o 3° al testicolo sx. Mi fu consigliato una ecografia (eco-color doppler) scrotale e spermiogramma.

Il dolore al testicolo andò diminuendo con il passare dei giorni. Circa due settimane dopo la visita iniziai ad avvertire un senso come di pesantezza sempre al testicolo dx e un dolore nella parte bassa del ventre e della schiena, più o meno a livello del rene destro. Il dolore divenne sempre più fastidioso e peggiorava in caso di movimenti o posizioni particolari che "schiacciavano" un po' il rene.

Finalmemente tre giorni fa' feci l'ecografia scrottale e anche di reni, addome (fegato, pancreas, milza). L'esame ecografico e di color-doppler scrottale escluse la presenza di ogni formazione sospetta nei testicoli. Cito dal referto:

Ecotomografia scrotale

Normale spessore delle borse scrotali; assenza di idrocele bilateralmente. Didimo ed epididimo sono entrambi in sede di forma e volume normali (19 ml a dx vs 18 ml a sn; fa eccezione formazione asonica della testa epididimaria sn di corca 3,2 mm di diametro), ad ecostruttura e vascolarizzazione parenchimale regolare, senza immagini di lesioni focali.
Assenza di varicocele a dx, mentre a sn si notano alcuni vasi venosi, in sede sovra e peritesticolare, lievemente ectasici (circa 2,5-3 mm) che mostrano un reflusso, durante ponzamento, per una durata > 2m''.

Conclusioni: varicocele di III° (stadio iniziale manifesto sec. Sarteschi): si consiglia spermiogramma.

Il referto dell'ecografia dell'addome ha evidenziato una ptosi di circa 5 cm del rene destro. Cito:

Ecotommografia addominale

Fegato con normale morfologia, volume, ecostruttura, ecotessitura ed ecogenicità; i vasi portali e le vene sovraepatiche appaiono di calibro regolare.
Colecisti alitiasica, distesa, con pareti non ispessite; epatocoledoco e vie biliari intraepatiche non dilatate.
Nella norma la milza, il pancreas, le regioni surrenaliche, i reni (ad eccezione di placca di Randall a carico del gruppo caliceale superiore del rene dx, lievemente ptosico), i grossi vasi addominali, la vescica, le vescicole seminali e il diametro trasverso prostatico.
Non si repertano linfoadenomegalie periatro-iliache, né versamento liquido endoperitoneale.

Conclusioni: prelitiasi renale dx.

Ieri ho ritirato le analisi per i marker: AFP, LDH, beta HCG e Immunoglobuline. Dai risultati emmerge un valore di AFP elevato. Ecco i valori dei singoli marker:

LDH 253,8 U/l (normali 240,0 - 480,0)
Alfafetoproteina 59,10 ng/ml (normali 0,00 - 8,00
Beta HCG < 2 mUI/ml
IgG 1308,0 mg/dl (700,0 - 1600)
IgA 252,4 mg/dl (70,0 - 400,0)
IgM 134,5 mg/dl (40,0 - 230,0)


Dalle analisi del sangue di routine di circa 10gg. fa' tutto risulta nei range normali e, in particolare:

Transamminasi del fegato:

AST 17,2 U/l (normaili < 34,0)
ALT 15,1 U/l (normali < 44,0)
GGT 13,0 U/l (normali 8,0-61,0)

L'analisi delle urine non ha rivelato nulla di anomalo.

Ieri, a distanza di 10 gg ripeto gli esami di alfa-feto-proteina e beta-HCG, nonché transamminasi, fosfatasi alcalina ed elettroforesi presso lo stesso laboratorio, onde permettere un raffronto sensato dei valori.

L'alfa-feto-proteina è diminuita da 59,10 a 54,80.

BetaHCG è sempre < 2 mUI/ml.

Tutti gli altri valori sono nella norma, intorno al valore medio dell'intervallo dei valori normali.

Inoltre, una settimana fa ho effettuato una seconda visita urologica con il primario di un grande ospedale a Milano.

L'urologo non ha riscontrato nulla di anomalo nei testicoli, ma ha individuato un'ernia inguinale in stadio iniziale sulla parte destra. Dalla posizione dell'ernia risulta molto probabile che il dolore al testicolo destro e nella parte bassa del ventre sia stato provocato dalla compressione dei nervi nella zona interessata.

L'urologo mi consigliò di ripetere il marker a distanza di 30gg. Io, comprensibilmente, non potevo aspettare così a lungo.

Come spiegare il valore alterato di AFP? E il fatto che abbia iniziato a calare?

Durante la settimana in cui è avvenuto il primo prelievo ematico per i markers, a causa del dolore, avevo assunto continuamente Aulin, anche 3-4 volte al giorno.

La nimesulide è nota per la sua particolare epato-tossicità. Diversi casi (vedi Irlanda) hanno dimostrato che tale tossicità si verifica anche in seguito a brevi periodi di esposizione verso il farmaco.

L'alfa-feto-proteina viene secreta dal fegato quando è in corso un processo di rigenerazione o degenerazione intensa delle cellule epatiche.

E' plausibile pensare che sia stata la nimesulide ad avere provocato questa alterazione dei parametri del funzionamento del fegato?

Dalle ricerche fatte su banche dati e Internet non ho trovato mai un riferimento diretto nimesulide-alfafetoproteina. Quello che ho trovato è un riferimento più generico: nimesulide - alterazione della funzionalità epatica.

Vorrei sentire una vostra opinione.

Grazie in anticipo.

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Risponde dal 2004 il medico

Dr. Carlo Pastore

Specialista in:
Oncologia medica

Esercita a:
ROMA (RM)

Referente d'area
Indice di partecipazione al sito: 365
indice medicitalia
Caro Utente,

i markers tumorali spesso hanno un significato aspecifico. Non mi è noto (e non credo ci sia) un rapporto diretto tra effetto del nimesulide sul fegato e l'innalzamento dell'alfafetoproteina. Altresì sono note condizioni di assoluta normalità in cui ci siano valori più elevati di tale marcatore. In sostanza l'impiego dei markers deve essere scrupoloso e non al di fuori del controllo nel tempo di patologie neoplastiche già accertate.

Quindi, massima tranquillità

un caro saluto

Dr. Carlo Pastore

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mercoledì 6 giugno 2007
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Risponde dal 2005 il medico

Dr. Salvo Catania

Specialista in:
Chirurgia generale
Oncologia medica

Perfezionato in:
Senologia

Esercita a:
MILANO (MI)
LECCO (LC)
NIZZA MONFERRATO (AT)
PATERNO' (CT)

Referente d'area
Indice di partecipazione al sito: 9349
indice medicitalia
Concordo , come sempre, con il dr. Pastore che non c'è evidenza di una correlazione diretta tra l'uso di nimesulide e l'aumento dell'alfafetoproteina. Forse indirettamente è correlabile all'abuso o uso prolungato del farmaco, ritenuto responsabile recentemente di epatopatie.
Il problema è ancora controverso.
L'alfafetoproteina, è una proteina marker tumorale. Normalmente sintetizzata durante la vita intrauterina dal fegato del feto, la sostanza non è più rintracciabile nella vita adulta. Ricompare in quantità elevata quando è prodotta, in condizioni anomale, da alcuni tessuti tumorali (in particolare tumori epatici, alcuni del testicolo e, in minor misura, polmonari). Moderate variazioni dell’alfafetoproteina sono riscontrabili anche in alcune patologie benigne, come le epatiti croniche.
Cordiali saluti
Salvo Catania
www.senosalvo.com



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giovedì 7 giugno 2007, dopo 23 ore
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Replica dell'
Utente 315xxx
Gentili dottori, vi ringrazio per le vostre risposte.

Vorrei chiedere al dott. Pastore con riferimento a questo passaggio:

"Altresì sono note condizioni di assoluta normalità in cui ci siano valori più elevati di tale marcatore."

se ha personalmente riscontrato una situazione di normalità che presentasse valori di AFP alterati.

Mi perdoni le seguenti ipotesi, frutto naturalmente del mio attuale stato di preoccupazione. In caso di neoplasia, il valore di AFP tende ad aumentare nel tempo? Il fatto che tale valore sia leggermente diminuito nell'arco di 10gg. potrebbe escludere l'origine maligna?

Grazie di nuovo per la vostra preziosa assistenza.



sabato 9 giugno 2007
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