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Il mio medico via telefono mi ha prescritto l'antibiotico dicendomi che è normale che i linfonodi


venerdì 29 dicembre 2006 da Utente 192xxx
Gentili medici, da circa quindici anni dietro la nuca ho una tumefazione simile ad un linfonodo ingrossato. Alcuni anni fa durante una visita ortopedica il medico ha detto che non era niente di grave a volte questi scompaiono da soli. Circa venti giorni fa appena alzata ho riscontrato un'altra piccola tumefazione alla base del collo. Ho subito pensato che si trattasse di un linfonodo, mi sono spaventata moltissimo. Poichè il giorno dopo dovevo effettuare una visita di controllo da un reumatologo per problemi alla cervicale ( ho un inizio di artrosi e un raddrizzamento della colonna cervicale) l'ho detto a lui il quale non mi ha neanche palpeggiato il linfonodo, mi ha detto che poteva trattarsi di un noduletto delle articolazione o qualcosa del genere, non ho ben capito tanto era il sollievo a sentirmi dire che non era grave mentre la tumefazione alla nuca poteva essre una ciste. Nei giorni successivi il piccolo linfonodo a volte sembrava quasi scomparire a volte si percepiva sotto i polpastrelli. Il giorno di Natale palpeggiando in quella zona ho notato che altri linfonodi erano rilevabili. Nel pomeriggio ho iniziato a star male, avevo sensazioni di freddo dolore alle ossa, febbre ancora no, essa è iniziata ed è arrivata a 38° invece il 26 pomeriggio insieme a mal di gola. Ho chiamato la Guardia medica mi ha detto di prendere un antipiretico. Il 27 il mal di gola è aumentato e sono comparse le placche bianche, la febbre è arrivata a 38,5°, i linfonodi ancora ingrossati e un pò dolenti alla palpazione. Il mio medico via telefono mi ha prescritto l'antibiotico dicendomi che è normale che i linfonodi siano ingrossati perchè in quella zona c'è un'infezione. Io tuttavia sono preoccupatissima, ho pensato pure ad una mononucleosi però non mi sento particolarmente stanca come è tipico mi pare della malattia. Voi cosa mi consigliate di fare? Le penso tutte. Dopo 15 anni può quella tumefazione essersi trasformata in qualcosa di grave oppure può essere un problema alla tiroide? Aggiungo che nel mese di agosto ho effettuato delle analisi al sangue i valori erano normali. Ho fatto anche quelli della tiroide Vi do i risultati: TSH 0,99 mIU/mI, FT4 1,39 ng/dL, FT3 5,13 pmol/l, A-TG 13 IU/ml, A-TPO 7,93 IU/mL. Grazie in anticipo per le vostre risposte

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Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

direi che può stare tranquilla al 100%. Le tumefazioni laterocervicali e nella regione testa-collo sono spessissimo conseguenza di patologie del cavo oro-faringeo o delle arcate dentarie. La terapia antibiotica ed antiinfiammatoria risolveranno brillantemente la situazione.

Con i migliori auguri, raccomandando la massima tranquillità

porgo cordiali saluti

Dr. Carlo Pastore

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venerdì 29 dicembre 2006, dopo 5 ore
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Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
gran parte dei linfonodi sono situati nel distretto cervico-facciale e pertanto il rilievo di un linfonodo palpabile in questa regione rappresenta un problema clinico di frequente riscontro in conseguenza di diverse malattie.
Concordo pienamente con l'ipotesi rassicurante prospettata dal dr. Pastore.
Auguri con cordialità
Salvo Catania
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venerdì 29 dicembre 2006, dopo 8 ore
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(id: 23297)
Gentile utente

concordo con quanto affermato dai colleghi sulla

importanza clinica delle linfoadenopatie in oncologia.

L'ingrossamento dei linfonodi puo'essere dovuto a molte

malattie e non necessariamente a tumori pertanto risulta

difficile affermare il loro riscontro diagnostico come

fattore di rischio per l'insorgere di neoplasie maligne.


DOTT.VIRGINIA A.CIROLLA


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sabato 30 dicembre 2006, dopo 17 ore
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Dr. Filippo Alongi

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Carissima utente,
sono in totale accordo con i miei colleghi.
Le tumefazioni linfonodali possono essere presenti da anni e non essere associate a nessun tipo di mallattia, clinicamente manifesta o silente. L'improvvisa insorgenza di un evento influenzale, con sovrainfezione batterica, o qualche altra infezione acuta, può risvegliare queste sedi linfoghiandolari, che vengono coinvolte direttamente nel processo infiammatorio-infettivo, ingrossandosi e diventando talora dolenti alla palpazione. La sua sintomatologia risulta chiara e scevra di sospetti di altra natura, per quello che ci viene riportato dalle sue parole. Pertanto non mi preoccuperei più di tanto e aspetterei la fase discendente dell'infezione acuta, magari con l'ausilio di antinfiammatori non steroidei, antibiotici e, se necessario, antipiretici.
Cordialità e buone feste

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domenica 31 dicembre 2006
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Utente 192xxx
Gentili medici, vorrei aggiornarvi sulla mia situazione. Per curare l'infezione alla gola il medico curante mi ha prescritto delle iniezioni di penicillina per 6 giorni. Ieri ho fatto l'ultima, sto senz'altro meglio, da 3/4 giorni non ho più febbre tuttavia sono ancora molto preoccupata perchè i linfonodi di cui vi ho parlato si sono ridimensionati ma non scomparsi del tutto e sento ancora un pò di fastidio alla gola. A questo punto vi chiedo: che tipo di esami dovrei fare?

giovedì 4 gennaio 2007
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Dr. Carlo Pastore

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Cara Utente,

io direi di stare assolutamente tranquilla. Infatti il ridimensionamento linfonodale non è immediato. Occorre un certo lasso di tempo perchè tutto ritorni alla normalità. Direi che potrebbe comunque essere utile protrarre l'antibiotico per ulteriori due somministrazioni ed abbinare un antiinfiammatorio (ad esempio Froben da 100 mg, 1 confetto dopo pranzo ed uno dopo cena per 5 giorni).

Cari saluti e buon anno

Dr. Carlo Pastore

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giovedì 4 gennaio 2007, dopo 3 ore
replica #6  -  Segnala allo staff
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Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
i linfonodi se si sono "ridimensionati" vuol dire che hanno risposto alla terapia. Solitamente si rendono
non palpabili dopo medi e talvolta lunghi tempi (esempio dopo una mononucleosi.)
Cordiali saluti
www.senosalvo.com


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giovedì 4 gennaio 2007, dopo 7 ore
replica #7  -  Segnala allo staff
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(id: 23297)
Gentile utente


condivido quanto affermato dal Dott.Catania sul significato clinico dei LINFONODI responsivi alle terapie e che quindi morfologicamente rientrano nella normalita'.
Il riscontro ispettivo e' non palpabile dopo infiammazioni o particolari infezioni che li coinvolgono.



DOTT.VIRGINIA A.CIROLLA



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giovedì 4 gennaio 2007, dopo 3 ore
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Utente 192xxx
Gentili medici, sollecito ancora un vostro consiglio perchè non sono ancora uscita da quello che ormai definisco un incubo che mi accompagna da un mese. E' normale che ancora i linfonodi non siano scomparsi del tutto? Circa 18 giorni fa mi sono rivolta ad un otorinolaringoiatra il quale mi ha visitato dicendomi di stare tranquilla che i linfonodi sarebbero scomparsi da soli, mi ha prescritto 3 giorni di antinfiammatorio e degli integratori alimentari che rafforzano le difese immunitarie. Io vivo in uno stato ansioso perenne, è vero che i linfonodi si sono ridimensionati parecchio, alcuni sono minuscoli e appena percettibili al tatto, qualcun altro a volte neanche si sente, è, invece, più palpabile (delle dimensioni di un chicco di caffè) quello che avevo notato per primo. Fra l'altro l'otorino mi ha detto di non toccarli ma io ho sempre il pensiero lì e spesso li tocco. Cosa devo fare? Eseguire degli esami? E quali?

domenica 21 gennaio 2007
modificato dopo 2 minuti
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Risponde dal 2007 il medico

Dr. Filippo Alongi

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Cara Signora,
mi sento di tranquillizzarla e di avere maggiore fiducia nei colleghi che l'hanno seguita e continuano a consigliarla anche in questo forum.
Le "adenomegalie" o ingrossamenti linfonodali che hanno risposto alle terapie antibiotiche e antinfiammatorie in questo lasso di tempo alquanto breve, depongono chiaramente per un comportamento di tipo infettivo-infiammatorio. Il fatto che non scompaiano completamente è legato proprio alla fisiopatologia delle flogosi che lascia in situ, nei linfonodi, una situazione di lieve congestione e dilatazione post-infiammatoria. Molto volgalrmente è come se i linfonodi rimanessereo "risentiti" dal processo, anche se questo non è più in atto. Spesso ci vogliono anche mesi per ridimensionare completamente le dimensioni di un linfonodo ingrossato per eventi infiammatori e/o infettivi.

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lunedì 22 gennaio 2007, dopo 12 ore
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Utente 192xxx
Gentili medici ho ritirato stamattina le analisi al sangue è sono risultata positiva al test della mononucleosi, la V.E.S. è nella norma, PCR pure, anche l'emocromo è normale come pure TSH, FT3, FT4, A-TG, A-TPO. La mia domanda è questa: in qualche parte di questo forum ho letto che il virus Epstein Barr, responsabile della mononucleosi anche quando la malattia è passata rimane nascosto, si annida nelle cellule distruggendone alcune e quindi potrebbe provocare altri danni all'organismo. Il direttore del laboratorio di analisi mi ha detto di stare tranquilla, ma io ancora non lo sono. Voi cosa dite?
P.S. Volevo chiedere un nuovo consulto alla sezione infettivologia, ma l'accesso non era consentito per eccesso di richieste.

giovedì 25 gennaio 2007
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professionista non più iscritto
(id: 10161)
Sarebbe opportuno che indicasse gli esami eseguiti, con I valori di riferimento del laboratorio che li ha eseguiti. Sono risultata positiva al test della mononucleosi, per il resto (emocromo, VES, PCR, e ormoni tiroidei) era tutto nella norma.

da circa quindici anni dietro la nuca ho una tumefazione simile ad un linfonodo ingrossato.
venti giorni fa appena alzata ho riscontrato un'altra piccola tumefazione alla base del collo.
Il virus della mononucleosi può innescare anche le artriti reattive “problemi alla cervicale”
“(il primo mi era comparso all'improvviso circa 15 giorni prima)”.
Lei potrebbe aver avuto una riacutizzazione della mononucleosi, presentata la malattia, molto tempo prima, passata inosservata; la mononucleosi, come sintomatologia, sembra una tonsillite, faringite, laringite, con alcune differenze, che solitamente, non vengono cercate, soltanto nel caso di una permanenza dei sintomi, vengono eseguiti gli esami, e non sempre. Il virus rimane in forma latente in quei linfonodi “rigonfiati”, si riattiva periodicamente, producendo “tonsillite con febbre oltre i 38 gradi, placche, e rigonfiamento dei linfonodi del collo” ed ha la capacità di innescare patologie importanti, che lentamente si verificheranno successivamente, nella fase di latenza, l’organismo segnala la presenza del virus, che lo sta alterando con sintomi vaghi e aspecifici, che vanno attentamente analizzati, ed indirizzati verso una diagnosi precisa, in modo da prevenire le malattie ben conosciute, di cui lui ne è il responsabile.
“I linfonodi però anche se un pò si erano ridimensionati, ancora erano palpabili. ho ancora questi linfonodi palpabili, qualche fitta all'inguine e sotto le ascelle,” Quei linfonodi, non si sgonfiano da soli, nel loro interno alberga il virus.
Il virus,conoscendo le sue caratteristiche, va sempre portato via, per eseguire questo lavoro, occorre evidenziarlo, calcolare esattamente la quantità, monitorizzarlo, stabilire quali altri agenti patogeni ha fatto entrare, analizzare lo stato del sistema immunitario, seguire la sua eliminazione, essere sicuro della sua eliminazione.
I linfonodi si sgonfieranno quando il virus e chi lo accompagna, saranno eliminati dall’organismo.
Saluti Alberto Moschini

moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it







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domenica 11 febbraio 2007
replica #12  -  Segnala allo staff
 

 

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