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Dichiarare interdetto


mercoledì 9 novembre 2011 da Utente 228xxx
Gentilissimi
Sono il fratello di un ragazzo che fin dalla nascita ha avuto problemi psichici adesso ha 40 anni ,vive presso mia madre 85 anni vedova ,tutti i fratelli sono sposati,percio in questa abitazione vivono mia madre e il figlio che ha questi problemi .inutile dire che fin da quando era bambino ci siamo adoperati.
le tappe:
1)da bambino visite specialistiche(da dieci anni prende la pensione)
2)da giovane diverse comunita ma dopo qualche mese e rientrato a casa
3)da adulto in una comunita si trovava bene ma dopo 6 mesi di nuovo rientro a casa
4)il problema non e solo di natura economica chiede sempre denaro alla madre con minacce qualche volta sono intervenuti i carabinieri diverse volte e stato portato in ospedale con obbligo di farmaci 15 giorni ,ma dopo il rientro il problema si ripropone.
5)e seguito dagli assistenti sociali, a da usl specialistica pischiatria,ma non abbiamo ancora risolto
6)a breve avro un incontro con il responsabile pischiatra USL tutto questo e dettato dal fatto che temo per la incolumita fisica di mia madre,che di continuo riceve minacce .
Chiedo che tipo di percorso si puo fare per allontanare mio fratello in modo definitivo. Grazie per l'aiuto.

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Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

credo che a tutela del fratello, e di ogni altra persona, si debba agire nell'ottica di un tutore che prenda decisioni terapeutiche condivise con il servizio psichiatrico e con la famiglia.

Direi che l'incontro con il responsabile dell'USL è il primo passo verso questa direzione.

Cordialmente
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mercoledì 9 novembre 2011, dopo 1 ore
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

vi sono diverse possibilità per poter tutelare suo fratello e sua madre.

Considerare l'allontamento in modo definitivo non dovrebbe essere un obiettivo condivisibile in quanto attiene ad una richiesta che non supporta la cura e la curatela del paziente che, in quanto tale, ha difficoltà oggettive di gestione del proprio modo di essere e della relazione con altre persone.

Di fatto, il suo diritto può essere quello di vivere nella casa familiare, se la situazione non dovesse essere sopportabile, in accordo con gli psichiatri referenti, è possibile prospettare situazioni di cura in luoghi differenti che potrebbero chiedere la compartecipazione di più figure istituzionali (Comune, ASL, etc...) nonchè una compartecipazione economica da parte della famiglia di origine o del paziente stesso.


Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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mercoledì 9 novembre 2011, dopo 2 ore
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Dr. Franca Scapellato

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Gentile utente,
il problema di suo fratello è cronico e purtroppo coinvolge pesantemente la famiglia.
Non dice se tra un ricovero obbligatorio e l'altro suo fratello assume regolarmente farmaci antipsicotici, per bocca o per iniezione depot (che in questo caso forse sarebbe la soluzione più adatta, un'iniezione ogni 2-3 settimane); se è aggressivo con vostra madre, probabilmente la terapia non è sufficiente o non è assunta per niente. Non si tratta solo di calmanti, ma di una vera e propria cura, che però per essere efficace richiede una somministrazione continua e regolare.
Nelle scelte e nelle decisioni va coinvolta anche la mamma, se no rischiate di fare bei programmi, voi e il servizio psichiatrico, ma di non riuscire ad attuarli.
Cordiali saluti


Franca Scapellato
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mercoledì 9 novembre 2011, dopo 28 minuti
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Replica dell'
Utente 228xxx
Molte grazie per avere risposto
Premetto che mio fratello e stato sempre aiutato dai componenti familiari .
mio fratello prende una pensione di invalidita che la spende tutta ad alcol e dopo chiede denaro alla madre con minacce.
Mia madre si e sempre occupata di questo problema ,ma siamo fortemente preoccupati ,per l'incolumita di nostra madre,siamo diversi fratelli
e tutti decisi a risolvere.
mio fratello e stato ricoverato con obblico di farmaci iniezione e si e calmato ,ma il problema poco dopo persiste,abbiamo pensato ad una soluzione radicale di allontanarlo dalla madre .
non conoscendo le leggi che regolano questo mi sono rivolto a Voi .
il primo passo puo essere dichiararlo interdetto,poi il giudice puo nominare un tutore che si occupi di mio fratello.ecc....
il tutto lo dobbiamo fare in fretta perche puo succedere un incidente.

Grazie

giovedì 10 novembre 2011
replica #4  -  Segnala allo staff
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Per l'interdizione deve rivolgersi ad un avvocato che può intraprendere il lavoro previsto per lo svolgimento della pratica.

E' opportuno supportare la tesi per l'interdizione facendosi assistere anche da un medico, preferibilmente specialista in psichiatria.

E' opportuno considerare che il giudice può avvalersi di un suo consulente tecnico per la valutazione della situazione e che la richiesta finale può non essere accolta.

E' possibile allontanare suo fratello da sua madre attraverso la valutazione specifica dei servizi pubblici di zona, solitamente è preferito il consenso anche del paziente.



Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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giovedì 10 novembre 2011, dopo 53 minuti
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