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Ossessioni e ansia


giovedì 29 marzo 2012 da Utente 243xxx
Buongiorno Dottori,

vorrei spiegarvi la mia situazione per avere un consiglio su come agire al meglio;
ho 27 anni e mi sento male da circa 4 mesi; la mia vita non è più quella di prima; premetto che non ho avuto problemi rilevanti in famiglia ho un buon lavoro e sono circondato da buone persone; circa 4 mesi fa inizio a soffrire di un disturbo gastrointestinale dapprima con dolori occasionali e poi dolori sempre piu forti; mi sono deciso per una visita dal gastroenterologo e mi ha prescritto una cura che io ho seguito alla lettera tuttavia non ho effettuato alla prima visita alcun esame diagnostico di rilievo, da qui è partito il mio calvario perchè nonostante la cura abbia di molto attenuato i sintomi e i dolori nella mia mente di è come insinuato un pensiero costante per il tipo di disturbo di cui soffro; da qui poi ho iniziato a cercare su internet informazioni sul tipo di malattia che potrei avere vari sintomi etc...da qui come potete immaginare è uscito di tutto e questo non ha fatto altro che aggravare la mia ansia; praticamente vivevo nell'attesa di fare degli esami per capire il tipo di problema che avevo; ora ne ho fatti alcuni e sono risultati negativi; la settimana prossima avrò la gastroscopia. I miei pensieri si concentrano sempre sul mio stato di salute su cosa posso avere e questo mi crea uno stato mentale veramente precario anche il lavoro ne ha risentito; continuo a parlare con tutti dei miei problemi (forse è una valvola di sfogo?) tutti mi dicono che non devo preoccuparmi che non ho niente (q questo l'ho capito anchi'io) so che i miei pensieri sono irrazzionali tuttavia non riesco a farmeli uscire dalla testa; in questi mesi ho sempre pensato (quando mi farò la gastroscopia e saprò di preciso qual'è il mio problema tutta quest'ansia mi passerà)...potrebbe essere una cosa realizzabile? Vorrei smettere di prendere farmaci capire cosas ho o non ho e ritornare alla mia vita ma ci sono giorni in cui questa cosa mi sembra difficile sopratutto a quando ripenso al passato e a quanto stavo bene

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Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Valeria Randone

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Psicologia

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Gentile Utente,
oltre all'aspetto organico, sicuramente da attenzionare, l'aspetto psichico andrebbe analizzato e supportato durante questa delicatissima fase di accertamenti.
I "pensieri irrazionali", non escono dalla testa semplicemente, come lei scrive, ma necessitano di una diagnosi clinica e di cure mirate.
Il pregresso benessere può sicuramente essere ristabilito, comprendendo soprattutto cosa le ha causato questo momneto di disagio

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
www.valeriarandone.it
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giovedì 29 marzo 2012, dopo 9 minuti
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Dr. Flavia Massaro

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Gentilissimo,

prima di sviluppare il disturbo gastrointestinale per il quale si sta sottoponendo a visite ed esami non ha mai sofferto di ansia in alcun modo?

In quel momento (4 mesi fa) non è proprio cambiato nè accaduto nulla di particolare?
Ha in previsione dei cambiamenti importanti?

Se infatti il disturbo sarà inquadrato come psicosomatico è plausibile che derivi da una situazione di tensione psicologica e/o da altri problemi sempre però di natura non fisica.

In passato si è mai preoccuapato eccessivamente di qualche altro disturbo fisico che ha colpito lei o persone a lei vicine?


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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giovedì 29 marzo 2012, dopo 0 minuti
modificato dopo 2 minuti
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Utente 243xxx
Innanzitutto grazie per le vostre risposte per rispondere al Dr. Flavia Massaro:

-prima di sviluppare il disturbo gastrointestinale per il quale si sta sottoponendo a visite ed esami non ha mai sofferto di ansia in alcun modo?

-diciamo di no; posso dirle che sono sempre stato una persona attenta al mio stato di salute a volte ho avuto dei comportamente possiamo dire lievemente ipocondriaci ma questi pensieri sono sempre stati sporadici e non mi hanno mai disturbato; diciamo che a fronte di un problema ho sempre cercato di trovare tutte le possibili cause.

-In quel momento (4 mesi fa) non è proprio cambiato nè accaduto nulla di particolare?
Ha in previsione dei cambiamenti importanti?

Le uniche cose che posso dirle prima di questi 4 mesi è che nel mese precedente ho avuto un momento abbastanza stressante al lavoro dovuto all'assenza improvvisa di un collega che si è protratta per un pò; ho avuto poi un forte capogiro sul lavoro e questo mi ha spaventato parecchio (ho fatto degli esami e era tutto ok alla fine) sembrava uno sbalzo di pressione o un colpo di caldo e ho dovuto far operare d'rugenza il mio cane per una torsione gastrica; questi sono stati i momenti piu stressanti.

-In passato si è mai preoccuapato eccessivamente di qualche altro disturbo fisico che ha colpito lei o persone a lei vicine?

Ho sempre avuto attenzione verso i problemi di salute delle persone ho molta empatia e se posso cerco di aiutare gli altri e stare vicino come posso (sono volontario CRI) a volte mi preoccupo per le loro sofferenze ma non mi ha mai dato particolari problemi questo tipo di situazione

Grazie infinite

giovedì 29 marzo 2012, dopo 27 minuti
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Dr. Valeria Randone

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L'ansia può essere slatentizzata da fattori traumatici, cioè stare sopita a lungo e venire fuori in concomitanza a danni organici.

"Ho sempre avuto attenzione verso i problemi di salute delle persone ho molta empatia e se posso cerco di aiutare gli altri e stare vicino come posso (sono volontario CRI) a volte mi preoccupo per le loro sofferenze ma non mi ha mai dato particolari problemi questo tipo di situazione"

Forse schermarsi un pò potrebbe essere utile, a volte la troppa empatia , se non si è attrezzati psichicamente, non aiuta!


Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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giovedì 29 marzo 2012, dopo 3 minuti
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Dr. Armando De Vincentiis

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(..)nella mia mente di è come insinuato un pensiero costante per il tipo di disturbo di cui soffro (..)

gentile utente, a volte i problemi possono essere creati dal nulla, partendo da semplici ipotesi che assumono un effetto valanga ogni volta che li riportiamo alla mente
legga qui
http://www.medicitalia.it/a.devincentiis/news/895/La-trappola-delle-oss
lo stesso meccanismo si impianta per la paura dei malanni.
se avessi questa malattia? ci diciamo e da lì comincia il processo.
saluti


Dr. Armando De Vincentiis
Psicologo-Psicoterapeuta
www.psicoterapiataranto.it
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giovedì 29 marzo 2012, dopo 1 ore
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Utente 243xxx
Gentili Dottori,

ho letto molto attentamente le vostre risposte, cosa mi consigliate di fare? Ora sono in attesa dell'esame "principe" che dovrà dirmi se ho qualche malattia di tipo fisico o meno e lo farò la settimana prossima; io mi dico sempre che dopo questo esame starò bene perchè saprò che tipo di problema avrò precisamente; ma non so se questo sarà possibilie perchè capisco che le emozioni non sono un interruttore che si può spegnere o accendere sopratutto quelle negative; secondo voi una diagnosi precisa potrà giovare al mio stato d'animo e quindi se non altro farmi passare questi pensieri ossessivi? o avrò probabilmente bisogno di un aiuto? come dicevo sono ormai 4 mesi che vivo una situazione di disagio e anche le persone che ho intorno faticano a capire i miei stati d'animo così tormentati...


Grazie

giovedì 29 marzo 2012, dopo 10 minuti
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Dr. Rosa Riccio

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Gentile utente,
aspetti la prossima settimana, se crede.
Nel frattempo provi a riflettere sul fatto che questa attenzione selettiva alla sua salute fisica e ai sintomi corporei non le sta facendo bene e non le ha fatto bene negli ultimi 4 mesi. E' questa attenzione che alimenta, probabilmente, una serie di pensieri negativi e di paura intensa che le fanno immaginare di avere o di poter sviluppare malattie gravi.

Provi a dare un occhio a questo articolo http://www.medicitalia.it/rosa.riccio/news/385/Ipocondria-sintomi-e-cau

un caro saluto

Dr.ssa Rosa Riccio
Psicologa-Psicoterapeuta, perfezionata in psicopatologia forense
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giovedì 29 marzo 2012, dopo 11 minuti
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Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Flavia Massaro

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MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

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"I miei pensieri si concentrano sempre sul mio stato di salute su cosa posso avere e questo mi crea uno stato mentale veramente precario anche il lavoro ne ha risentito"

Il fatto di essere concentrato così tanto sul suo fisico ostacola comprensibilmente lo svolgimento delle sue attività quotidiane e costituisce un rischio per lo sviluppo di situazioni patologiche di questo tipo: e
http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1219/Sono-ipocondriaco-o-

Si riconosce in quello che è descritto nell'articolo?

Lei ci ha detto anche questo:
"continuo a parlare con tutti dei miei problemi (forse è una valvola di sfogo?)"

Paradossalmente il fatto di essere così preoccupato le consente di richiedere e ottenere più attenzione da parte degli altri, cosa che in casi presumibilmente più gravi del suo costituisce di per sè un problema perchè ostacola la risoluzione dei sintomi.
Lei però non mi sembra correre questo rischio, a meno che non riesca a farsi dare retta solo adesso che ha un motivo serio per chiedere attenzione.
Penso che la sua sia semplicemente una richiesta di rassicurazione che estende a tutti quelli che la possono ascoltare, e che non avrà spero più motivo di esistere quando avrà fatto la gastroscopia.

"secondo voi una diagnosi precisa potrà giovare al mio stato d'animo e quindi se non altro farmi passare questi pensieri ossessivi? o avrò probabilmente bisogno di un aiuto?"

Non glielo sappiamo dire: se in precedenza lei è sempre stato una persona equilibrata e non ha mai sofferto d'ansia è probabile che ci troviamo di fronte semplicemente ad un periodo in cui è andato in crisi a partire da un motivo oggettivo che l'ha molto turbata (il malessere fisico).

Ci ha però riferito di precedenti "comportamenti lievemente ipocondriaci" che potrebbero indicare la presenza di uno stato d'ansia protratto nel tempo, e che potrebbe essere la causa dei sintomi gastrointestinali che la affliggono e che non sono scomparsi assumendo la terapia prescritta dal gastroenterologo ("nonostante la cura abbia di molto attenuato i sintomi e i dolori nella mia mente di è come insinuato un pensiero costante per il tipo di disturbo di cui soffro").

A questo punto le direi di aspettare la gastroscopia, visto che è fissata per la prossima settimana, per sapere se il suo stomaco è sano o meno (augurandole che sia così) e di vedere come si sentirà in seguito.

Nel caso in cui lo stato che ci ha descritto persistesse sarà opportuno che lei chieda un consulto psicologico per fare il punto della situazione e decidere come intervenire.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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giovedì 29 marzo 2012, dopo 9 ore
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Utente 243xxx
Buongiorno Dottori,
vorrei aggiornarvi sullo stato dell'arte così da poterne ricavare qualche ulteriore consiglio;

Allora ho eseguito gli esami di accertamento del caso effettivamente una patologia mi è stata diagnosticata ovvero gastrite antrale non erosiva una piccola ernia iatale e una leggera infiammazione dello stomaco; nulla di grave ad ogni modo mi è stato confermato dal medico di base sia dal gastroenterologo; una situazione in cui si trovano molte persone a causa di vari fattori della vita (stress, cattiva alimentazione etc...) ho da continuare la mia terapia farmacologica ancora per qualche mese.

Ma veniamo al punto ora diciamo sono più tranquillo rispetto a prima di fare l'esame nel senso che ho capito di non avere niente di grave e posso dire che gli stati d'ansia che avevo prima si sono attenuati; tuttavia non sono passati; alcuni persone mi hanno detto che sono in questo stato perchè nei 4 mesi che ho aspettato per gli esami ho accumulato un sacco di ansia e preoccupazione e ci vorrà del tempo per smaltirle; ora diciamo che vado un pò a giorni certo stò meglio di prima ma non come prima....vorrei capire se secondo voi è una situazione che posso risolvere da solo ovvero con il tempo passerà oppure se è meglio che mi rivolga a un esperto per spiegare la situazione e ricevere un aiuto;

Grazie di nuovo

giovedì 19 aprile 2012
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Dr. Rosa Riccio

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"Ma veniamo al punto ora diciamo sono più tranquillo rispetto a prima di fare l'esame nel senso che ho capito di non avere niente di grave e posso dire che gli stati d'ansia che avevo prima si sono attenuati; tuttavia non sono passati; "

Gentile utente,
se l'ansia non passa ma permane, sebbene con differenti livelli di intensità, è bene trattarla.
Le consiglio di avviare una consultazione con uno psicoterapeuta.

un caro saluto



Dr.ssa Rosa Riccio
Psicologa-Psicoterapeuta, perfezionata in psicopatologia forense
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 15 minuti
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Utente 243xxx
Gentile dottoressa grazie della risposta,

aspetterò ancora qualche giorno per vedere come si evolve la situazione e se non noterò miglioramenti apprezzabili seguirò il suo consiglio;

so che è una domanda molto soggettiva tuttavia vorrei farla lo stesso, mediamente in quante sedute si può risolvere un problema d'ansia simile al mio?

La ringrazio molto

giovedì 19 aprile 2012, dopo 10 minuti
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Dr. Rosa Riccio

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Carissimo, le tempistiche variano da caso a caso quindi è davvero molto difficile risponderle. Quello che le posso dire è che alcuni approcci terapeutici, come ad esempio quello cognitivo comportamentale, prevedono che in fase iniziale di trattamento, dopo una valutazione preliminare del caso, vengano concordati tempi e obiettivi dell'intervento con il paziente, in modo tale che ci sia massima trasparenza e condivisione rispetto al lavoro che si farà e rispetto ai tempi previsti.
Spero di esserle stata d'aiuto

un caro saluto

Dr.ssa Rosa Riccio
Psicologa-Psicoterapeuta, perfezionata in psicopatologia forense
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 4 minuti
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Dr. Valeria Randone

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Non si possono fare previsioni in ambito psichico.
i percorsi terapeutici sono molto soggettivi e ipendono da tantissime variabili, non ultima la relazione terapeuta-paziente, l'alleanza terapeutica, l'empatia, i meccanismi di difesa, la struttura di personalità del paziente, il significato simbolico che assume nell'economia psichica, l'ansia ecc....
Vada con fiducia, verdà che un avolta iniziato il percorso, troverà i primi benefici.

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 1 minuti
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Dr. Flavia Massaro

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MARIANO COMENSE (CO)

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"mi è stata diagnosticata gastrite antrale non erosiva una piccola ernia iatale e una leggera infiammazione dello stomaco (...) una situazione in cui si trovano molte persone a causa di vari fattori della vita (stress, cattiva alimentazione etc...) "

Vorrei sottolineare il fatto che i medici stessi le hanno detto che i sintomi dei quali soffre hanno una presumibile natura psicosomtica e che quindi lei fisicamente è sano e sta molto probabilmente "scaricando" le sue tensioni sullo stomaco.
La sua ansia quindi si esprime anche sul piano corporeo causandole questo tipo di disturbi (almeno per quanto riguarda la gastrite, si tratta di un quadro clinico molto comune).

Ovviamente una psicoterapia inciderà favorevolmente su entrambe le manifestazioni dell'ansia, psichiche e corporee.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 6 minuti
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Dr. Maria Luisa Abbinante

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BUSTO ARSIZIO (VA)

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Gentile utente,
non mi sembra che l'ansia da lei descritta sia imputabile "semplicemente" ad una preoccupazione fisica altrimenti, com lei stesso aveva anticipato, sarebbe scomparsa dinanzia alla negatività dell'esame o, comunque, alla assenza di una situazione di reale gravità.

<alcuni persone mi hanno detto che sono in questo stato perchè nei 4 mesi che ho aspettato per gli esami ho accumulato un sacco di ansia e preoccupazione e ci vorrà del tempo per smaltirle

Sicuramente il fatto di essere stato concentrato sulla presunta malattia per 4 mesi non aiuta, ma mi pare di capire che comunque, sebbene non in maniera continuativa come prima, comunque lei sperimenti degli stati di ansia importante..... questo avvalora ancora maggiormente a mio avviso l'idea che l'ansia descritta non sia imputabile "semplicemente" ad una preoccupazione fisica.

Le consiglio, per questo, di rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta che la aiuti a comprendere cosa, nei suoi modi di fare esperienza, la porta a sperimentare questa difficoltà.

Dr.ssa Maria Luisa Abbinante
psicologa, trainee psicoterapia
www.psico-milano.org
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 50 minuti
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Replica dell'
Utente 243xxx
Prima di 4 mesi fa non ho mai avuto particolari stati d'ansia, sono stato stressato per molto tempo a causa del lavoro ma mi pareva di poter sopportare il carico tranquillamente...nonostante la situazione mi pareva di stare bene di andare alla grande....poi piano piano ha iniziato a peggiorare la situazione con la comparsa dei primi sintomi intestinali e il continuo rimuginare su di essi ...forse ho chiesto troppo alla mia mente senza accorgermene e ora ne stò pagando il prezzo....non so se è questo che intendete;

ora faccio fatica a ritrovare il mio equilibrio di sempre e questo pensiero mi fa arrabbiare perchè anche se cerco di autoconvincermi che alla fine non ho niente di grave comunque ogni tanto l'umore cala e non mi sento tranquillo e felice...

probabilmente dovrò seguire il vostro consiglio o almeno provarci non è comunque una scelta facile..

giovedì 19 aprile 2012, dopo 22 minuti
replica #16  -  Segnala allo staff
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Dr. Flavia Massaro

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Più che di "ritrovare il suo equilibrio di sempre" il suo obiettivo potrebbe essere di trovare un nuovo e diverso equilibrio.

Dal momento che quello che ci ha riferito fa supporre un preesistente substrato ansioso/ipocondriaco sul quale si può essere innestata la sua reazione ad un periodo stressante, che ha generato i sintomi descritti, sarebbe importante scardinare i meccanismi che hanno fin qui generato in lei l'ansia, sia quando si trattava di qualcosa che emergeva solo a momenti sia quando ha preso la forma di un malessere più intenso.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 41 minuti
modificato dopo 3 minuti
replica #17  -  Segnala allo staff
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Utente 243xxx
Penso che abbia colto nel segno quale sia il mio desiderio; quello di cercare di capire per poter migliorare la mia personalità e qualità della vita...magari ancora meglio di prima .

Speriamo che con una buona terapia questo possa verificarsi quanto prima.

Un'ultima domanda a vostro avviso meglio rivolgersi al pubbilico o al privato per un problema come il mio?

Grazie

giovedì 19 aprile 2012, dopo 55 minuti
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Dr. Flavia Massaro

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MARIANO COMENSE (CO)

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Non è possibile darle una risposta assoluta: esistono buoni servizi pubblici che garantiscono una certa continuità terapeutica e servizi oberati di lavoro che le "concederebbero" solo pochi colloqui.

Visto che - stando a quanto ci dice - il suo non è un caso grave c'è la possibilità che non venga seriamente preso in carico, ma può comunque provare.

Il vantaggio del privato consiste nel poter scegliere il professionista anche in base al suo curriculum e concordare gli appuntamenti in orari che di solito il pubblico non garantisce.

Ad ogni modo se intende contattare un nostro collega che lavora privatamente può reperire alcuni nominativi all'interno dell'elenco degli iscritti al sito:
www.medicitalia.it/specialisti/Psicologia


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
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giovedì 19 aprile 2012, dopo 6 ore
modificato dopo 6 minuti
replica #19  -  Segnala allo staff
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Utente 243xxx
Buona sera dottori, volevo aggiornarmi sulla mia situazione; dopo aver fatto gli opportuni esami mi sono rivolto a un terapeuta nella mia zona; la situazione è migliorata, diciamo che controllo un pò meglio le mie ansie tuttavia in questi giorni a seguito di una sospensione del medicinale per lo stomaco che ho fatto di mia iniziativa (pensavo di stare bene) i dolori sono ricomparsi e con essi anche alcuni pernsieri...vorrei raccontarvi cosa mi succede ora (ne parlerò anche la settimana prossima con la mia terapeuta) ma vorrei un vostro parere....ovvero è possibile che l'ansia mi crei inappetenza?
Nel senso cheè un pò che mangio per mangiare non mangio con gusto come invece ho sempre fatto, non provo più l'acquolina in bocca...questa situazione mi crea non poco disagio perchè per me mangiare è sempre stato un grande piacere e ora appena mi siedo a tavola mi prende fiato corto agitazione...io penso che sia proprio un discorso a livello nervoso non so se può essere legato in qualche maniera ai medicinali che prendo per lo stomaco o alla gastrite...

sembra che appena risolvo un pensiero negativo me ne deva subito uscire un'altro...è incredibile...

vorrei sentire un vostro gentile parere

grazie!

venerdì 18 maggio 2012
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Dr. Roberto Callina

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Caro ragazzo,

il consiglio migliore che mi sento di darle è di attendere la prossima settimana per parlarne con il suo terapeuta.

E' bene che sia lui il suo riferimento visto che state portando avanti un percorso che rischierebbe di perdere di continuità se noi ci "intromettessimo" nella terapia.

Ognuno di noi ha un suo particolare modo di lavorare, dettato in parte dalla formazione, dall'orientamento teorico, e in parte dal suo personale modo di essere come persona; è bene, quindi, che il lavoro che sta portando avanti il collega non sia "inquinato" da altri giudizi esterni... questo non per cattiva volontà ma per il suo stesso bene.

Un caro saluto


Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia dinamica - milano
www.robertocallina.com
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sabato 19 maggio 2012
replica #21  -  Segnala allo staff
Risponde dal 2010 lo psicologo

Dr. Flavia Massaro

Risponde in:
Psicologia

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MILANO (MI)
MARIANO COMENSE (CO)

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Ha fatto bene a rivolgersi ad uno psicologo anche di persona, ma deve avere chiaro che un intervento psicoterapeutico richiede comunque del tempo e che è necessaria un po' di pazienza per risolvere tutto.

Sicuramente l'ansia può anche far passare l'appetito, perchè quando una persona si sente tesa e magari soffre di gastrite e/o reflusso difficilmente si accosta al cibo senza pensieri.

Le consiglio di parlare con il suo medico della sospensione del medicinale che ha attuato di sua iniziativa per stabilire se sia o meno il caso di ricominciare ad assumerlo, valutando il rapporto costi-benefici di questa scelta.


Dr.ssa Flavia Massaro, psicologa
Riceve a Milano e Mariano C.se (CO)
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domenica 20 maggio 2012
replica #22  -  Segnala allo staff
 

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