Utente 121XXX
Egregi Dottori, nel dicembre 2000 ho chiesto consulto ad un urologo per una sensazione di dolore provata a causa di una stimolazione manuale forte e prolugata da parte della mia compagna nei momenti dell'eiaculazione e nel minuto successivo. In pratica, riportai una sensazione di dolore a causa di un'intensa stimolazione tattile durante il periodo refrattario.
Con molta fretta mi fu detto di applicare del Gentalyn Beta una volta alla sera prima di dormire per 7 giorni. Non mi fu assolutamente mai detto di prestare attenzione alla quantita' applicata.
Per le prime due sere mi limitai ad applicare una quantita' simile alla dose di dentifricio che si applica su uno spazzolino da denti.
Ritraevo il prepuzio per scoprire il glande, facevo uscire la crema dal tubetto, la appoggiavo sul solco balano-prepuziale, spalmavo la crema sul glande, riposizionavo il prepuzio a riposo sopra il glande e rimuovevo la crema in eccesso che veniva spinta fuori sulla punta del pene (nei pressi del meato urinario) durante il riposizionamento del prepuzio.
Tutto in quelle sere fu normale, non notai nessun cambiamento visibile e soprattutto tattile della parte interessata.
La terza sera applicai di nuovo la crema come al solito, ma al momento di spalmare il prodotto sul glande mi soffermai sulla sensazione piacevole che provavo e iniziai a masturbarmi.
Per circa 40 minuti, continuai a masturbarmi con vigore e piacere, stimolando tutti i miei punti erogeni (corona del glande, lato interno del prepuzio, zona frenulare) e continuando ad applicare molta crema come se fosse un lubrificante, consumandone mezzo tubetto.
Ebbi un orgasmo piacevole e vigoroso come sempre, identico a quelli che avevo sempre provato.
Mi lavai e riapplicai ancora una volta una dose di crema, prima di addormentarmi.
La mattina dopo mi ritrovai con il pene completamente rinsecchito, di un colore estremamente pallido, scarsamente irrorato di sangue e con il prepuzio completamente incollato al glande. La parte era completamente inerte e da allora tutti i miei punti erogeni sono praticamente scomparsi.
Per 3 anni ho consultato vari medici, ma non ho mai raccontato dell'uso improprio che feci del farmaco.
Ho sostenuto una lista importante di esami, tutti con esito negativo:
potenziali evocati sul pene a riposo;
potenziali evocati con asta del pene in trazione tramite peso di 500 grammi;
esami del sangue per i livelli ormonali e tiroide;
risonanza magnetica all'encefalo e al rachide;
ecografia al pene con iniezione di prostaglandina;
radiografie all'apparato urinario con tracciante durante la minzione.
Sono abbastanza convinto ci sia un legame evidente causa-effetto tra l'esposizione della parte ai principi attivi del farmaco in un contesto cosi' anomalo e l'immediata, tangibile e duratura perdita di sensibilita' riscontrata.
E' possibile tentare di ripristinare la sensibilita' tramite magari le cellule staminali?
Grazie infinite per la vostra disponibilita' e comprensione.

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[#1] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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non sono noti in Dermatologia questi tipi di danni, dovuti all'utilizzo di creme antibiotico-cortisoniche con le modalità da lei riportate.
Passo il consulto in andrologia.
cordialità
[#2] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

confermo le osservazioni fatte dal collega Griselli e neppure in campo andrologico sono segnalate tali correlazioni tra l'utilizzo di creme antibiotico-cortisoniche ed il problema da lei lamentato.

D'altra parte lei ha fatto già tutte le possibili valutazione neuroandrologiche del caso che sembrano tutte nella norma e quindi escludere un fattore organico.

A questo punto , prima di pensare alle cellule staminali (importante settore clinico che non ha ancora raggiunto un interesse in questo tipo di problematiche), penserei a consultare un esperto psicoterapeuta.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#3] dopo  
Utente 121XXX

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Egregi dottori, grazie per le vostre osservazioni.
Per completezza aggiungo, avendolo dimenticato nel mio resoconto precedente, che feci anche una ecografia alla prostata, con esito sempre negativo, e che, gia' esortato caldamente ai tempi, contattai anche un esperto psicoterapeuta.
Anche questi, in ultima analisi, ammise che i miei sintomi e le mie spiegazioni erano cosi' precise e mirate che a stento si poteva ipotizzare una origine psicogena.
Dal canto mio, dopo 8 anni di situazione statica, ho pensato di riaffrontare il problema raccontando per la prima volta con correttezza e completezza l'aneddoto nella sua integrita' e soprattutto, importanza.
C'e' un evidente nesso causa effetto che, molto sorprendentemente, viene ogni volta tassativamente ignorato, basandosi sul fatto che e' la prima volta che vi si riporta quanto sopra.
Ebbene, con ogni probabilita', non si trovera' mai nessun riscontro di quanto ho raccontato nelle pubblicazioni scientifiche, in quanto quel particolare utilizzo anomalo del farmaco per dose (meta' tubetto), tempo di applicazione (40 minuti di esposizione ad un alta concentrazione di principi attivi), loco di applicazione (direttamente e focalizzatamente sulle zone erogene) e modalita' di sussidio all'assorbimento dei principi attivi (pene in erezione, quindi abbondantemente irrorato di sangue, con glande turgido e pronto ad assorbire quanto piu' farmaco ripetutamente sfregatogli sopra) gia' di per se' crea un evento praticamente unico e non statisticamente rilevante, oltreche' difficilmente ipotizzabile (magari solo da un medico con una mente estremamente fantasiosa) come evento da replicare in serie, osservare, valutare e misurare in maniera scientifica.
Di contro, gia' da tempo mi sono persuaso tramite letture personali che il campo di ricerca, nella speranza di trovare un rimedio, sta tra i settori andrologico, dermatologico e neurale, in quanto sono i recettori insiti nelle zone erogene succitate che sono stati con ogni probabilita' danneggiati. Difatti, i potenziali evocati stessi non misurano assolutamente la conduttivita' dell'innervatura periferica del glande e delle zone erogene, ma si limitano all'asta. Gia' questo dovrebbe farvi riflettere molto sull'assoluta certezza con la quale ci si basa sugli esiti degli esami che ho seguito per poter escludere, "con assoluta certezza", la natura organica del mio disagio.
E' anche vero che, infine, siamo tutti molto vicini a poter scoprire se quello che dico sono fesserie oppure no. Fate esattamente quello che ho fatto io: prendete mezzo tubetto di farmaco e fatene l'uso che vi ho descritto. Serenamente. Giusto per dimostrare, a voi stessi, certamente non siete assolutamente in dovere di dimostrare niente a me, che ho preso veramente un abbaglio, e che sono arrivato al punto di straparlare ed assillarvi con queste stranezze totalmente psicosomatiche. Soprattutto, che le vostre diagnosi sono corrette, e che sia giusto, che sia per il mio bene indirizzarmi verso un consulto psicologico.
In cuor mio, scusate forse la presunzione, sarei abbastanza convinto che vi ritrovereste mal messi anche voi. Organicamente mal messi.

Ora concludo, senza voler minimamente polemizzare.
Inanzitutto, grazie per il vostro tempo. Onestamente.
Grazie anche per la vostra disponibilita' professionale.
Ad ogni modo, questo mio caso non e' standard, e non lo si puo' risolvere attraverso la letteratura e le casistiche pregresse.
Sto sostenendo che ci siano alte probabilita' che l'attivita' descritta possa essere stata dannosa, e ho cercato veramente anche di persuadervi dandovi dettagli utili, consoni, informativi.
Mi rispondete che questa cosa, in pratica, non puo' essere.
Io ho chiesto un consulto speculativo, cercando appunto di avere delle ipotesi autonome da parte vostra, partendo dalle basi, e non cercando riscontri in letteratura.
Voi vi soffermate sugli standard gia' noti.
A questo punto, sembra che abbiamo raggiunto uno stallo.
Di nuovo vi ringrazio, ma vi dico che le vostre diagnosi sono veramente distaccate da quanto vi ho raccontato con precisione e dovizia di particolari.
Vi saluto, con immutata stima.
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

la sua analisi del suo specifico e particolare problema non fa un "grinza" e l'attuale medicina ha i suoi limiti diagnostici e terapeutici, comunque, ritornando ad esempio alla causa neurologica periferica da lei ipotizzata, è vero che le indagini da lei fatte valutano solo l'aspetto viscero-viscerale e non quello somato-sensitivo che è il suo problema ma difficilmente le fibre nervose di questi distretti viaggiano in modo separato e difficilmente il danno di una non coinvolge anche l'altra.

Fatte queste osservazioni poi rimangono sempre le sue "analisi" a cui è impossibile dare oggi una ragionevole risposta.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#5] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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quello che le è stato detto è semplicemente che nel mio (nostro) bagaglio culturale, professionale, esperenziale, non vi sono elementi che , nonostante l'accurata descrizione di fatti ,sintomi e sensazioni, possano evocare una diagnosi. Quindi la nostra è una NON diagnosi.
E' ovvio che ogni cosa che accade abbia una causa e una ragion d'essere; quindi sicuramente il suo stato è ascrivibile a qualcosa che purtroppo non so,e verosimilmente non rientra tra le mie competenze.
Lei stesso riconosce che la sua condizione è di unicità e di non inquadrabilità in categorie riconoscibili; allo stesso modo sarà difficile trovare volontari disponibili per esperimenti di ripetizione.Ci troviamo quindi nella difficile situazione di dover ammettere i nostri limiti.
Sono però convinto che lei colga la limitatezza di un consulto via internet e la invito a rivolgersi ad un medico reale per la visita vera e propria.
Cordialità
[#6] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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come da sua richiesta è stata fatta segnalazione in area Dermatologica per cui tutti i dermatologi che vorranno potranno rispondere.
Saluti
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

comunque ci tenga aggiornati sui futuri sviluppi della sua attuale situazione clinica, se lo desidera.

Questo potrebbe essere utile anche a noi per meglio capire se abbiamo, da questa postazione e da quello che lei ci ha scritto, compreso, se non "centrato", il suo problema.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#8] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Egregi Dottori,
davvero vi ringrazio per la dimostrata disponibilita'. Sono stato colpito nel trovare interlocutori che si preoccupino di rispondere, anche a piu' riprese, con professionalita' e completezza. Sottolineo, in forma totalmente gratuita e quindi, al totale servizio del paziente. Vi fa onore.
Apprezzo sicuramente la mossa del gentile Dottor Griselli, come avrete intuito sono incuriosito dai possibili risvolti dermatologici del mio caso, e quindi sono felice di poter vedere pubblicato il mio caso anche in quel dominio.
Sara' mia premura tenervi aggiornati, e vi prometto gia' da oggi, sicuramente anche in maniera meno insistente e piu' simpatica.
Credo che avrete umanamente compreso e tollerato anche un po' la mia insofferenza nel dover esporre e insistere, a tratti caparbiamente, sui dettagli anomali che costituiscono la vera natura, appunto incerta e poco conosciuta, del mio caso, del resto la condizione permanente in cui mi ritrovo e' molto spiacevole, crea dei disagi sia personali che relazionali. Sono un uomo dal carattere forte, ho 33 anni e godo di ottima salute, mi tengo molto in forma e riesco a condurre una vita realizzante sia sul lato professionale che quello privato, ma come avete visto, ciclicamente, tento comunque di cercare un rimedio di natura medica alla mia condizione.
Al di la' di tutto, la conclusione principale che forse potrei comunque trarre gia' oggi da questo interessante scambio che ho avuto con voi, e' che i farmaci non sono placebo, e che andrebbero sempre utilizzati dal paziente con criterio e moderazione. Questo per evitare appunto scenari difficilmente prevedibili a priori, e porre ingiustamente dei professionisti di fronte a quesiti molto, molto difficili da poter delimitare.
Con i miei piu' cordiali e grati saluti.
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,

tutte le affermazioni da lei fatte le ritengo corrette e condivisibili, soprattutto l'ultima sull'uso dei farmaci, anche se somministrati per via topica, come le creme o le pomate.

Detto questo poi, se lo desidera, ci tenga comunque aggiornati.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#10] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Il cortisonico secondo me e' innocente. La gentamicina invece e' notoriamente neurotossica.

Come essa provoca, per es., danni nervosi irreversibili alle cellule nervose dell'orecchio interno in caso di sovradosaggio parenterale, cosi' nel suo caso si potrebbe ipotizzare a un forte assorbimento locale e alla distruzione delle terminazioni nervose sensitive periferiche del glande. Questo spiegherebbe l'azzerata sensibilita' cutanea.

Se anche fosse, pero', lei si ritroverebbe nella stessa situazione dei circoncisi, che dopo l'intervento perdono rapidamente la sensibilita' tattile di glande, solco prepuziale e quant'altro, senza per questo patire di altri inconvenienti sessuali: si eccitano, gli viene duro e fanno sesso meglio di prima.

Nel suo caso, se ben interpreto ("la parte era inerte e i punti erogeni scomparsi"), sarebbe invece sopravvenuta dall'oggi al domani una faccidita' irreversibile dovuta o accompagnata alla mancanza di qualunque sensazione tattile (ho inteso bene?).

La mancanza di sensibilita' da sola non spiega l'inerzia della parte. Dopotutto la stessa erezione normale si accompagna a una anestesia fisiologica del glande, senza la quale non si riuscirebbe neanche ad "affondare i colpi". Questo per dire di tenere separate, a mio avviso e sempre se ho capito giusto, anestesia da disfunzione erettile.

Se accettiamo l'evento acuto, la consecutio temporale e la genesi neurotossica, dobbiamo ipotizzare che il danno neurologico da gentamicina sia stato ben piu' profondo e abbia leso parte delle strutture nervose deputate ad aprire gli sfinteri arteriolari ed allagare i corpi cavernosi.

Da profano (ignoravo perfino esistenza e indagabilita' di "riflessi evocati" penieni) non saprei dire se e come l'attivita' e l'integrita' di questi centri nervosi siano esplorabili. Le vendo l'ipotesi per quello che vale, se non altro e' gratis.





[#11] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Egregio Dottor Bianchi, la ringrazio molto per il suo contributo. Vorro' risponderle come dovuto con piu' calma e serenita', mi riprometto di farlo nei prossimi giorni, al momento le confesso che sono un po' scosso e avvilito. Le spiego il perche': due ore prima di ricevere la sua cortese risposta, ho ricevuto un messaggio privato da un utente anonimo che mi ha amareggiato moltissimo.
Lo riporto integralmente qui sotto:

----------------------------------------------
Autore: Messaggio dell' Utente 125839
Messaggio: Mentalyn Peta

Gentile disidratato mentale,

mi sono sorbito (io e molti altri Derisori) la sua accurata descrizione del massaggio che ha applicato al suo prepuzio labiale, slla zona frenulare facciale e la corona del glande cranico. Non ha ancora capito? Si', mi sto proprio riferendo alla sua testa di cazzo.
Lei sbaglia in una questione fondamentale: la sua testa-pene era completamente rinsecchita anche prima del trattamento.
Il consiglio e' di frignare da un esperto landrologo e frizionarie le mucose con abbondante acido muriatico e carta vetrata.

Cordiali saluti

#1089
Inviato il 11/09/2009 21.59.58
----------------------------------------------

Rinnovo i miei piu' grati saluti a tutti i Dottori che hanno anche solo dedicato un minuto del loro tempo per questo caso, ovviamente al di la' di qualsiasi legittima opinione e comprensibile perplessita'.
[#12] dopo  
 Staff Medicitalia.it
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Iscritto dal 2000
Gentile Utente 121064

come avrà potuto constatare, il forum è corredato di messaggistica privata, con lo scopo di veicolare informazioni tra privati tese a condividere esperienze, considerazioni ed informazioni. Con molta probabilità l'uso che ne è stato fatto in questa occasione nei suoi confronti non è stato quello appena rappresentato.

Ad ogni modo, abbiamo provveduto ad eliminare l'utente 125839, che già in altre occasioni aveva manifestato atteggiamenti ambigui.

La esortiamo a bypassare l'accaduto e la invitiamo a segnalarci eventuali simili atteggiamenti.


Cordiali saluti
staff@medicitalia.it
[#13] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Egregio Dott. Bianchi,
sono stato molto felice di leggere le sue considerazioni, mi riallaccio ora al suo interessante contributo.
Ero a conoscenza dell'attivita' neurotossica della Gentamicina, non l'ho voluta tirare in ballo autonomamente perche' preferivo poter avere una conferma indipendente appunto da un medico.
Per quanto riguarda il Betametasone, penso che possa comunque aver contribuito molto nel redere il prepuzio eccessivamente elastico ed assottiglato. Per sostenere questo, confermo in particolare che l'esito cicatriziale relativo ad una semplice e apprezzatissima frenuloplastica (faccio notare, avvenuta nell'anno 1996, ben 4 anni prima dell'aneddoto in oggetto, e che in effetti mi fece da subito spassionatamente percepire, con gioia, ancora meglio gli stimoli sensoriali in quanto le zone erogene erano piu' liberamente accessibili al tatto) non e' piu' riconoscibile al tatto. In piu', la pelle nelle zone gia' citate e' diventata cosi' sottile che a volte, anche durante la masturbazione, si verificano delle piccole lacerazioni. Avrei altri dettagli da poter descrivere, di natura credo propriamente dermatologica, ma non voglio ne' saturare la discussione ne' guidarla verso particolari direzioni.
Ho voluto coinvolgere anche il cortisone in quanto il prepuzio in particolare, direi forse in disaccordo con la sua segnalazione, potrebbe essere con ogni probabilita' un'importante e primaria fonte di percezione e "feedback" sensoriale, insita nell'apparato genitale maschile per controllare e guidare l'erezione. Dico questo perche' non mi risulta che ogni paziente che venga sottoposto a circoncisione faccia sesso meglio di prima. Ci sono infatti talvolta segnalazioni in senso opposto, relative proprio alla perdita' di sensibilita'. In piu', aggiungerei che il mio caso e' piu' invasivo rispetto ad una circoncisione classica perche' va ad urtare anche tutta la parte intorno al frenulo e la zona immediatamente sottostante la corona del glande.
Le lascio dei link per poter, se vorra', confrontarci su questo, io ho trovato gli studi del Dott. Taylor particolarmente interessanti e dettagliati:

knol.google.com/k/george/the-ridged-band-of-the-human-prepuce/2y9nanfagw8nr/7#

research.cirp.org/index-e.html

www.cirp.org

Proseguendo, seguendo punto per punto il suo contributo, la flaccidita' che ho precedentemente citato in maniera abbastanza imprecisa non e' totale e ingestibile. Solo nel primo periodo, durante grossomodo i primi due mesi successivi all'incidente, la flaccidita' e' stata assoluta. In seguito sono riuscito, credo, a ricercare comunque l'erezione prestando molta meno attenzione agli stimoli sensoriali. Qui starei ipotizzando di aver potuto condurre una procedura di "reinforcment learning" affidandomi alle percezioni che mi erano rimaste. Difatti pero', l'erezione non e' piu' turgida come in precedenza, la devo spesso sostenere contraendo il perineo per quanto piu' tempo piu' possible. L'unica volta che ho riconosciuto il turgore che avevo prima dell'incidente e' stato durante il succitato esame ecografico con inoculazione di prostaglandina. Questo mi fece avere un ottimo turgore completamente affine a quello che avevo sempre avuto, con l'eccezione ovviamente di avere il glande (o meglio, direi tutto il corpo spongioso) non turgido.
Una cosa interessante che voglio segnalare e' che da quel momento ad oggi, subito poco dopo l'eiaculazione, il pene ritorna a riposo sempre immediatamente, il sangue ha un deflusso veramente rapido. In precedenza questo non era assolutamente cosi', l'erezione si smaltiva piu' o meno in un paio di minuti, e l'asta del pene pulsava lentamente fino a svuotarsi. Diverse volte invece ora ho notato che anche durante le contrazioni volontarie del perineo, l'asta non sembra mantenere la pressione sanguigna, come se non riuscisse a trattenere il flusso in uscita. Dico questo solo per curiosita' sul caso, ho trovato infatti la sua segnalazione sugli sfinteri arteriolari estremamente interessante e fino ad oggi mai presa in considerazione dal sottoscritto.
Per quanto riguarda infine l'influenza delle percezioni piacevoli nella gestione dell'erezione, credo che un Paper interessante possa essere questo:

www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6SYR-484FDNR-16H
&_user=10&_coverDate=04/23/1986&_rdoc=1&_fmt=high&_orig=browse&_sort=d
&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10
&md5=2212b987d1598a306b0016261c9cbd22

(Perdonate il link cosi' lungo, dovrete copiare le 4 parti ed incollarle tra di loro, senza spazi.)
Dove, se ho capito bene, si evidenzia come l'organo genitale sia strutturato con particolari tipologie di recettori, per entita' e densita' diverse rispetto ad altre zone cutanee del corpo umano, e come queste siano responsabili, sempre secondo gli studi del Dott. Taylor, ad alimentare degli archi riflessi o feedback loops sia durante la penetrazione sia durante l'eiaculazione.
Difatti, anche le contrazioni che riscontro durante l'eiaculazione sono molto cambiate, credo in quanto non riesco piu' a fornire nessun valido stimolo tattile al sistema per far partire le contrazioni successive.
La ringrazio per il suo tempo, voglio aggiungere che tutto quello che segnalo e' nel solo interesse, trasparente, di poter migliorare la mia condizione, che credo, alla luce dei tanti aneddoti, dettagli e riscontri trovati in paper particolarmente specialistici, non sia propriamente psicosomatica.
I link che ho fornito sono solo a puro scopo speculativo, non voglio imporre o plasmare nessuna diagnosi in merito. Io ovviamente li ho trovati interessanti e pertinenti, ma riconosco sicuramente di non essere un medico e invece di essermi trovato, come gia' detto in passato, di fronte a diversi Dottori che ripetutamente mi stanno prestando ascolto e offrendo la loro competenza. Spero davvero, alla luce di questi ultimi scambi, di poter sentire ancora molto da voi.
Cordiali saluti.
[#14] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Partiamo dal fondo: se la sua situazione non e' psicosomatica ma organica, ossia se c'e' stato un danno anatomico, allora mi sa che quel danno e' qui per restare e non mi vengono in mente cure. A quel punto e' dispersivo ricamarci su, tanto indietro non si torna, si tratta di prendere atto e conviverci, mettendo a profitto la capacita' residua, per il che, in un'ottica concreta, non era poi sbagliato l'indirizzamento andrologico.

In un'ottica di discorso teorico, si puo' dire tutto quello che si vuole, sapendo che stiamo facendo un esercizio letterario, come infatti suggerisce la ricercata eleganza della sua esposizione (complimenti).

primo: non tutti i medici potrebbero essere d'accordo
sull'ipotesi neurotossica.

Secondo: il nesso fra delicato stimolo tattile (vellichio prepuziale) ed erezione e' IMHO una sua fissazione. A un maschio normale per ottenere l'erezione dovrebbe bastare vedere la donna nuda, o anche solo la prospettiva mentale del rapporto, senza alcuno stimolo tattile, sul glande poi.

terzo: il lavoro citato e' un accurato report anatomico che descrive le terminazioni nervose del derma del glande e segnala l'abbondanza di terminazioni nervose libere rispetto alle terminazini corpuscolari specializzate di altri distretti corporei. prendo atto, ma come entra nel discorso? Mica vorremo farci fare una biopsia e vedere cosa si trova di diverso rispetto a quanto descritto.

e visto che siamo all'anatomia patologicva, torno all'inizio: se il danno e' organico, come lei insiste, guardi che allora in base a quel che sappiamo sulla mancata rigenerazione dei nervi, non c'e' neanche niente da fare.

L'ipotesi psicosomatica sara' sbagliata, io stesso non so se ci credo, ma ha il merito di lasciare aperta la strada alla speranza.

[#15] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Gentilissimo Dottor Bianchi, egregi Dottori,
condivido il suo commento sul mio modo di esporre il caso. Ho cercato di usare dei toni quanto piu' possibilmente ricercati. L'argomento dell'autoerotismo, in quanto purtroppo ancora scabroso per alcuni, mi ha spinto a cercare di evitare espressioni molto piu' colloquiali ma dirette. Ammetto che in questo modo ho purtroppo comunque prodotto dei papiri interminabili. Ho pensato che sarebbe servito per far prendere il caso piu' sul serio, e in effetti credo di esserci riuscito.

Per l'ipotesi neurotossica, sarebbe interessante anche conoscere le ragioni dei medici che la rigettano.

Per il suo commento riguardante il prepuzio, sono d'accordo sul discorso che l'erezione avviene anche con il solo pensiero e desiderio (difatti, e' quello che succede anche a me a tutt'oggi). Le mie erezioni invece cedono precocemente in un momento successivo, quando noto che a fronte di tentati stimoli tattili non avverto praticamente nessuna sensazione piacevole. E' questo il vincolo del mio problema. Per esempio, durante una fellatio, vedo cosa mi viene fatto, e non sento quasi nulla. Non ho detto che percepisco meno ma con ugual tipologia di percezione, e quindi che duro di piu'. Ho detto che la complessita' dello stimolo e' scomparsa, e quindi non piu' apprezzabile. Per fare un'analogia, e' la stessa cosa di dire di udire un suono integro in tutte le sue frequenze ad un volume inferiore rispetto che in passato, piuttosto che dire di non percepire piu' alcune frequenze caratterizzanti quel suono nello spettro acustico udibile.
Vorrei distogliere invece l'attenzione verso il glande, in quanto e' entrato nel nostro discorso solo tramite il mio riferimento frettoloso sul paper concernente i FNE. Ho voluto sottolineare come l'innervazione di tutto l'organo e' altamente specializzata, e che i due principi attivi della crema in oggetto sembrano quindi scarsamente idonei per poter essere utilizzati direttamente su mucose e zone cosi' delicate. Direi anche, indipendentemente dal dosaggio.
Ribadisco pero', in quanto trovo che sia il punto piu' interessante in assoluto del nostro dibattito, che le zone erogene sull'organo maschile sono sempre facilmente individuabili e soprattutto sempre simili per comportamento e localizzabilita', indistintamente tra tutta la popolazione maschile. Queste zone difatti non comprendono il glande (siamo d'accordo) ma si concentrano sulla zona frenulare, la zona sottostante la corona del glande (quella che a volte puo' mostrare alcune papule perlacee congestionate) e tutto il lato interno del prepuzio (quello normalmente a contatto col glande).
In particolare sul prepuzio, ho voluto portare in evidenza alcuni studi avanzati e strutturati che dimostrano come il prepuzio non sia assolutamente un semplice lembo di pelle inerte atto giusto a proteggere il glande, ma che sia in realta' una struttura con un'innervatura specializzata e funzionale all'erezione e eiaculazione, in coordinamento in particolare con la zona frenulare.
Ricapitolando, viene sostenuto che lo stimolo tattile sia di primaria importanza nella attivita' del pene in erezione, in quanto gli stimoli piacevoli portano ad un irrigidimento ulteriore dell'erezione e ad un coordinamento ritmico durante gli spasmi dell'eiaculazione.
Se questi stimoli piacevoli vengono meno a causa di un danno organico, tutta l'attivita' sessuale ne risulta colpita.
La mia eccitazione mentale, l'appetito sessuale c'e', lo strumento di piacere invece non recepisce piu' correttamente gli stimoli.
Con questa situazione quindi, avevo ipotizzato di poter cercare un ripristino di queste aree tattili tramite l'utilizzo, anche se forse solo sperimentale, di cellule staminali.
Al di la' forse delle staminali, visto che mi avete correttamente informato che a tutt'oggi, non sono state mai eseguite cure di questo genere, vorreste comunque commentare quanto ho sollevato con gli studi sulla "ridged band", e sull'importanza dello stimolo tattile nelle varie fasi dell'erezione durante un rapporto sessuale?
Queste tematiche riuniscono sia le competenze di dermatologi e andrologi, con una concentrazione piu' verso i recettori per i primi, una concentrazione piu' verso la funzionalita' delle percezioni per i secondi.
Con i miei piu' grati saluti.
[#16] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Iscritto dal 2006
Caro lettore ,

tutte le notizie ed le informazioni da lei citate sono importanti ed aggiornate nozioni di neurofisologia ma sono poco utili al momento per capire ed inquadrare clinicamente il suo problema.

In funzione poi della storia che ci ha narrato all'inizio di questo post e del suo "comportamento" che sembra aver scatenato il suo problema, di non frequente osservazione, possiamo dirle che a tutt'oggi è molto difficile , forse impossibile poter trasformare le informazioni da lei sottolineate in indicazioni diagnostiche e poi terapeutiche utili a risolvere il suo problema clinico molto specifico e molto particolare.

Potremmo forse aprire un forum di discussione "neurofisiologica, universitaria" ma questa non mi sembra la sede.

[#17] dopo  
Utente 121XXX

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Dottor Beretta, gentilissimo, grazie per il suo ulteriore costruttivo contributo.
Ammetto che la sua segnalazione, molto cortese, riguardo la deriva del discorso, e' pertinente. Non me ne vogliate, sono sicuro che, voglio sottolineare con estrema enfasi,

in quanto maschi (quindi miei simili),

potrete completamente comprendere il mio evidente coinvolgimento emotivo nei confronti di una condizione cronica difficile da sopportare.
In un'ottica costruttiva vorrei chiedervi ora (da parte mia anche per ripristinare un piu' corretto rapporto tra paziente e Dottori) avendo io esplicitato (possibilmente anche senza sufficente conoscenza) i miei dubbi nei confronti del medicamento succitato, di dirmi perche' il Gentalyn Beta e' invece particolarmente indicato per applicazioni sull'organo genitale maschile.
Vorrei in pratica apprendere quali sono gli evidenti e specifici benefici che si trovano nell'utilizzo del Betametasone Valerato e Gentamicina Solfato quando applicati sul glande e le altre zone che ho citato nel nostro discorso.
Questa ovviamente, non e' per nulla una arida e accademica insistenza da parte mia. Sono sicuro che questo mi servirebbe per poter rimettere un po' piu' i piedi per terra e non insistere con un atteggiamento che a tratti puo' forse sembrare di "essere a caccia di streghe".
Certi della vostra comprensione, rinnovo ancora una volta la mia piu' totale gratitudine.
[#18] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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le sedi per le discussioni accademiche sono, ahime, le aule universitarie ed i congressi. Sarebbe sicuramente interessante una disquisizione sul'assorbimento, farmacocinetica,farmacodinamica, legami ultrastrutturali,passaggi transmembranali, etc
Ciò nonostante è apprezzabile l'interessamento per tali discipline scientifiche , sicuramente da incoraggiare , anche oltre il caso specifico.
Ha provato a scrivere alla casa farmaceutica? Spesso vi sono dei lavori , reperibili anche in pub med, molto interessanti , anche se i principi attivi, un pò datati fanno presagire che non saranno recentissimi.
Altrimenti sicuramente presso il dipartimentio di farmacologia medica potrà trovare risposte.
D'altronde è lì che la farmacologia viene insegnata ai medici, quindi è lì la fonte di informazioni sulle proprietà di ogni molecola usata in medicina.
Sempre aperti anche ai contributi dei pz, e desiderosi di nuove acquisizioni, la preghiamo di farci sapere eventuali sviluppi della sua ricerca, veramente molto , ma molto interessante .
Cordialità
[#19] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

oltre alle precise puntualizzazioni fatte dal collega Griselli, per risponde alla sua domanda piu´ propriamente clinica, le posso dire che la crema in questione, per la sua associazione di un antibiotico con un antinfiammatorio corticosteroideo, e´ una crema storica che non utilizzano solo gli urologi o gli andrologi sul pene ma ha un utilizzo in campo medico e soprattutto dermatologico molto diffuso perche´copre e risolve, anche se in modo un po´ empirico e pratico, molte situazioni.

Questo e´ il suo pro ma e´ anche il suo contro perche´ molto facilmente e spesso viene usata non sempre in modo mirato.

Un cordiale saluto.
[#20] dopo  
Utente 121XXX

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Egregi Dottori,
ho pensato di far passare un po' di tempo per lasciare spazio ad eventuali contributi anche da altri professionisti, ma l'esito non e' stato praticamente positivo.
Volevo citarvi un consulto di un solerte chirurgo, insistente sul fatto che "tanto le creme non fanno nulla", con un'ottimo contributo chiarificatore del Dott. Laino, ma a questo punto, dubito che in questa sede lo si trovi interessante.
Sembra proprio che si sia arrivati alla conclusione inequivocabile che il Gentalyn Beta si e' sempre usato e lo si usa tranquillamente, anche se un po' datato, perche' in fondo ha sempre funzionato benissimo. E se poi non si sa bene perche' funzioni, non e' alla fine molto importante ne' interessante.
Tutto questo viene accettato serenamente dalla vostra comunita' professionale, mentre in pratica non sembra che sia mai stato ipotizzato il concetto di valutare se le parti in oggetto (prepuzio e zone erogene) siano propriamente compatibili con i principi attivi succitati. L'idea stessa che la parte sia una mucosa e sia densamente innervata, con dei recettori unici e dedicati assolutamente solo alla percezione del piacere, sembra quasi un dettaglio irrilevante. Aggiungo che e' ben noto che il farmaco e' sconsigliato per applicazioni che interessano il contorno occhi (zona ben meno delicata di quella in oggetto), ma sembra che questo dettaglio non abbia alcuna importanza per dissuadere verso la prescrizione di questa altra applicazione, appunto, storica.
Non commento poi riguardo il fatto che mi si esorti in maniera indiretta a "lasciarvi finalmente in pace" e di contattare in via autonoma la casa produttrice del farmaco, che ovviamente non avra' mai alcun interesse ad indagare su una questione del genere.
Concludo dicendo che probabilmente l'argomento sara' stato troppo scabroso per alcune persone un po' piu' bigotte e non sessualmente libere da dogmi religiosi e infondate vergogne terrene.
Aggiungo che, contrariamente a quanto avra' voluto supporre "l'utente" 125839, (e qui non voglio commentare riguardo l'atteggiamento grottesco su piu' fronti di questo, ipotetico, "utente", particolarmente erudito, caustico e soprattutto desideroso di offendere attraverso l'anonimato) e' oramai conoscenza comune, di tutta l'umanita' adulta, istruita e libera, che le pratiche autoerotiche, e in particolare la masturbazione, sono cose radicalmente sdoganate e riconosciute come proprie di una persona adulta ed in salute.
E che chiunque altro, dotto o meno dotto, che abbia pensato qualcosa del tipo: "Questo segaiolo sfigato se l'e' proprio cercata, e sotto sotto ben gli sta" e' semplicemente un povero ignorante.
Ringrazio ancora una volta chiunque di voi ha voluto, spontaneamente e trasparentemente, commentare in modo collaborativo, con umilta' e modestia quanto ho tentato di esporre, e rinnovo i miei piu' distinti saluti.
[#21] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Ma le pare , siamo noi che ringraziamo lei per il suo contributo, e le auguriamo di trovare ulteriori risposte che possano soddisfare la sua ricerca, a tutti i livelli, e , perchè no ,anche da chi la crema la produce ,la quale è certamente interessata ad effetti avversi che possano essere riportati , come obbligo di legge , sul "bugiardino" .
Cordialità
[#22] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

mi associo alle corrette considerazioni fatte dal collega Griselli.

Certo se dovessimo avere altre segnalazioni mirate, sugli effetti collaterali del prodotto segnalato, analoghe a quella da lei fatte potrebbe diventare interessante aprire una eventuale finestra d'indagine.

Un cordiale saluto.
[#23] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Vi allego un documento medico veramente esemplare, per attendibilita' e pertinenza:

http://www.nocirc.org/touch-test/bju_6685.pdf

Questo per togliere in maniera definitiva ogni dubbio riguardante le mie esposizioni a tratti incomplete, frammentate, piene di pathos e utilizzanti termini e aneddoti piu' colloquiali.
Si troveranno infatti nel paper evidenti analogie con i miei racconti sulle mie zone erogene regolarmente percepite prima dell'incidente col farmaco e questo puo' permettere di concentrarsi quindi sulla facolta' di percezione sensoriale dell'organo, per riconoscere una volta per tutte la natura organica del problema.
Qualsiasi specialista interessato (andrologi e sottolineo sempre anche dermatologi) potra' concretamente giovare da queste conoscenze mediche di cruciale importanza sulle parti in oggetto della mia segnalazione.
[#24] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Molto interessante .
La ringraziamo per il suo contributo.
Cordialità e Auguri