Utente 126XXX
Salve a tutti, nel mese di marzo il medico di famiglia mi ha prescritto il dropaxin per curare una forma di prurito inguinale (sine materia) secondo lui provocato da stress. Ho cominciato l'assunzione come da prescrizione ma al quinto giorno ho avuto un forte attacco d'ansia (mai avuti prima). Al prontosoccorso mi hanno detto che si trattava appunto di ansia e che avrei dovuto curarla con antidepressimi per cui mi hanno rimandato al mio medico. Nel frattempo il problema del prurito inguinale è passato decisamente in secondo piano poichè questi attacchi mi hanno spaventato non poco. Anche lo psichiatra ha confermato che avrei dovuto prendere gli antidepressivi e ansiolitici per affrontare l'insorgere di probabili attacchi (finora uno solo). Iniziato il secondo tentativo con antidepressivo ed ansiolitico, accusavo sempre eccessiva debolezza e soprattutto pesantezza alla testa che non mi ha mai abbandonato (in alcuni giorni più sopportabile in altri mi impedisce di svolgere una vita normale costringendomi a letto). Dopo aver cominciato l'assunzione di antidepressivi come da prescrizione, ho avuto il secondo attacco d'ansia e sono finito nuovamente al prontosoccorso.
Sempre convintissimo di non aver bisogno di antidepressivi, ho deciso di consultare un neurologo che ha tentato di convincermi ad effettuare una terza prova ma alla fine abbiamo optato per il solo ansiolitico (Alprazolam 0,50 1 compressa la sera prima di andare a dormire). La cura sembrava funzionare infatti per i mesi di maggio, giugno e luglio non ho avuto assolutamente nulla: niente tachicardia, niente attacchi, ho fatto palestra, mare, viaggi .. insomma una vita normalissima. Nel mese di agosto si è ripresentata una forte pesantezza alla testa, debolezza fisica e come conseguenza (almeno temporale) tachicardia che non mi permetteva di fare nulla.
il 21 di agosto ho avuto il terzo attacco che è stato monitorato dall'holter che ho messo su indicazione del medico curante per monitorare gli episodi di tachicardia.
Il cardiologo mi ha riscontrato tachicardia parossistica sovraventricolare, mi ha prescritto 1 compressa di ritmonorm 150 ogni 8 ore (sospendendo l'ansiolitico) e mi ha anticipato la possibilità di ablazione.
Questa sera ho avvertito l'insorgere di un altro attacco ma non posso dire di averlo avuto fino in fondo poichè il ritmonorm ha fatto il suo effetto per cui niente tachicardia ma la debolezza e la pesantezza alla testa non mi permettevano neanche di fare 2 gradini per andare a letto.
Tengo a precisare che il mio problema più grosso è la pesantezza alla testa localizzata alla sommità del capo (non posso chiamarlo dolore poichè non è il classico mal di testa). Tale pesantezza si accentua enormemente dopo la doccia mentre la tachicardia si presenta in maniera più evidente dopo la cena.
Mi sono già sottoposto a TAC e risonanza magnetica alla cervice con esito negativo. Secondo voi che strada devo intraprendere? Grazie in anticipo per le eventuali risposte. Roberto (38 anni).

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, in base alla sintomatologia da lei riferita non è possibile identificare nella tachiaritmia o in una eventuale patologia cardiaca l'origine della sua cefalea, la cui natura andrebbe indagata in ambito neurologico o in un centro per cefalee, una volta escluse altre possibile cause come ipoglicemia ed alterazioni pressorie. Per quanto riguarda la sua tachicardia, è giusta l'indicazione ad uno studio elettrofisiologico con una eventuale ablazione.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 126XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille Dr Martino per la celerissima risposta. Per quanto riguarda la glicemia le analisi del prontosoccorso riportano il valore di 110 mg/dl (analisi eseguite dopo 2 ore dalla cena) per le alterazioni pressorie ho riscontrato abbassamenti (MIN 70, MAX 110) solo in casi alcuni casi.
Da quello che mi pare di capire, secondo lei la pesantezza alla testa e la forte debolezza che caratterizza la mia situazione fisica (anche oggi) non è ricollegabile alla patologia cardiaca riscontratami.
Avendo già consultato 2 neurolgi, 1 psichiatra, 1 cardiologo, 1 internista ed avendo avuto sempre esito negativo da tutti gli esami che mi sono stati fatti, una visita dall'endocrinologo potrebbe servire ?
Non voglio sembrare esagerato solo che questa situazione mi sta penalizzando enormemente soprattutto in ambito lavorativo (mi occupo di progettazione di siti Internet e Web marketing).
Grazie ancora a lei ed a tutti i suoi colleghi che vorranno aiutarmi a fare un po di luce su cosa mi sta capitando.
Roby.