Utente 460XXX
Il 1 di settembre è comparso un improvviso dolore all'altezza dell'osso sacro che il medico ha identificato come cisti sacro-coccigea. Dopo una settimana di antibiotico mi hanno sottoposto ad un intervento dolorosissimo per l'asportazione dell'infezione.
In seguito, avendo lasciato la ferita aperta ho eseguite periodiche e frequenti medicazioni fino a completa chiusura della ferita lo scorso 8 di novembre.
A questo punto il medico chirurgo mi ha detto che avrei dovuto eseguire l'intervento di asportazione della cisti tra 15 giorni.
Dal momento che sono stata già 2 mesi in convalescenza per il primo intervento, vorrei un altro parere riguardo al tempo da aspettare prima dell'intervento definitivo, cioè, visto che sono prossime le festività....mi chiedevo se è possibile aspettare gennaio per togliere la ciste o se è consigliabile eseguire l'intervento tra 15 giorni come detto dal chirurgo. Lei che mi consiglia?
Volevo sapere da cosa dipende la comparsa di queste cisti?
Inoltre, ho sentito l'esperienza di altre persone che hanno dovuto eseguire lo stesso intervento a cadenza fissa ogni anno e se c'è il rischio di ricomparsa, quindi dopo l'intervento.
Infine, vorrei sapere, visto che il primo intervento è stato eseguito senza anestesia perchè c'era l'infezione, se l'intervento di asportazione della cisti prevede l'anestesia, perchè non vorrei ripetere la dolorosa esperienza.
Distinti saluti
Betty

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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CANTU' (CO)
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Gentile Signora,
il motivo per cui si formano ed infettano le cisti sacrococcogee non e' del tutto chiarito,alcuni ipotizzano una causa congenita mentre altri la ritengono una patologia acquisita.
E' consigliabile sicuramente eseguire l'intervento, che verra' sicuramenteeseguito con anestesia, loco regionale o generale.La recidiva e' pirtroppo toricamente possibile anche dopo un intervento ben eseguito ma non esistono soluzioni alternative.I tempi di esecuzione non sono cosi' rigidi, credo possa aspettare fino a dopo Natale se crede
Auguri!
[#2] dopo  
Dr. Claudio Bernardi
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ROMA (RM)
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Gentile signora,
oltre a confermare la necessità ma non l'urgenza del'interevento chirurgico, vorrei solo aggiungere che onde evitare lunghi tempi di recupero e dolorose medicazioni, è sicuramente preferibile l'asportazione della cisti con il cosiddetto metodo chiuso, ovvero con la chiusura diretta della ferita. Qualora ciò sia reso difficoltoso dalla tensione della cute, frequente in queste zone, io eseguo sempre a chiusura con un lembo locale.
Distinti saluti
Dott. Bernardi Claudio
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Piasentin
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SAN BONIFACIO (VR)
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Gentile Signora,
non abbia timore ad aspettare fino a Natale: la recidiva non è così immediata (solitamente). Nel timore, eventualmente si protegga con una pomata antibiotica.
L'intervento va comunque fatto, e le tecniche sono numerose e tutte ugualmente efficaci. L'intervento verrà fatto con un'anestesia che le eviterà qualasiasi dolore (anche l'anestesia locale è assolutamente sufficiente, purchè non vi sia infezione in atto).
L'unico consiglio che Le posso dare è quello di farsi operare ad almeno un mese di distanza da un episodio di infezione: solo questo permetterà al chirurgo di eseguire un intervento meno demolitivo possibile e nel contempo con le massime garanzie di efficacia.
Cordiali Saluti
dott. Giuseppe Piasentin
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Piasentin
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SAN BONIFACIO (VR)
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Gentile Signora,
non abbia timore ad aspettare fino a Natale: la recidiva non è così immediata (solitamente). Nel timore, eventualmente si protegga con una pomata antibiotica.
L'intervento va comunque fatto, e le tecniche sono numerose e tutte ugualmente efficaci. L'intervento verrà fatto con un'anestesia che le eviterà qualasiasi dolore (anche l'anestesia locale è assolutamente sufficiente, purchè non vi sia infezione in atto).
L'unico consiglio che Le posso dare è quello di farsi operare ad almeno un mese di distanza da un episodio di infezione: solo questo permetterà al chirurgo di eseguire un intervento meno demolitivo possibile e nel contempo con le massime garanzie di efficacia.
Cordiali Saluti
dott. Giuseppe Piasentin