Utente 263XXX
Mia figlia di 16 anni in agosto nuotando ha sentito il braccio sinistro improvvisamente senza forza, una volta uscita dall'acqua ci siamo resi conto che il braccio era molto gonfio rispetto all'altro. al pronto soccorso hanno fatto un ecodoppler, esami del sangue e visita ortopedica tutto risultato negativo, imputando in gonfiore a puntura di insetto.
dopo un mese essendo ancora gonfio, il nostro medico di base ha ipotizzato la sindrome dello stretto toracico e ci ha prescritto un altro ecodoppler anche questo negativo. A novembre abbiamo fatto una visita da un chirurgo vascolare il quale ha confermato la sindrome e ha prescritto una RNM con mezzo di contrasto dalla quale è emerso che c'è stata una trombosi a carico della vena succlavia.
Nel frattempo stiamo facendo della fisioterapia, che qualche beneficio ha dato.
Infine siamo andati dal Prof. Vercellio dell'Osp. Buzzi di Milano il quale ci ha prescritto una ANGIOTAC con mezzo di contrasto ipotizzando però quasi sicuramente l'intervento con l'asportazione della 1' costa.
Vorrei avere una opinione in più e sapere se i passi fatti fino ad ora sono corretti
Grazie
Emanuela di Milano
[#1] dopo  
Dr. Paolo Macri'
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CATANIA (CT)
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I passi fatti finora vanno benissimo. Qualora ci fossero dubbi sulla conformazione della costa e sul decorso dei vasi arteriosi e venosi oltre che del plesso, si potrebbe eseguire una TC dello stretto toracico con mezzo di contrasto, acquisendo le immagini con tecnica in 3 dimensioni, a braccio addotto e abdotto. Cordiali saluti
[#2] dopo  
Prof. Alessandro Caruso
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MESSINA (ME)
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Gentile sig. ra Emanuela le dettaglio quanto appresso cercando di essere comprensibile.
Con questa definizione si intende una patologia non frequente, ma molto complessa e seria , causata dalla compressione dell’ arteria succlavia , della vena succlavia e plesso nervoso brachiale, destinati agli arti superiori in una zona anatomica compresa generalmente fra la clavicola e la prima costa.
Il fascio neurovascolare destinato all'arto superiore resta schiacciato,
" ristretto " fra la 1° costa ed il torace da cui il termine della sindrome, provoca un corteo di sintomi che vanno dall'impotenza funzionale dell'arto superiore, alle turbe sensitive-motorie, dal dolore intenso dal collo alla mano, al gonfiore dell'arto sup. stesso con turgore venoso.
Vi sono diverse sindromi dello stretto superiore. Le più comuni sono la sindrome del piccolo pettorale, la sindrome dello scaleno anteriore, la sindrome della pinza costo-clavicolare e quella da costa cervicale.
1° una costa cervicale soprannumeraria
2° una morfologia anomala della vertebra cervicale o della clavicola, con un effetto compressivo sulle strutture vascolo-nervose sottostanti.
3° l'ipertrofia del muscolo scaleno che provoca un restringimento dello spazio costo-clavicolare
E' una patologia che coinvolge diversi specialisti, dall'ortopedico al chirurgo vascolare, dal neurologo al fisiatra.
L'esame clinico - funzionale del rachide cervicale e degli arti superiori è indispensabile oltre a dover essere scrupoloso .
La diagnosi si basa sui sintomi e su alcuni segni diagnostici abbastanza caratteristici, ma va confermata con radiografie specifiche, AC, R.M.N. Angiografia. L'elettromiografia e il doppler funzionale, un ecodoppler dinamico sia
[#3] dopo  
Prof. Alessandro Caruso
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MESSINA (ME)
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Gentile sig. ra Emanuela le dettaglio quanto appresso cercando di essere comprensibile.
Con questa definizione si intende una patologia non frequente, ma molto complessa e seria , causata dalla compressione dell’ arteria succlavia , della vena succlavia e plesso nervoso brachiale, destinati agli arti superiori in una zona anatomica compresa generalmente fra la clavicola e la prima costa.
Il fascio neurovascolare destinato all'arto superiore resta schiacciato,
" ristretto " fra la 1° costa ed il torace da cui il termine della sindrome, provoca un corteo di sintomi che vanno dall'impotenza funzionale dell'arto superiore, alle turbe sensitive-motorie, dal dolore intenso dal collo alla mano, al gonfiore dell'arto sup. stesso con turgore venoso.
Vi sono diverse sindromi dello stretto superiore. Le più comuni sono la sindrome del piccolo pettorale, la sindrome dello scaleno anteriore, la sindrome della pinza costo-clavicolare e quella da costa cervicale.
1° una costa cervicale soprannumeraria
2° una morfologia anomala della vertebra cervicale o della clavicola, con un effetto compressivo sulle strutture vascolo-nervose sottostanti.
3° l'ipertrofia del muscolo scaleno che provoca un restringimento dello spazio costo-clavicolare
E' una patologia che coinvolge diversi specialisti, dall'ortopedico al chirurgo vascolare, dal neurologo al fisiatra.
L'esame clinico - funzionale del rachide cervicale e degli arti superiori è indispensabile oltre a dover essere scrupoloso .
La diagnosi si basa sui sintomi e su alcuni segni diagnostici abbastanza caratteristici, ma va confermata con radiografie specifiche, AC, R.M.N. Angiografia. L'elettromiografia e il doppler funzionale, un ecodoppler dinamico sia
[#4] dopo  
Prof. Alessandro Caruso
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MESSINA (ME)
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CONTINUAZIONE .
La diagnosi si basa sui sintomi e su alcuni segni diagnostici abbastanza caratteristici, ma va confermata con radiografie specifiche, AC, R.M.N. Angiografia. L'elettromiografia e il doppler funzionale, un ecodoppler dinamico sia arterioso che venoso degli arti superiori,
Ogni trattamento fisochinesico eseguito non può risolvere il problema né sulla compressione meccanica ossea, né sulla compressione dello scaleno e neanche una fibrosi cicatriziale e/o sul plesso brachiale.
L’intervento chirurgico, che è quello veramente risolutore di questa patologia, va programmato e pianificato prima .
Lo scopo è rimuovere la causa che provoca la sindrome.
Se vi è la 1° costa comprime le strutture nervose e/o vascolari, allora va rimosso quest’ostacolo osseo. Se vi è una fibrosi o una aderenza cicatriziale che comprime un nervo del plesso brachiale, va fatta con tecnica microchirurgica un’accurata “ neurolisi “ , ovvero liberare in nervo dagli ostacoli fibro-aderenziali - cicatriziali .
Se vi è una ipertrofia del muscolo scaleno o la sindrome dello scaleno anteriore, allora si eseguirà una resezione del suddetto muscolo.
muscolo. che Nella mia lunga esperienza di ortopedico ne ho operato due casi in equipe con il collega chirurgo vascolare : entrambi con ottimi risultati ed in entrambi è stata eseguita la resezione della 1° costa, in un caso era una costa cervicale sopranumeraria, nel 2° caso era una grave fibrosi con calcificazione abnorme da pregressa frattura costale, viziosamente consolidata.
Orbene, in conclusione, sig. ra Emanuela, io penso che il trattamento più idoneo e risolutore sia il quello chirurgico, mirato ad eliminare la s
[#5] dopo  
Prof. Alessandro Caruso
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MESSINA (ME)
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Continuazione,
Orbene, in conclusione, sig. ra Emanuela, io penso che il trattamento più idoneo e risolutore sia il quello chirurgico, mirato ad eliminare la sola causa dei problemi sintomatologici,
Cordiali saluti
Alessandro Caruso