Utente 264XXX
Sono una donna di 28 anni, sposata da quasi 5 anni con un uomo di 31 e insieme abbiamo un figlio di 2 anni. Il problema è di mio marito, ma faccio prima una premessa che magari può servire.
A fine agosto 2006 ho subito un intervento laparoscopico con salpingectomia sx per una gravidanza (cercata) ma extrauterina. Niente rapporti, causa post-intervento, fino a metà ottobre, poi presevativo fino a dicembre, mese durante il quale abbiamo avuto un'intensissima attività sessuale per la ricerca di un figlio. A causa di un mio blocco mestruale dovuto ad una carenza di progesterone (ora pare sia superato),abbiamo deciso di comune accordo di riprovarci verso primavera e nel frattempo la nostra contraccezione sarebbe stata il preservativo.
Ora è successo una prima volta che, nell'intento di avere un secondo rapporto sessuale subito dopo averne avuto uno anale, mio marito non sia riuscito a raggiungere l'erezione: abbiamo imputato la causa alla stanchezza.
Poi, a distanza di qualche giorno, la cosa si è ripetuta solo che questa volta al 1° intento di rapporto: al momento della penetrazione, con presevativo, mio marito è riuscito a mantenere l'erezione solo per pochi minuti.
A distanza di circa 2 settimane abbiamo riprovato e, onde evitare dubbi, abbiamo scelto di abbandonare anche il preservativo e utilizzare il coito interrotto (ovviamente per noi non sarebbe un problema se arrivasse un figlio!), ma le cose sono peggiorate poichè l'erezione non è proprio avvenuta nemmeno durante i preliminari.
La situazione ci ha allertati: lui angosciato e sicuramente imbarazzato nei miei confronti ed io travolta da 1000 dubbi (per esempio il fatto che lui possa avere la mente distratta da qualche altra donna, oppure la paura di non eccitarlo più). A dire il vero mi sembra sia più io preoccupata per questo (sto davvero male e non so più cosa pensare), o forse lui non lo da a vedere ma non vorrei che non sottovalutasse il problema!
Ho paura di essere entrati in una sorta di circolo vizioso per cui, d'ora in poi, ad ogni intento ci sarà la paura da entrambi e tutto questo porterà all'ennesimo insuccesso aumentando il condizionamento psicologico.
La mia domanda è questa: partendo dal presupposto che mio marito non ha mai avuto problemi a livello fisico che potessero comportare questa situazione (stiamo insieme da 8 anni), è possibile che sia subentrato ora e così improvvisamente? O forse è da imputare solo ad una condizione puramente psicologica?
Vorrei sapere cosa mi consigliate di fare, da chi andare in primis (sessuolo, andrologo, psicologo), poichè non ho ben chiara la differenza tra questi specialisti e quali strade poter seguire.

Grazie infinitamente.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile signora,
per prima cosa vorrei tranquillizzarla: non è successo nulla di grave. Non è infrequente che in un periodo di stress o di "debolezza" si presentino delle difficoltà sessuali e che queste generino, come lei ha ben descritto un circolo vizioso per cui l'ansia genera a sua volta difficoltà sessuali. Probabilmente suo marito si sente ,in questo periodo, sotto esame e questo genera ansia e peggiora la risposta sessuale.
Il mio consiglio è di sdrammatizzare il problema senza sottovalutarlo, se nel giro di qualche settimana non si è risolto richiedete una consulenza andrologica , e se sul fronte organico va tutto bene ,interpellate un sessuologo.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2007
Probabilmente la vivo così male perchè fa parte di quel genere di cose di cui uno pensa "tanto a me non capita".
La ringrazio per la risposta tempestiva e per il consiglio (e cercherò di seguirlo per quanto possibile (stare calma, sdrammatizzare)...
L'unica cosa che non capisco è perchè mio marito dovrebbe sentirsi "sotto esame" da chi? per che cosa?...A me non sembra di averlo mai posto in una condizione simile... Certo, a volte gli faccio notare che è un po' superficiale, che vorrei attenzioni particolari, ma credo che faccia un po' parte della vita di ogni coppia e poi non è proprio una novità.
Spero solo che tutto questo non derivi da nessun tipo di "distrazione"...E' chiaro che Lei, come nessun altro, può avere la sfera di cristallo per svelare il mistero, ma la domanda mi sorge spontanea: questo problema di mio marito potrebbe avere qualche collegamento con una situazione simile o si può escludere? Mi spiego: potrebbe capitare poichè magari lui non è più attratto da me e quindi questo è il risultato oppure dovrebbe succedere l'esatto contrario, ossia che mentre fa l'amore con me e pensa a un'altra dovrebbe aumentare l'eccitazione e non avere di questi problemi?
Forse sono stata un po' contorta, ma spero di aver reso l'idea.
Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile Signora,

non si preoccupi: si è ben spiegata; credo anch'io che in tutto questo, fortunatamente non ci sia nulla di funzionale, ma occorre ricercare la problematica assieme al vostro specialista medico di fiducia per cercare assieme a lui di inquadrare il percorso migliore da affrontare assieme: questo perchè credo abbiate ancora molta strada da fare assieme..

I miei più cari auguri.
Dott. Luigi LAINO
Dermatologo e Venereologo, ROMA
[#4] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile lettrice,

l'impressione (e nulla più, visto i limiti della consultazione web)è che le difficoltà di suo marito potrebbero avere una origine su base emotiva cui potrebbe non essere estranea da un lato l'attività sessuale avuta a Dicembre "a scopo riproduttivo", e successivamente il possibile timore di una gravidanza. Il tutto potrebbe poi aver ingenerato il cicolo vizioso di cui lei parla.
Mi sento comunque di suggerirle quanto prima una valutazione andrologica, cui potrebbe eventualmente successivamente seguire un breve percorso psicosessuologico.

Cordialmente

Edoardo Pescatori

[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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cara signora
Non si preocupi, è molto probabile che suo marito abbia un blocco di tipo spicologico, ha notato se ha erzioni al mattino odurante la notte?
[#6] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2007
Per quanto riguarda le erezioni non le ha mai avute tutte le mattine/notti e la situazione è la stessa, non è cambiato nulla.
Capisco che per essere certi bisogna andare nello specifico con delle analisi/visite, ma ciò serve a valutare correttamente che probabilmente non si tratti di un problema fisico?
(Quando ho visto questo sito ero un po' scettica, ma mi sono ricreduta: siete tutti dei veri professionisti e come tali date aiuto tempestivo a chi ne ha bisogno!!!E' rassicurante leggervi e sapere che mi date retta!)
Ringrazio nuovamente!
[#7] dopo  
Dr. Daniel Bulla
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Gentile Signora,
le sue ansie sono piuttosto comprensibili, e riesco ad immaginare pure quelle del marito. I Colleghi hanno risposto nel migliore dei modi, probabilmente un periodo di stress, ma per escludere con certezza la presenza di cause di altro genere sarebbe bene una consulenza andrologica.

In caso di assenza di problemi medici, se il problema persiste, è indicata una visita psicologica in questi casi, poichè il rischio è che l'uomo entri in un circolo vizioso molto negativo.
La paura di "sentirsi sotto esame" in effetti è molto comune nei maschi, è un po' insita nella nostra natura, sicuramente lei meglio di tutti gli specialisti potrò iniziare ad aiutarlo facendolo sentire il più possibile a suo agio.

Cordialmente

Daniel Bulla
dbulla@libero.it
[#8] dopo  
Dr. Massimo Ronchei
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Gentile Utente,
molto probabilmente qest'ultimo periodo è stato per voi particolarmente stressante: le sue problematiche fisiche, la ricerca di una gravidanza che avete dovuto rimandare, qualche adattamento forzato nelle vostre abitudini sessuali (preservativo si preservativo no).
Ritengo che abbiate fatto bene ad imputare alla stanchezza la prima difficoltà di erezione di suo marito, e ricordatevi che si tratta di una esperienza del tutto normale, anche se chiaramente spiacevole.
A volte può capitare che dopo la prima difficoltà sessuale l'uomo entri in un circolo vizioso di ansia anticipatoria che peggiora la risposta sessuale ("devo farcela a tutti i costi, oddio se mi ricapitasse"... l'ansia aumenta e la risposta sessuale non avviene o si blocca).
In questo senso suo marito potrebbe sentirsi sotto pressione e mettere sotto esame il suo "sentirsi uomo": infatti si parla di ansia di prestazione.
Questa sua forte preoccupazione che dichiara, potrebbe aver alimentato indirettamente l'ansia di prestazione di suo marito.
Lo aiuti a sdrammatizzare la cosa; proprio perchè siamo uomini non siamo invincibili, soprattutto in periodi stressanti.
Avvicinatevi al rapporto sessuale con gradualità e senza forzare le cose, a suo marito non serve fare la prestazione del secolo bensì essere sereno con sua moglie.
Provate a sorridere di questa situazione e probabilmente dopo qualche piccola difficoltà ritroverete la sintonia giusta.
Se così non fosse chiedete una consulenza andrologica e il supporto di uno psicologo che vi aiuterà a rompere questo circolo vizioso.

Cordiali Saluti

Massimo Ronchei
[#9] dopo  
Dr. Massimo Ronchei
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Gentile Utente,
molto probabilmente qest'ultimo periodo è stato per voi particolarmente stressante: le sue problematiche fisiche, la ricerca di una gravidanza che avete dovuto rimandare, qualche adattamento forzato nelle vostre abitudini sessuali (preservativo si preservativo no).
Ritengo che abbiate fatto bene ad imputare alla stanchezza la prima difficoltà di erezione di suo marito, e ricordatevi che si tratta di una esperienza del tutto normale, anche se chiaramente spiacevole.
A volte può capitare che dopo la prima difficoltà sessuale l'uomo entri in un circolo vizioso di ansia anticipatoria che peggiora la risposta sessuale ("devo farcela a tutti i costi, oddio se mi ricapitasse"... l'ansia aumenta e la risposta sessuale non avviene o si blocca).
In questo senso suo marito potrebbe sentirsi sotto pressione e mettere sotto esame il suo "sentirsi uomo": infatti si parla di ansia di prestazione.
Questa sua forte preoccupazione che dichiara, potrebbe aver alimentato indirettamente l'ansia di prestazione di suo marito.
Lo aiuti a sdrammatizzare la cosa; proprio perchè siamo uomini non siamo invincibili, soprattutto in periodi stressanti.
Avvicinatevi al rapporto sessuale con gradualità e senza forzare le cose, a suo marito non serve fare la prestazione del secolo bensì essere sereno con sua moglie.
Provate a sorridere di questa situazione e probabilmente dopo qualche piccola difficoltà ritroverete la sintonia giusta.
Se così non fosse chiedete una consulenza andrologica e il supporto di uno psicologo che vi aiuterà a rompere questo circolo vizioso.

Cordiali Saluti

Massimo Ronchei
[#10] dopo  
Dr. Giacomo Luigi Del Monte
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Gentile utente,
molte cose sono state già dette dai colleghi ed io concordo con loro.
L'unico cosa che vorrei sottolineare è la possibilità di rivolgersi a dei specialisti. L'andrologo in primis, e successivamente un sessuologo. A volte qualche incontro da uno specialista può chiarirci molte cose che il linguaggio informatico rende difficile.
e sopratutto evitare di entrare in un circolo vizione che posticipa solo in problema, se eventualmente ce ne fosse uno.
Un augurio
Dott. Giacomo Del Monte
www.psicosalute.it
[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Cara Signora,
a questo punto si ritorna all' indicazione iniziale: non drammatizzi e comunque consigli ,se mai fatta e soprattutto se il "disturbo" continua, una valutazione andrologica a suo marito. Anche questo piccolo passo, in alcuni casi, è un momento di per sè terapeutico.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
[#12] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
capisco la Sua ansia e soprattutto quella che sta coinvolgendo il Suo compagno: si tratta di problematiche serie e mai da sottovalutare.
Concordo completamente con quanto sostenuto dai Colleghi RONCHEI e DEL MONTE. Una eventuale consulenza Andrologica deve avvvenire parallelamente ad un indispensabile supporto di tipo psicosessuologico. Anzi, per dirla tutta, in questo caso tale ausilio terapeutico mi sembra dirimente ai fini diagnostici e teraputici.
Affettuosi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#13] dopo  
Utente 264XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio davvero tutti per il supporto e per l'interesse dimostrato!
A titolo informativo vi dico che durante questo fine settimana io e mio marito siamo riusciti, grazie anche alla complicità e all'amore che ci legano, ad avere un rapporto sessuale completo senza nemmeno troppe complicazioni! So che probabilmente questo successo non significa avere risolto il problema, ma forse ci ha aiutato ad avere ancora fiducia in noi stessi e a dare il giusto peso alla situazione senza dover necessariamente drammatizzare! Non vorrei sbagliare ma credo che,anche solo questo supporto via web, ha tranquillizzato mio marito! Sono felice e credo anche che tutte le mie "fisime" (riguardo alla presenza di un'altra donna)siano davvero vane!
Grazie ancora!!!