Utente 129XXX
Buongiorno. Nel mese di ottobre 2008 si è rotta la mia vecchia protesi così mi sono rivolta al dentista per farne una nuova. Dopo la prima visita il medico mi ha comunicato la necessità di effettuare 5 estrazioni e il successivo inserimento della nuova protesi. Il problema è nato proprio con quest'ultima dato che, sin dalla prima volta che l'ho messa, mi ha letteralmente spaccato le gengive che oltretutto si sono riempite di minuscole eruzioni non purulente (tipo brufoletti). Ho fatto presente il problema al mio dentista il quale ha da subito asserito che fosse solo una questione di tempo, il necessario perchè le gengive si abituassero. Dopo un mese di vani tentativi ho smesso di applicarla e le gengive, in breve tempo, sono tornate a posto. D'accordo col dentista ho fatto i test allergologici del caso risultando a tutti negativa. Ho quindi deciso di rivolgermi ad un secondo medico il quale, dopo avergli esposto il problema, nel giro di un mese mi ha consegato la nuova protesi che non mi ha creato problemi e tuttora utilizzo. Quest'ultimo mi ha solo accennato, senza approfondire ulteriormente la spiegazione, che potrebbe essersi trattato di un problema di "lavorazione a caldo".
Il lavoro del primo medico mi è costato 4000 euro. Contando sulla sua onestà ho provato a chiedere una parziale restituzione dell'importo totale ottenendo come proposta il rimborso di euro 1000.
Capisco la difficoltà nel valutare il mio caso tramite una semplice esposizione dei fatti via mail ma vorrei capire se ci sono gli estremi per citare in giudizio il dentista ed ottenere il risarcimento totale dell'importo pagato. Potete, inoltre, suggerirmi il nome di un medico legale a Milano al quale affidare una perizia da utilizzare in sede legale? In alternativa dove posso reperirlo?
Vi ringrazio per l'attenzione accordatami. Cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Alessandro Cappelli
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AMANDOLA (FM)
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Non si puo' imputare al dentista una allergia non prevista ne' prevedibile al materiale di cui e' costituita la protesi.
Credo comunque che , se dimostrata l'allergia, il dentista sia tenuto a rifare la protesi usando materiali diversi e non a lei allergenici.
Il buonsenso vorrebbe comunque che , tolte le spese vive sostenute e restituita la protesi il collega le rimborsi la differenza.
Non so aiutarla per il medico legale a Milano.
saluti
[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Non penso sia allergia.
Se fosse allergica alla resina, sarebbe allergico sia alla prima protesi che alla seconda.
Ridicola la spiegazione del "problema di lavorazione a caldo".

Verosimilmente, dati i tempi da lei raccontati, potrebbe essere stata una modifica della gengiva avvenuta fra la presa dell'impronta e la consegna del manufatto, a causa delle estrazioni fresche.
Oppure da un problema di lavorazione e di congruità fra la forma della gengiva e la forma della protesi all'interno.

In genere in questi casi, se persistono disagi dopo i primi giorni di eventuale adattamento, può essere rivista la base di appoggio della protesi, modificandola, rivedendola, allungandola, accorciandola, eventualmente rifacendo la base.

Non mi sento quindi di consigliarle la via legale, a meno che lei non sia in grado di dimostrare che alla sua protesi (che non usa) non può essere rifatta la base perchè è mal fatta, e quindi bisognava allestirne una nuova.
Naturalmente non può dimostrarlo lei, ma deve testimomiarlo (e dimostrarlo) un dentista IN FORMA SCRITTA.

Chieda comunque al secondo dentista una spiegazione del perchè non ha rifatto la base alla protesi non funzionante, preferendo allestirne una seconda.

Ipotesi di risposta (ma ovviamente ce ne sono altre):
1) perchè la prima era fatta male ed era piena di errori.
2) perchè rifacendone un'altra guadagno di più.
3) perchè costava di più ripararla del farne una nuova (e non è vero)
4) perchè non c'era garanzia di risultato (e non è vero)
5) per timore di problematiche medico-legali

L'unica strada che lei ha per poter far causa al primo dentista è una risposta affermativa chiara e inequivocabile (e scritta) alla prima ipotesi.